Violenza donne: il coraggio di Laura, da denuncia nasce forza - Le Cronache Ultimora
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Violenza donne: il coraggio di Laura, da denuncia nasce forza

Violenza donne: il coraggio di Laura, da denuncia nasce forza

Una relazione ‘normale’, come tante altre, tra fiducia e momenti di intimita’ vissuti con la convinzione che sarebbero rimasti nella sfera piu’ privata della coppia. Poi, la fine del rapporto e quei ricordi trasformati in uno strumento di ricatto. Laura, nome di fantasia per proteggere una donna, dopo la rottura con il fidanzato, si ritrova vittima della diffusione di foto e video intimi nelle chat. E’ uno dei casi di violenza affrontati dai militari dell’Arma di Salerno, che, oltre a rivelare l’importanza di ascolto ed empatia da parte degli operatori in divisa, conferma quanto la fine di un incubo possa iniziare dalla denuncia. E’ il maresciallo Laura Farinola, in servizio alla Stazione carabinieri di Sala Consilina, a ricostruire la storia “di una donna che aveva vissuto all’interno di una relazione normalissima, come tutte le altre. Con il fidanzato, aveva condiviso momenti di intimita’, fotografie e riprese, pensando che sarebbero rimaste solo parte della relazione, in quel clima di fiducia che dovrebbe caratterizzare ogni rapporto”. Invece, la donna si e’ trovata in una spirale di minacce e ricatti. Di violenza. “Al momento della rottura l’uomo ha iniziato a minacciarla, dicendo che avrebbe reso tutto pubblico”, racconta il maresciallo. Lei pensa che siano parole dettate da un momento di rabbia, di delusione per un rapporto giunto al capolinea. “L’uomo invece ha deciso di pubblicare le foto e i video all’interno di alcune chat – aggiunge – e la donna, quando l’ha scoperto, ha vissuto un momento di grande fragilita’. Con l’aiuto di una sua amica, ha deciso di venire in caserma a denunciare”. Dalla formalizzazione dell’esposto, l’indagine dei carabinieri: “Abbiamo segnalato le foto, abbiamo provveduto alla loro rimozione e l’uomo e’ stato punito”. Fondamentale il momento in cui la donna decide di chiedere aiuto, trasformando “quel momento di grande fragilita’ in un atto di coraggio”. In questo come in tanti altri casi di violenza, oltre all’intervento investigativo, diventa cruciale anche il modo in cui le vittime possano sentirsi accolte e ascoltate. “Quando i carabinieri entrano in contatto con una persona vittima di violenza – evidenzia il maresciallo capo Maria Cristina D’Arienzo, in servizio al Reparto territoriale di Nocera Inferiore – innanzitutto, devono lavorare sulla propria capacita’ di ascolto e sull’empatia, al fine di creare, sin da subito, un rapporto di fiducia con la vittima, la cui esigenza principale e’ quella di sentirsi accolta, di sentirsi in un ambiente sicuro e non giudicante. Insomma, libera di poter raccontare quello che ha vissuto, creando uno scambio empatico con la vittima. La comunicazione e’ importante, non solo quella verbale, ma anche quella non verbale”.