CAVA DE’TIRRENI- Ci sono storie che non si limitano a essere raccontate. Chiedono di essere ascoltate davvero. Di essere comprese. Di diventare responsabilità collettiva. Quella di Morena è una di queste. Morena ha 16 anni. Un’età in cui normalmente si parla di scuola, amici, primi amori, sogni che iniziano a prendere forma. Per lei, invece, l’adolescenza è diventata una lunga battaglia contro una malattia rara e complessa: epilessia farmacoresistente con desaturazioni profonde, sindrome di Rasmussen e atrofia dell’emisfero destro. Una diagnosi che pesa come un macigno e che negli anni ha richiesto ricoveri, terapie, tentativi continui di trovare una strada capace di restituirle stabilità e qualità di vita. Quando l’epilessia è farmacoresistente significa che i farmaci tradizionali non riescono a controllare le crisi. Significa convivere con l’incertezza, con il timore costante di un nuovo episodio, con la fatica fisica e psicologica che ogni crisi lascia dietro di sé. Significa una quotidianità fragile, sospesa. Eppure Morena non ha smesso di lottare. E accanto a lei non ha mai smesso di lottare la sua famiglia. Negli ultimi mesi quella lotta ha attraversato l’oceano. Per 45 giorni Morena è stata a Monterray, in Messico, presso la clinica Neurocytonix, dove ha affrontato un trattamento sperimentale denominato Cytotron. Una scelta coraggiosa, non semplice, che ha richiesto organizzazione, sacrifici economici enormi, forza emotiva. Un viaggio carico di speranza, ma anche di timori. Il primo ciclo ha dato risultati definiti eccezionali. Segnali concreti, miglioramenti incoraggianti, una prospettiva che fino a poco tempo fa sembrava lontana. È una luce che si è accesa dopo anni di tentativi, una possibilità che non può essere interrotta proprio adesso. Per consolidare quei risultati, però, è necessario affrontare un secondo ciclo di cure. E i costi sono molto elevati: viaggio, permanenza, trattamento medico. Spese che superano le possibilità di una famiglia già provata da anni di cure e assistenza continua. È da qui che nasce “Insieme per Morena”. Non una semplice raccolta fondi, ma un progetto di comunità. Un invito a trasformare la solidarietà in azione concreta. Un modo per dire che una battaglia così grande non può essere combattuta da soli. Sabato prossimo alle ore 19:30, presso l’Oratorio di Santa Lucia a Cava De’ Tirreni, sarà presentata ufficialmente la storia di Morena. Non sarà solo un momento informativo. Sarà un incontro di volti, di mani, di responsabilità condivisa. Verranno distribuiti piccoli salvadanai che saranno collocati nei negozi del territorio e affidati a chi vorrà diventare parte attiva di questa rete solidale. Un gesto semplice, quotidiano, ma capace di moltiplicarsi. Accanto all’iniziativa territoriale è attiva anche una raccolta fondi online sulla piattaforma GoFundMe, dal titolo “La speranza continua e Morena non molla”, oltre alla possibilità di donare tramite IBAN dedicato. Ogni contributo, piccolo o grande che sia, rappresenta un tassello indispensabile per permettere a Morena di proseguire il percorso terapeutico. Dietro questa campagna non c’è solo una richiesta economica. C’è una storia di resistenza. C’è una madre che non ha mai smesso di cercare soluzioni. C’è una ragazza che, nonostante la malattia, continua a combattere con una forza silenziosa. C’è la dignità di chi non chiede pietà ma possibilità. La medicina sperimentale, soprattutto in casi complessi e rari, è spesso l’ultima frontiera. È terreno di ricerca, di studio, di tentativi che possono cambiare radicalmente il decorso di una patologia. Ma è anche un terreno che richiede risorse ingenti e che raramente trova copertura nei canali tradizionali del sistema sanitario. Per questo il ruolo della comunità diventa decisivo. “Insieme per Morena” è un nome che racchiude una verità semplice: nessuna famiglia dovrebbe affrontare da sola un peso così grande. La solidarietà non è un atto straordinario riservato a pochi. È la somma di tanti piccoli gesti quotidiani. Una moneta lasciata in un salvadanaio. Una condivisione sui social. Una presenza a un incontro. Una donazione online. Un piccolo aiuto può davvero tradursi in un grande futuro. In un tempo in cui spesso le notizie scorrono veloci e l’attenzione si disperde, questa è una storia che chiede di fermarsi. Di guardare oltre il titolo. Di scegliere da che parte stare. Morena sta facendo la sua parte, ogni giorno. Adesso è il tempo di rispondere con la stessa misura di cuore e di dignità che appartiene alle grandi storie.
Carla Polverino





