di Erika Noschese
Ambisce al ballottaggio Armando Zambrano, candidato alla carica di sindaco. Ieri, nella cornice del Polo Nautico, ha presentato le sue tre liste – “Noi Popolari Riformisti”, “Oltre in Azione” e “Salerno di Tutti” – potendo contare anche sulla presenza di politici di lungo corso come Giuseppe Acocella, Alfonso Andria, Gianfranco Valiante e Aniello Salzano. «Oggi presentiamo le liste, ma daremo anche ulteriori indicazioni sul programma che abbiamo già illustrato qualche settimana fa. È un programma – per chi ha avuto modo di conoscerlo – concreto e orientato al futuro, che mette al centro il cittadino – ha dichiarato Zambrano, già presidente nazionale dell’Ordine degli Ingegneri per due mandati – Il cittadino deve essere protagonista della vita della futura amministrazione. Chi governerà questa città dovrà garantire che la voce dei cittadini sia realmente ascoltata, non solo come adempimento formale, ma creando strumenti istituzionali che consentano una partecipazione attiva e la condivisione delle scelte amministrative anche in tempo reale». Nel programma elettorale dell’Ingegnere Zambrano emerge con forza la volontà di «aprire la città ai cittadini, creando le condizioni per migliorare concretamente la qualità della vita. Le priorità, spesso considerate banali ma fondamentali, sono chiare: pulizia, ordine, sicurezza, manutenzione delle strade. Tutti elementi che, in una città normale, dovrebbero essere garantiti e dati per scontati. Qui, invece, ciò che è ordinario diventa straordinario. È necessario colmare questo divario e tornare a una vera normalità amministrativa: sicurezza diffusa, strade curate, servizi efficienti. Questo è il primo livello di intervento che i cittadini chiedono con chiarezza: tornare alla normalità». Il tutto senza dimenticare le sfide strategiche, come il rilancio del turismo, «attraverso una visione integrata dell’intero sistema turistico. Occorre fare in modo che i visitatori siano accolti con servizi adeguati, come collegamenti efficienti – ad esempio una navetta verso lo stadio Arechi – e valorizzare luoghi strategici, come il Seminario, trasformandolo in un polo turistico e alberghiero di livello internazionale, capace di attrarre investimenti e generare sviluppo. Tutto questo, però, non può dipendere esclusivamente dai fondi pubblici: dobbiamo puntare sulle nostre capacità, sulle bellezze del territorio e sulle strutture già esistenti, migliorandole anche attraverso la collaborazione con il settore privato – ha aggiunto Zambrano – Un approccio che consentirà anche di garantire una manutenzione costante nel tempo, oggi spesso carente. Se pensiamo che molte delle nostre strutture sportive sono attualmente inagibili, comprendiamo quanto sia inutile realizzare opere senza poi curarle e valorizzarle. Costruire senza mantenere significa sprecare risorse e opportunità: è un errore che non possiamo più permetterci». In più passaggi, Zambrano ha acceso i riflettori sul «sistema di potere» che, a suo dire, caratterizza Salerno da circa trent’anni: «Credo sia ingiusto non avere un’amministrazione diversa. È mancato il principio dell’alternanza, così come il controllo da parte di chi dovrebbe evitare la formazione di centri di potere che durano da troppo tempo, al punto da rendere quasi inutili le elezioni». Infine, una riflessione dal tono più amaro: «Trentatré anni sono tanti e oggi il cambiamento è anche più difficile per questo. In questi anni, però, non sono mancate forze politiche capaci. Sono certo che questa volta riusciremo ad andare al ballottaggio – ha concluso il candidato sindaco – Oggi l’alternativa c’è: noi ci crediamo, ma devono crederci anche i cittadini».





