Ventisette milioni di euro di intervento, 381 documenti acquisiti dal Comune e una serie di interrogativi ancora aperti sul futuro del cantiere di ripascimento del litorale salernitano. È quanto emerge dal report dell’associazione Tradizione e Futuro, denominato “Osservatorio Litorale”, realizzato dopo l’accesso agli atti richiesto dall’associazione sull’intervento relativo all’Ambito 2 del ripascimento, per un importo complessivo di 27.882.326,88 euro. La richiesta di accesso civico generalizzato era stata presentata il 3 agosto scorso e comprendeva 21 richieste di documentazione. Il Comune di Salerno ha risposto il 4 settembre, mettendo a disposizione 381 documenti e senza opporre dinieghi, secondo quanto riferito dall’associazione, che ha quindi proceduto alla loro analisi. Venti delle 21 richieste sarebbero state riscontrate integralmente. Da qui parte la ricostruzione di Tradizione e Futuro, che precisa di non voler entrare nel merito della controversia tecnica tra amministrazione e impresa sulla qualità delle sabbie, ma di limitarsi a evidenziare quanto riportato negli atti. Uno dei primi elementi riguarda lo stato di avanzamento dell’opera. Il 31 maggio 2025, secondo il verbale richiamato dall’associazione, il Comune certificava un avanzamento contabile del 29 per cento. Il documento disponeva inoltre la sospensione delle lavorazioni a terra fino al primo ottobre, in conseguenza del divieto previsto durante la stagione balneare. Il giorno successivo l’intervento veniva presentato alla città. Un altro capitolo riguarda la qualità dei materiali utilizzati. Il 26 febbraio 2025 la Direzione dei lavori avrebbe dichiarato non conformi le sabbie provenienti da entrambe le cave utilizzate, rilevando una presenza di materiale fine del 12 e del 15 per cento, a fronte del 5 per cento ammesso dal disciplinare prestazionale. Nello stesso atto, secondo quanto riportato nel dossier, l’impresa sarebbe stata avvertita che non sarebbero state concesse ulteriori deroghe. Il 19 giugno 2025, inoltre, gli esiti dei prelievi avrebbero evidenziato la presenza di limi e argilla, materiali che, secondo la documentazione citata dall’associazione, non sarebbero previsti dal disciplinare. Tradizione e Futuro sottolinea tuttavia che tali risultati arrivarono dopo la presentazione dell’opera e invita quindi a non sovrapporre temporalmente i diversi atti. A destare interrogativi è anche la situazione contrattuale. Secondo la documentazione esaminata dall’associazione, il contratto sarebbe scaduto il 18 maggio 2026, mentre il cantiere era fermo dal 4 maggio. Tra i 381 documenti messi a disposizione dal Comune, Tradizione e Futuro riferisce di non aver trovato un atto di proroga del termine contrattuale. Parallelamente, il programma di esecuzione acquisito dall’amministrazione nel dicembre 2025 avrebbe previsto lavorazioni fino al 31 dicembre 2026. Anche sul fronte della contabilizzazione dei lavori viene evidenziato un elemento temporale. L’ultima contabilizzazione indicata nel report risalirebbe al 16 luglio 2025, quando l’avanzamento risultava pari al 39,523 per cento, per un importo di 11.087.990,65 euro sui complessivi 27,8 milioni di euro. Da quella data, secondo l’associazione, non sarebbe stato emesso un ulteriore stato di avanzamento. Particolarmente delicato è poi il capitolo relativo al titolo ambientale. Nel verbale di sospensione dei lavori del 4 maggio 2026, richiamato da Tradizione e Futuro, l’amministrazione avrebbe evidenziato la necessità di verificare la validità del parere di esclusione dalla procedura di Valutazione di impatto ambientale. Nel documento, secondo quanto riportato dall’associazione, l’eventuale assenza del titolo costituirebbe un impedimento tecnico-giuridico alla prosecuzione delle opere a mare. Nel fascicolo consegnato dal Comune, sostiene Tradizione e Futuro, non sarebbe presente un atto conclusivo di tale verifica. C’è poi il procedimento di risoluzione del contratto. Avviato il 5 giugno 2026, secondo il dossier dell’associazione, il procedimento avrebbe ricevuto le controdeduzioni dell’impresa il primo luglio. Tradizione e Futuro sostiene che, alla data della propria ricostruzione, non risultasse ancora una determinazione conclusiva. La stessa associazione evidenzia inoltre che la sospensione dei lavori del 4 maggio non risulterebbe revocata né prorogata attraverso un atto espresso. Nel frattempo resta il nodo dell’arenile interdetto. La sabbia oggetto delle contestazioni, secondo la ricostruzione contenuta nel report, non sarebbe stata rimossa. Dal luglio 2026, un tratto compreso tra le traverse di via Nicola Antonio Mantenga e via Gaetano del Mercato è interessato da un’ordinanza sindacale che ne vieta l’accesso. È proprio questo uno degli elementi che ha spinto l’associazione ad approfondire la vicenda e a chiedere la pubblicazione degli atti. «Il 31 maggio 2025 il Comune scriveva in un proprio atto che l’opera era al 29 per cento. Il giorno dopo la presentava alla città come una spiaggia nuova», afferma Rosario Peduto, portavoce di Tradizione e Futuro. «Tre mesi prima aveva messo per iscritto che le sabbie erano fuori specifica e aveva avvertito che non avrebbe concesso altre deroghe». Peduto insiste quindi sul tema dell’arenile interdetto: «Quella stessa sabbia è stata sottoposta a un’ordinanza che vieta l’accesso all’arenile e non è mai stata rimossa: i salernitani ci hanno passato sopra due estati. Non abbiamo scritto una riga che non sia una citazione da un atto del Comune. Se qualcosa in questo racconto non torna, non è la nostra ricostruzione: sono i documenti dell’amministrazione». L’associazione annuncia inoltre una seconda istanza di accesso civico. Nella lettura dei 381 documenti, infatti, sarebbero emersi 16 atti richiamati nella documentazione ma non compresi nel materiale ricevuto. Tra questi figurerebbero la Determinazione numero 1 del Collegio Consultivo Tecnico, gli atti relativi alla verifica sulla VIA, l’eventuale provvedimento conclusivo del procedimento di risoluzione, eventuali proroghe del termine contrattuale, lo stato di avanzamento numero 5 e gli atti relativi alla riunione del 29 luglio 2026 a Palazzo di Città. Tradizione e Futuro ha quindi individuato una serie di quesiti sui quali intende chiedere ulteriori chiarimenti all’amministrazione: se la verifica sulla validità del parere di esclusione dalla Via sia stata conclusa e con quale esito; se il termine contrattuale del 18 maggio sia stato prorogato; per quale motivo il procedimento di risoluzione non abbia ancora una determinazione conclusiva; quale sia oggi lo status della sospensione dei lavori del 4 maggio e quali provvedimenti saranno adottati alla scadenza dell’ordinanza che ha interdetto l’arenile. Il dossier, dunque, riporta una serie di elementi documentali e di domande rivolte all’amministrazione. Resta distinto, invece, il merito della controversia tecnica sulla qualità delle sabbie e delle eventuali responsabilità, che dovranno essere accertate nelle sedi competenti sulla base degli atti e delle verifiche tecniche.










