di Mario Rinaldi
Cresce il fronte di “Forza Italia” a Scafati, dove da poco sono entrati a far parte i consiglieri comunali Maria Berritto, Luigi Cavallaro e Filippo Accardi, con questi ultimi due che rientrano dopo la parentesi con “Noi Moderati”. Una mossa politica che si manifesta in un momento delicato dell’azione di governo, palesemente in crisi, soprattutto dopo l’ultimo consiglio comunale nel quale il sindaco Pasquale Aliberti si è ritrovato senza una maggioranza compatta in assise, che ha gravemente compromesso la sua posizione. Almeno formalmente. Anche perché, nella sostanza, l’amministrazione continua a far il proprio lavoro. Sulla propria posizione, ma anche su quella del consiglio comunale si è espresso il neo azzurro, Cavallaro.
E’ stato da poco nominato nuovo capogruppo di Forza Italia a Scafati. Cosa l’ha spinto a passare da Noi Moderati al partito di Berlusconi?
“Sono sempre stato di Forza Italia, quella di Noi Moderati è stata una parentesi condivisa anche con l’onorevole Bicchielli. La verità è che da moderato l’unico spazio che c’è al momento nell’arco costituzionale dei partiti ha il suo baricentro in Forza Italia. È una questione valoriale. Tutto ciò che nasce rischia di diventare una imitazione degli ideali della visione di quello che è stato il partito di Silvio Berlusconi”.
Insieme a lei anche i colleghi consiglieri Berritto e Accardi. Una decisione presa già da tempo? Avete ricevuto anche le congratulazioni del deputato di Forza Italia Pino Bicchielli.
“Alle regionali avevo già votato Forza Italia, così come alle provinciali, quando il sindaco si è candidato insieme al consigliere Berritto ed Accardi. Anche loro provengono dalla stessa radice. Credo che questa adesione serviva soprattutto come momento di chiarimento per chi immagina scenari diversi solo in virtù di aspirazioni personali”.
Scafati sta vivendo un momento difficile a livello amministrativo. Le opposizioni parlano di crisi di governo e chiedono a gran voce le dimissioni del Sindaco. Il suo punto di vista.
“Le opposizioni sono in crisi, è vero. Sono capaci di stare insieme quando devono fare la battaglia contro l’uomo la persona il politico. Poi in consiglio comunale non hanno la capacità di riuscire a determinare neanche la presidenza di una commissione. Come è successo sulla commissione di garanzia. Quattro da una parte tre da un’altra parte. Come è successo alle provinciali dove non sono riusciti a coalizzare il voto sull’unico candidato che avevano. Provengono da culture diverse ed hanno un livello conflittuale per le ambizioni di ognuno di loro. Che si discuta all’interno della maggioranza è normale, ma da qui a parlare di crisi passa solo la speranza di loro altri”.
Riuscirà il primo cittadino a concludere la sua consiliatura?
“La consiliatura da portare a termine per completare le opere materiali ed immateriali per le quali ci siamo impegnati è una responsabilità di tutti. Sicuramente il sindaco è consapevole di tutto questo. Abbiamo alcune diversità di vedute che possono trovare convergenza con un dialogo ed un confronto che sia più frequente. A volte le distanze inaspriscono i rapporti. E’ anche compito del Sindaco accorciarle”.
Da neocapogruppo di Forza Italia quale nuovo impulso intende offrire al partito e all’intera coalizione del governo cittadino?
“Siamo il gruppo più folto all’interno del consiglio comunale ed all’interno del gruppo vi è anche la presenza del sindaco. Il mio obiettivo principale è quello di essere il punto di riferimento di ogni Consigliere Comunale di Forza Italia rispetto a quelli che possono essere i malumori ed anche le proposte e l’obiettivo di avviare un dialogo, sempre costruttivo con tutti i consiglieri comunali che si sentono parte integrante di questa maggioranza. Senza trascurare, lì dove è possibile, il dialogo con quella parte di opposizione che ragiona per Scafati e non in modo preconcetto o addirittura con un linguaggio e comportamenti che si avvicinano molto alla violenza”. Luigi Cavallaro ha idee chiare e buoni propositi per Scafati. Il tutto incentrato in un’ottica di buon senso, con l’invito rivolto anche agli oppositori di governo di partecipare alle decisioni da assumere per il bene della cittadinanza.





