Sale la tensione nello stabilimento Bamar Italia di SALERNO cmentre i lavoratori restano senza certezze economiche e con retribuzioni arretrate non corrisposte. “Dopo mesi di tentativi di confronto e comunicazioni ufficiali rimaste senza risposta”, la Cisal Metalmeccanici, si legge in una nota del sindacato, “ha proclamato lo stato di agitazione e indetto uno sciopero generale di 8 ore per domani, martedì 10 febbraio, presso i locali aziendali al civico 46 di via Tiberio Claudio Felice”. A denunciare la situazione è Gigi Vicinanza, componente nazionale della segreteria Cisal Metalmeccanici: “da troppo tempo i lavoratori salernitani della Bamar Italia sono costretti a subire ritardi nei pagamenti e una gestione aziendale che scarica sulle maestranze responsabilità che non sono loro. Parliamo di famiglie che non hanno certezze per il futuro e che vivono una condizione di precarietà permanente”. La situazione, sottolinea il sindacato, “si è ulteriormente aggravata con il licenziamento del dipendente Rolando Melella”. “Il licenziamento di Melella – spiega Vicinanza – è un atto grave, che consideriamo una risposta inaccettabile alle legittime richieste di pagamento degli stipendi arretrati. È un segnale che non può essere tollerato e che richiede una risposta ferma e unitaria”. Lo sciopero di domani, conclude Vicinanza, “è un atto necessario per difendere la dignità del lavoro e i diritti fondamentali dei dipendenti. Chiediamo all’azienda di sedersi immediatamente al tavolo e di onorare i crediti maturati dai lavoratori”. La Cisal Metalmeccanici nazionale ribadisce la propria disponibilità al dialogo, ma avverte che “senza risposte concrete saranno intraprese ulteriori iniziative sindacali e legali a tutela dei lavoratori”.





