Scafati/Agro/Vesuviani. Pochi sconti di pena per gli 8 imputati condannati a circa 90 anni di reclusione nell’ambito del processo “Buon Compleanno” che era arrivato a sentenza nella primavera 2024 dopo un avvio delle indagini datato 2007. Incassano complessivamente 70 anni di reclusione. E’ quanto stabilito dalla Corte d’Appello nel giudizio di secondo grado incardinato su istanza delle difese accogliendo parzialmente le richieste della procura generale. Sette furono le assoluzioni per le quali la Dda non ha presentato ricorso, insieme a Peppe Buonocore anche Antonio Muollo detto ‘o lallone. L’inchiesta tra l’agro nocerino sarnese, Scafati e Castellammare di Stabia era partita nel 2007 e 3 anni più tardi aveva portato al blitz con arresti e indagati. Nel 2011 il via al giudizio a Nocera Inferiore con processo ordinario. Le indagini servite a sgominare la gang della coca erano partite 20 anni fa proprio ad opera dei militari scafatesi coadiuvati nel corso delle stesse dai colleghi di altre zone coinvolte. Un’indagine nata quasi per caso sulla scorta di un’altra operazione dei carabinieri: denominata “Louse”. In quel caso a destare la curiosità degli investigatori fu una telefonata intercettata tra Vincenzo Starita detto ‘a strega (condannato con rito alternativo) e Giuseppe Buonocore, Peppe ‘e Scafati. Luogo delle riunioni operative del gruppo un negozio di via Martiri d’Ungheria a Scafati, l’ideale per i componenti del gruppo vista la vicinanza con le abitazioni di molti. Caratteristica dei narcos era l’attenzione ad evitare le conversazioni telefoniche preferendo gli incontri di persona per parlare di “affari”. Nelle rare occasioni in cui venivano utilizzate le conversazioni telefoniche il gruppo utilizzava un linguaggio criptato. In particolare le parole in codice erano riferite al mondo delle automobili contando sul fatto che secondo la Dda il boschese Ferdinando Cirillo fosse titolare di un’officina meccanica. A seconda delle quantità di sostanza in arrivo le parole cambiavano. Riparare un’automobile era un grosso carico mentre un carico più piccolo era solamente una “portiera”. Obiettivo della holding, ottenere il monopolio dello spaccio di sostanze stupefacenti sul territorio tramite l’imposizione di quello che stesso i componenti definivano “il sistema”. In Ora le condanne bis in Appello con pene ridotte per coloro che avevano incassato pene più alte. Emergono i sei anni di sconto per Raffaele Alfano che incassa 8 anni rispetto ai 14 del primo grado: in Appello complessivi 70 anni di reclusione a fronte dei 90 del primo grado





