Vanni Avallone: Radio City, primo programma a 13 anni - Le Cronache Salerno
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Vanni Avallone: Radio City, primo programma a 13 anni

Vanni Avallone: Radio City, primo programma a 13 anni
Avere tredici anni ed iniziare un’esperienza magnifica come era quella delle radio libere era il massimo per un adolescente della mia generazione. Peppe Pompamea era di un ecclettismo unico, un vero antesignano, una fucina di idee. Capii che la gente aveva voglia di novità e le serviva con profusione di idee. Vide in me l’entusiasmo e la voglia di parlare e mi fece fare i risvegli musicali che aprivano l’attivita’ della radio alle 6. Sveglia alle 5, rapido caffè e di corsa in radio con una Gilera 50 che ne ha viste di tutti i colori. Dalle 6 alle 7.30 risveglio musicale con allegria, dediche  e tante risate, poi di corsa a scuola, al mitico Genovesi.
Data la mia passione per il Teatro, mi inventai il primo programma di teatro radiofonico. Con amici della compagnia di Santa Croce, in primis Peppino Battista, portai copioni teatrali in radio, avvicinando tanti al Teatro. Inizi inevitabili con Eduardo, che diverra’ poi il mio Maestro, ma anche tanto Viviani, Peppino de Filippo e qualche Pirandello. Alla gente piaceva e Peppe ne mandava in replica a profusione. Gli piaceva il mio carattere estroverso e pieno di idee. Non ero il tipo da musica e dediche, cercavo una mia terza via al socialismo, volevo essere originale. Ogni tanto qualche notturno, dalle 22 fino a notte inoltrata, che era da sempre rivolto agli incalliti nottambuli e che generava inevitabilmente incontri per i colleghi piu’ adulti e smaliziati. A noi pulcini, come ci chiamavano, restava il sogno della radio, e Radio City era un sogno con un audience altissima.Splendida esperienza, credo irripetibile.