Zambrano: La visione della città parta dai reali bisogni - Le Cronache Ultimora
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Zambrano: La visione della città parta dai reali bisogni

Zambrano: La visione della città parta dai reali bisogni

di Armando Zambrano*

La visione di una città deve prendere forma dall’attenta e documentata analisi dei bisogni dei cittadini, evitando di alimentare sogni per poi deluderli. Bisogni e non sogni, sembra un gioco di parole, ma le esigenze del cittadino sono semplici, non servono qualità trascendenti per individuarle e dare le risposte giuste. Sono servizi, vivibilità, socialità, temi sui quali si fonda la capacità di incontro tra chi amministra e chi è amministrato, un filo di solidarietà e reciprocità di intenti tra chi si è reso disponibile a guidare una comunità e la cittadinanza che la compone. La qualità del dialogo è eccellente in questi casi e la partecipazione della collettività alla formazione delle idee è spontanea. Gli effetti sono di altrettanto immediato confronto, come negli affreschi del Lorenzetti a Siena.Per raggiungere l’obiettivo che ci siamo prefissi, ossia quello di impegnarsi a lavorare per e con la comunità dei cittadini di Salerno, pensiamo naturalmente anche e soprattutto ai servizi di base, che sono tanti: dal welfare socio-assistenziale per fragilità, disabilità, anziani, minori e famiglie, all’emergenza sul territorio sempre più importante con i cambiamenti climatici e dunque ai centri di prima accoglienza e accoglienza notturna, alla gestione delle scuole comunali e degli asili nido, all’urbanistica e all’edilizia – non solo ville vista mare e grattacieli, ma anche edilizia residenziale pubblica – alla raccolta dei rifiuti, pulizia delle strade e manutenzione del verde, alla mobilità e ai trasporti, con i parcheggi e i passaggi pedonali, ed una segnaletica efficiente; ma servizi sono anche quelli culturali, pensiamo a una biblioteca comunale, un luogo accogliente e ricco di materiale a cui attingere, la Biblioteca di tutti, a cui i cittadini possano donare libri e di cui possano usufruire con continuità, come accade presso tanti, mediamente illuminati, Comuni italiani; e pensiamo a sale lettura e studio per i giovani e non solo, a spazi dedicati a ciò che ha fatto grande Salerno nel corso dei secoli. La Scuola Medica Salernitana potrà essere raccontata in maniera diversa a seconda delle fasce d’età, con le immagini, con la parola, con le ricostruzioni digitali; la città avrà i suoi percorsi storico artistici che renderanno i cittadini orgogliosi di viverci e i turisti avranno l’obiettivo di vedere gli strati di una città che ha oltre duemila anni da raccontare attraverso palazzi, scavi, viuzze, slarghi e fregi, e poi attraverso i palazzi del secolo scorso, i lunghi viali e gli accessi al mare.La potente poetica di Alfonso Gatto potrà essere valorizzata come merita anche con un sostegno di idee e progetti alla Fondazione e ai familiari che ne portano avanti il lavoro e la memoria. Per la musica, l’arte, la letteratura, le conversazioni, intendiamo recuperare quel fermento che ha caratterizzato la Salerno degli anni Settanta: la tradizione del jazz che ha visto nascere e formarsi qui alcuni tra i migliori musicisti di fama internazionale; l’arte contemporanea di cui è custodita una traccia troppo sottile per ciò che è stato; l’amore per la lettura dimostrato dall’entusiasmo che creano alcuni eventi; e infine il confronto, il dibattito, luoghi in cui potersi incontrare e scambiarsi idee e sapere. Pensiamo a un centro polifunzionale e, perché no, a un Jazz Club, un vero locale notturno di tendenza, come ce ne sono in tutte le grandi città del mondo. Ascolteremo nuove voci, nuove idee e nuove proposte per una Salerno nuova, moderna e bellissima. Perché tutto ciò diventi realizzabile è necessario risolvere il nodo intricato della mobilità. Questo è uno dei grandi temi. Circa trent’anni fa fu fatta una promessa, il progetto era come sempre accattivante: il centro della città sarebbe stato libero dalle auto e sostituito da una grande circolazione di mezzi pubblici, le strisce blu a pagamento avrebbero occupato solo le strade larghe subito intorno al centro e in periferia; avrebbero così permesso parcheggi a rotazione. L’idea di lasciare l’auto e prendere il mezzo pubblico affascinò e convinse i cittadini fiduciosi. Niente di tutto ciò è avvenuto. La promessa, una delle tante, non è stata mantenuta. A trentadue anni di distanza, resta la cronica mancanza di parcheggi, il centro è intasato di traffico e dei mezzi pubblici se ne vede ogni tanto un’ombra. Con la sostanziale differenza che chi riesce, dopo estenuante ricerca, a parcheggiare, lo fa con una spesa notevole; le strisce blu sono ovunque, anche nelle stradine e a entrambi i lati contro la regola che vorrebbe un lato adibito a parcheggio libero.La parola ha un gran potere e chi la sa usare gode di un vantaggio indiscutibile, ma di cui non deve approfittare, per non peccare di disonestà intellettuale; se poi la parola è accompagnata dalla mimica e da un certo senso dell’ironia, diventa un’arma affilata ed efficace. Ai nostri cittadini vogliamo donare meno parole, e più fatti.

*Candidato a Sindaco di Salerno e sostenuto da Azione-Oltre – Base Popolare – Casa Riformista – Italia Viva – Noi di centro – Ora! – Partito Liberaldemocratico – Popolari e Moderati – UDC – Ali per la città – Italia Animalista – Salerno activa civitas