La nuova legge elettorale - Le Cronache Ultimora
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La nuova legge elettorale

La nuova legge elettorale

La nuova legge elettorale presentata dalla coalizione di governo ridisegna il sistema di elezione di Camera e Senato introducendo un modello proporzionale corretto da un premio di governabilità e, in alcuni casi, da un turno di ballottaggio. L’obiettivo dichiarato è duplice: garantire una rappresentanza fedele del pluralismo politico e, allo stesso tempo, assicurare stabilità all’azione di governo. Il cuore della riforma è il ritorno a un sistema proporzionale. I seggi vengono assegnati alle liste e alle coalizioni in proporzione ai voti ottenuti su base nazionale per la Camera e su base regionale per il Senato. Scompaiono i collegi uninominali maggioritari: tutti i seggi sono attribuiti attraverso collegi plurinominali, nei quali ciascuna lista presenta un elenco di candidati. L’elettore esprime il voto tracciando un segno sul simbolo della lista prescelta. Non è previsto voto disgiunto. Il sistema resta dunque proporzionale, ma con una significativa correzione. La principale novità è infatti il premio di governabilità. Alla Camera sono previsti 70 seggi aggiuntivi come premio; al Senato 35. Il premio scatta se una lista o una coalizione raggiunge almeno il 40 per cento dei voti validi a livello nazionale (Camera) o regionale (Senato). In questo caso, alla forza politica più votata viene attribuito il numero di seggi necessario per assicurare una maggioranza parlamentare solida. Se nessuna lista o coalizione raggiunge la soglia del 40 per cento, è previsto un secondo turno di ballottaggio tra le due forze più votate. Il ballottaggio serve a consentire agli elettori di scegliere in modo chiaro chi dovrà guidare il Paese. Alla lista o coalizione che prevale al secondo turno viene attribuito il premio di governabilità. La legge introduce anche soglie di accesso per evitare eccessiva frammentazione. Le liste devono superare una percentuale minima di voti per partecipare alla ripartizione dei seggi; sono previste regole specifiche per le coalizioni e per le minoranze linguistiche riconosciute. Per quanto riguarda la distribuzione dei seggi, il meccanismo resta proporzionale: si calcola la cifra elettorale di ciascuna lista e si procede alla ripartizione nei collegi plurinominali secondo criteri matematici definiti. Il premio di governabilità interviene solo successivamente, per garantire che la forza vincente disponga di una maggioranza certa. Un altro elemento di trasparenza è l’indicazione del capo della forza politica o della coalizione al momento del deposito delle liste. In questo modo l’offerta politica è chiara fin dall’inizio e gli elettori sanno quale leadership è collegata al voto espresso. In sintesi, la nuova legge elettorale punta a combinare rappresentanza e stabilità. Da un lato valorizza il pluralismo attraverso il proporzionale; dall’altro introduce un correttivo maggioritario che consente la formazione di una maggioranza definita, evitando governi eccessivamente frammentati. Il possibile ballottaggio rappresenta l’ulteriore strumento per assicurare una scelta netta in caso di equilibrio tra le forze politiche. Il sistema, quindi, è costruito per favorire la governabilità senza rinunciare alla proporzionalità. Sarà ora il confronto parlamentare e politico a stabilire se questo equilibrio tra rappresentanza e stabilità risulterà convincente e funzionale alle esigenze del Paese.