L’escalation di microcriminalità che sta colpendo Salerno è approdata ieri sul tavolo della Prefettura. L’incontro tra il deputato salernitano di Alleanza Verdi e Sinistra, Franco Mari, e il Prefetto Francesco Esposito, è stato sollecitato con urgenza all’indomani dell’ennesimo episodio di violenza: l’aggressione ai danni di un ragazzo di 18 anni, avvenuta l’altra sera, che si somma alla preoccupante scia di furti che sta mettendo in ginocchio le attività commerciali della zona orientale. Al termine del colloquio, l’Onorevole Mari ha incontrato la stampa per illustrare i punti sottoposti all’attenzione dell’autorità di governo. “Ho innanzitutto rappresentato le preoccupazioni dei salernitani rispetto a questi ultimi fenomeni che si sono ripetuti nel tempo,” ha spiegato Mari. “In particolare i furti alle attività commerciali e alcune aggressioni legate alla condizione giovanile. C’è una questione generale che riguarda la protezione sociale complessiva della città”. La visione del parlamentare non si limita alla richiesta di una maggiore presenza di divise, pur riconoscendo le criticità strutturali del comparto. “Ci sono aspetti della sicurezza affidati alle forze dell’ordine che soffrono delle difficoltà di organico e dotazioni che tutti conosciamo,” ha ammesso, sottolineando però come la repressione non sia l’unica strada. “Dobbiamo stare attenti alle solitudini e all’impoverimento dei quartieri dal punto di vista commerciale: la rete di socialità è, di fatto, una rete di sicurezza. Questo è il punto centrale”. In quest’ottica, Mari ha evidenziato come Salerno soffra attualmente di una carenza di luoghi dedicati alle nuove generazioni, un vuoto che rischia di alimentare tensioni. “In questo momento gli spazi utilizzabili dai giovani sono ridotti al minimo. L’avvicinarsi della bella stagione ci deve spingere a immaginare luoghi di aggregazione protetti e sicuri proprio nel cuore della città”. Un passaggio chiave del confronto ha riguardato l’impiego della Polizia Municipale. Mari ha ribadito la propria contrarietà a una trasformazione dei caschi bianchi in una forza di pubblica sicurezza generica. “Sarebbe invece utile immaginare il vigile di quartiere: una figura che ha un rapporto diretto con la comunità locale ed è costantemente presente sul territorio. Diventerebbe un elemento di quella relazione sociale che fa sicurezza. La sicurezza si fa con la repressione, certo, ma si previene anche costruendo comunità”. Non è mancato un richiamo al rispetto della legalità su ogni livello, segnalando anche anomalie nelle affissioni elettorali per i prossimi referendum. “Dobbiamo alzare l’asticella del rispetto delle regole, un principio che deve valere in generale per tutti i settori della vita civile”. Dalla Prefettura è arrivata la rassicurazione di un intervento a tutto campo. Il feedback ricevuto descrive una reazione immediata a ogni singolo episodio di cronaca, con un incremento delle attività di pattugliamento e il potenziamento della videosorveglianza. “Ci siamo lasciati con l’impegno a un rapporto costante,” ha concluso Mari, “anche relativo alla possibilità di segnalare criticità specifiche. Il Prefetto conosce bene la città e presta una particolare attenzione a questi aspetti”. er.no





