Falsi green pass: a processo i 50 assolti - Le Cronache Attualità
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Falsi green pass: a processo i 50 assolti

Falsi green pass: a processo i 50 assolti

Agro/Salerno. Altri 50 a processo per la mega inchiesta sui falsi green pass che aveva portato sul banco degli accusati 106 imputati. Accolto il ricorso della Procura di Salerno che riteneva ingiuste le 50 assoluzioni disposte dal gip in sede preliminare e così ha ottenuto il giudizio con accuse di truffa e falso. L’indagine era scattata quattro anni fa dopo alcune denunce arrivate dagli ospedale di Scafati e Nocera Inferiore. A giudizio tra i 50 imputati (con processo che partirà davanti ai giudici del tribunale nocerino). Gli esposti erano partiti dall’Agro nocerino ed erano arrivati al capoluogo. Del centinaio di imputati che, nell’era covid, con un trucco avrebbero avuto accesso indebitamente alla piattaforma informatica “Sinfonia”, deputata al trattamento dei dati della campagna vaccinale della Regione Campania, in 55 avevano scelto l’ordinario e concordato la pena concordato la pena e a loro oggi si accordano il restante degli imputati. L’inchiesta partì dopo la denuncia proveniente dai centri vaccinali degli ospedali Umberto I di Nocera Inferiore e “Mauro Scarlato” di Scafati, con la quale fu riferito ai carabinieri del reparto territoriale che da un controllo incrociato tra i dati forniti dal terminale e i registri cartacei, risultavano alcune anomalie numeriche. L’inchiesta era approdata a Salerno perchè uno dei reati contestati (telematico) è di competenza della procura del capoluogo. Secondo il pubblico ministero titolare del fascicolo d’inchiesta, gli organizzatori del sistema avrebbero fatto apparire come somministrati vaccini in realtà mai inoculati. Il raggiro si articolava su delle false certificazioni sfruttando la copia di chiavi di accesso (user id e password) attribuite ad un medico vaccinale, per poi accedere indebitamente alla piattaforma informatica Sinfonia gestita, a livello regionale, da Soresa facendo apparire come somministrato ai singoli utenti richiedenti il vaccino Covid-19 che, in realtà, non era stato mai inoculato. A questo punto sarebbe stato facile generare il green pass creato automaticamente dalla piattaforma e servito in tempi di pandemia per accedere a servizi, attività, esercizi pubblici e privati, luoghi di lavoro. Dei 106 imputati, una cinquantina erano stati prosciolti dal gup mentre altri 10 erano stati messi alla prova, una ventina aveva patteggiato e 26 erano finiti a processo con accuse, a vario titolo, di truffa, falso materiale, falso commesso da privato, oltre che di accesso abusivo a un sistema informatico o telematico. Stessa ipotesi di contestazione anche per gli ulteriori 50 prosciolti ma ora alla sbarra dopo il ricorso accolto dal tribunale e presentato dal pubblico ministero il quale aveva ravvisato profili penali da perseguire che per il gip non ci sarebbero stati.