Antonio Manzo
Un primo stop alla coppia che governa l’università di Salerno-il rettore Virgilio d’Antonio e la presidente della Fondazione dell’Università, Paola Adinolfi, arriva da una inedita unanimità del consiglio di amministrazione sul rigetto di due provvedimenti. Il primo sulla nomina di un docente ordinario a giurisprudenza , è stato solo rinviato per approfondimenti per una pratica che, commentano voci di dentro al cda, sembrerebbe tutto con “le carte a posto” proprio nel dipartimento dell’ex rettore D’Antonio. Si tratta di una delle tre nomine della presa di servizio per tre docenti universitari categoria ius 01 prima fascia di ordinario già definito per due docenti idonee le professoresse Serena Serravalle presidente del consiglio didattico di economia impresa e Federica Lazzarelli, docente di diritto. Il secondo argomento rigettato dal consiglio di amministrazione, invece, riguarda l’aumento dei fondi per la gestione della Fondazione universitaria che garantisce servizi all’ateneo. La delibera proposta dal presidente della Fondazione Paola Adinolfa è stata bocciata perché il da non ha voluto approvare la richiesta dell’aumento del budget in ragione della possibile duplicazione delle attività dei servizi all’ateneo. Il cda della Fondazione beneficia di due pareri legali commissionati a docenti da poco in pensione e, quindi, con una sorta di ulteriore buonuscita di tfr mascherato da consulenza, Il cda dell’ateneo con l’inedita unanimità su due delibere della coppia gestionale Virgilio d’Antonio-Paola Adinolfi si è riunito giovedì scorso con all’ordine del giorno la ripartizione dei punti cosiddetti “ punti organico” destinati ai dipartimenti. Quello retto da Virgilio d’Antonio sarebbe debitore dei necessari “punti organico”. Si tratta di una materia molto importante definita con un decreto del presidente del consiglio dei ministri del 27 novembre 2024. Dove nelle disposizioni sull’autonomia universitaria, tra l’altro, si obbligano gli atenei ad un rigore finanziario. Tant’è che il decreto prevede che “in caso di mancato rispetto nel triennio 2024-2026 dei parametri previsti dalla legge sull’assunzione di personale universitario è prevista una penalizzazione, pari al 10 percento, a valere sulle assegnazioni annue delle facoltà assunzionali dell’ateneo relative al triennio 2027-2029” Ma viene anche determinata la responsabilità per damo erariale degli organi dell’ateneo per assunzioni in difformità da quanto previsto dalla legge”. In poche parole atti difformi alla legge saranno pagati di tasca propria dagli organi dell’ateneo. Giovedì scorso si sarebbe dovuto tenere anche il consiglio di amministrazione della Fondazione della quale fanno parte due giuristi di vaglia come Armando Lamberti e Marco Galdi, entrambi cavesi e docenti dell’ateneo. Tutto rinviato al 24 febbraio prossimo con un ordine del giorno nuovamente secretato secondo una logica determinata dal rispetto di una presunta e indefinita privacy, probabilmente consigliata dall’esperto presidente dell’autorità garante privacy Pasquale Stanzione. Come se la Fondazione dovesse affrontare spese private al market e non deliberare appalti per sei milioni di euro di danaro pubblico. Ma questo tema non è contemplato dalle linee guida per la programmazione di personale docente e ricercatore per il biennio 2026-2027. È tutt’altra cosa da investigare per una comunità che cresce con un’innovazione che trasforma. Come presentò il programma elettorale del candidato rettore Virgilio d’Antonio.





