Siamo nei giorni vicini alla presentazione delle Liste elettorali, viviamo una fase convulsa di aggregazione e disgregazione delle forze politiche e sociali che tradizionalmente avevano una posizione meno instabile. Chi assiste a tutto quello che si verifica, magari ricordando il passato, anche quello recente, si rende conto della disintegrazione ideologica di tutte le componenti con esito che sorprende non poco. Per chi aveva orientamenti politici definiti, oggi deve rendersi conto che la realtà diffusa é lo spacchettamento dei voti, portati verso posizioni meno vincolanti, quasi una presa di distanza dalla caratterizzazione politica. Il risultato é un ritrovarsi in aggregazioni condizionate più da relazioni interpersonali e da convenienze contingenti che da naturale tradizione. Rilevo come molti amici e conoscenti siano partiti da idee e schieramenti di un tipo e si sono ritrovati in tutt’altra posizione! Giorno dopo giorno si assiste alla propensione a competere con una lista fai da te che risponde a logiche individuali e ad obiettivi circostanziati che sfuggono a militanze precise. Il dato meriterebbe uno studio sociologico più che politico sulla realtà del momento che si arrende al diniego di obiettivi, ripiegando sulle qualità della lista fai da te che, oltre le migliori sorti, si ferma all’elezione in Consiglio Comunale del candidato Sindaco. Obiettivo ambito del fai da te elettorale, decisamente conveniente al solo candidato Sindaco. Tutto ciò mortifica gli stessi candidati che diventano inconsapevoli sostenitori e nulla più dell’eventuale eletto e che si perderanno nel dimenticatoio della politica.
Di questa frantumazione del consenso, pagano pegno anche i grandi schieramenti che a Salerno sono ricaduti in un’atipicità politica che la dice lunga sulle posizioni politiche. A destra e sinistra viene subito alla ribalta il malessere di coalizioni importanti. Forza Italia si divide e si riunisce ai suoi alleati e viceversa, dopo aver tentato di dare vita ad un’aggregazione di centro per raccogliere un mondo in diaspora, senza rappresentanza. Il tutto mosso come sempre inutilmente da un richiamo ad un centrismo, di cui la DC era un esempio che non imitano. Ciò nasce da un’idea che prima non esisteva e che diventa conseguenza di disagi personali ( che scopriremo)! La ricomposizione a destra lascia non poche lamentele e delusioni, anche per la barbara vicenda di strumentalizzare persone con alti profili personali che hanno il difetto di aver creduto ad un tavolo di contraenti che non mantiene la parola e gli impegni.
É chiaro che tutto questo modo di fare indebolirà la credibilità dell’intera alleanza di destra agli occhi dei cittadini.
Ugualmente, a sinistra, la candidatura di Enzo De Luca ha riaperto la dialettica nel Campo largo che più di un quadro politico e programmatico pare muoversi unicamente contro la sua candidatura. Il risultato é un’evidente spaccatura che non premierebbe il risultato regionale recente. Per cui da una parte c’é De Luca, che al voto regionale é stato disponibile e collaborativo, dall’altra il riferimento residuale del Campo largo che si aggrega più per valori contro qualcuno che per proposta politica innovativa. La candidatura a Sindaco del Campo largo é affidata ad un valente amministrativista, storico compagno, attento animatore del sociale e della cultura. Franco Massimo Lanocita si é presentato con argomenti convincenti e ben affrontati che tuttavia complessivamente potevano essere messi sul tavolo di un’alleanza più duttile, se mossi dal bene della città più che degli schieramenti. Complessivamente tutto il quadro politico sembra riferirsi ad impegni ultronei rispetto a queste elezioni amministrative, con un’attenzione alle prossime parlamentari. L’occhio attento del cittadino può arrivare a cogliere le anomalie delle scelte di tanti protagonisti che avrebbero soltanto un comune denominatore nella sfida a De Luca.
Per la verità non sfuggono in quasi tutte le liste elettorali candidature di peso, per competenze e storie personali, che spero possano essere individuate e sostenute per il bene del futuro Consiglio Comunale.
Decisamente ritengo questa fase elettorale un’ulteriore fase transitoria che risulterà decisiva per capire da che parte starà la città di Salerno e la sinistra salernitana in modo da dare una risposta a tanti che per motivi diversi sono, negli anni, soltanto il prodotto di un ostracismo continuo alle posizioni di De Luca.
Le liste che sostengono De Luca sono quelle che tradizionalmente lo hanno sempre rappresentato con l’aggiunta del Partito Socialista che appare più strutturato, alleato credibile che rafforza la sua posizione politica e di una Lista di Cristiano democratici che spero incrementino il loro già consistente patrimonio elettorale, dal cilindro esce una lista Insieme per Salerno conosciuta dagli elettori salernitani, peccato che nemmeno una telefonata di Bon ton sia stata fatta ai detentori del simbolo e della storia amministrativa.
Le urne sono sempre imprevedibili perché le determineranno gli elettori, ma c’é chi scommette sull’esito scontato del generale e atteso orientamento politico.





