Presidente, negli ultimi mesi si parla molto di DMO. Come interpreta questo fermento?
Negli ultimi tempi assistiamo ad un curioso moltiplicarsi di comitati, tavoli, dibattiti e presunti percorsi che dovrebbero portare alla nascita di chissà quante nuove DMO. Un fermento solo apparente che, in clamoroso ed ingiustificabile ritardo, più che esprimere una reale visione strategica restituisce spesso un mix di confusione, fumo negli occhi e tante velleità personali.
Fa quasi tenerezza osservare certi spettacoli: da una parte la corsa a primeggiare, dall’altra il tentativo di ritagliarsi piccoli spazi di potere, talvolta anche denigrando il lavoro altrui, come se il turismo fosse un orticello da coltivare in solitaria.
Secondo lei qual è l’equivoco di fondo che si sta diffondendo sul tema delle DMO?
A molti, purtroppo, sfugge un punto essenziale: le DMO non sono nuovi Enti né salotti politici né tantomeno contenitori di sigle. Sono organismi tecnici, pubblico-privati, chiamati a svolgere funzioni complesse e decisive. Parliamo di sviluppo delle politiche turistiche, organizzazione del prodotto, posizionamento sui mercati, dialogo strutturato con i grandi player della domanda internazionale. Tutto il resto è rumore di fondo, e’ passerella per “prime donne”.
Quando nasce il percorso che ha portato alla costituzione di Cilento Autentico DMO?
Tutto parte nel maggio del 2023, in occasione dei “Quadri Generali del Turismo Sostenibile in Provincia di Salerno” che si sono svolti presso la sala Genovesi della Camera di Commercio di Salerno alla presenza di tutti i vertici istituzionali di Regione, Provincia, Comune capoluogo ed Ente Camerale. In quella sede, in modo pubblico, trasparente e condiviso, la Fenailp Turismo lanciò il tema dei corpi turistici intermedi e della necessità di ricostruire una governance turistica regionale solida, troppo frammentata per affrontare le sfide del turismo contemporaneo.
A quel confronto furono invitati tutti: associazioni, operatori, università, stakeholder. Nessuna porta chiusa, nessun invito selettivo. Registrammo la presenza di tutte le Istituzioni coinvolte, In tantissimi altri parteciparono attivamente ai lavori. Solo una minimissima parte scelse di non esserci.
E da quel confronto cosa è nato concretamente?
Da quell’evento, fatto di confronto vero e di lavoro concreto, è iniziato un percorso che ha portato alla nascita di Cilento Autentico DMO avvenuta nell’ottobre 2023. È stata una scelta condivisa da associazioni locali vere, autentiche, radicate sui territori e realmente rappresentative delle imprese che quotidianamente operano e sempre nell’alveo del pieno rispetto dei rapporti istituzionali.
Successivamente, con pazienza e coerenza, abbiamo avviato un dialogo proficuo con i Comuni, che ha portato all’adesione formale di numerose amministrazioni attraverso atti deliberativi ufficiali. Oggi sono ben quindici i Comuni che aderiscono alla nostra DMO: Sapri, Morigerati, San Giovanni a Piro, Torre Orsaia, Camerota, Centola-Palinuro, Pisciotta, Roccagloriosa, Celle di Bulgheria, San Mauro la Bruca, Futani, Ceraso, Novi Velia, Ascea e Casal Velino.
Cosa distingue oggi Cilento Autentico DMO dagli altri percorsi annunciati?
Mentre altri erano distratti o impegnati in esercizi di posizionamento e a guardare e criticare ciò che avveniva in casa degli altri, noi lavoravamo. E lavoravamo sul serio. Tanto che oggi, al netto delle narrazioni altrui, Cilento Autentico DMO rappresenta l’unico soggetto, insieme a Salerno Destination, che è l’altra DMO “targata” Fenailp Turismo, riconosciuto dal mercato, ad essere inserito nella mappatura ufficiale delle DMO italiane dell’ENIT, considerato un interlocutore credibile a livello nazionale ed internazionale e già operativo nelle funzioni tipiche di una DMO.
A che punto è il riconoscimento ufficiale regionale?
Cominciamo col dire che le linee guida regionali prevedono due distinti iter per il riconoscimento delle DMO. Il primo è quello del riconoscimento provvisorio, rivolto ai territori che intendono candidare una DMO non ancora costituita. In questo caso è necessario avviare un comitato promotore che propone alla Regione una candidatura; solo a seguito di una valutazione positiva si procede allo scioglimento del comitato e alla successiva costituzione della DMO, che potrà poi aspirare al riconoscimento definitivo.
Il secondo iter, invece, è riservato alle DMO già costituite e operative da almeno un anno dall’entrata in vigore delle linee guida regionali, e che siano in grado di dimostrare l’esistenza di una struttura organizzativa funzionante e di attività già realizzate sul territorio. Cilento Autentico DMO rientra pienamente in questo secondo percorso, avendo alle spalle un lavoro concreto, relazioni con i mercati ed azioni operative già messe in campo.
Proprio in questo quadro, i documenti necessari sono stati trasmessi prima della scadenza prevista del 31 gennaio, senza affanni né richieste di proroga. Quando arriverà il riconoscimento formale – che non rappresenta un punto di partenza ma il naturale approdo di un percorso già avviato – saremo pronti, dal giorno successivo, a rafforzare ulteriormente le azioni previste dal piano strategico, sostenendo le imprese, consolidando i flussi turistici sulla costa nei mesi di bassa stagione e generando nuove presenze nelle aree interne, attraverso una programmazione chiara, strutturata e già operativa.
In questi ultimi giorni si sono registrate anche frizioni all’interno di alcuni nuovi aggregati. La sorprende?
Francamente no. Se già in una fase preliminare, come quella della costituzione di un comitato promotore, emergono tensioni tra i soggetti coinvolti e risulta complesso individuare un equilibrio chiaro su ruoli, funzioni e leadership, è legittimo interrogarsi su ciò che potrebbe accadere nelle fasi successive. La gestione di una DMO richiede coesione, visione condivisa e un alto livello di fiducia reciproca.
Oggi, invece, assistiamo spesso alla necessità di aggregare in modo forzato numerose realtà molto diverse tra loro, che non si conoscono e non hanno mai lavorato insieme, con il solo obiettivo di apparire numericamente “grandi” e strutturati. È proprio questa corsa all’aggregazione formale, più che sostanziale, a rappresentare probabilmente l’elemento di maggiore criticità: un fattore che rischia di rendere questi percorsi poco produttivi, fragili nel tempo e difficili da tradurre in strategie efficaci e condivise, soprattutto quando si tratta di gestire risorse economiche e programmare interventi complessi.
Nel tempo ci sono stati anche tentativi di dividere il territorio…
Sì, abbiamo assistito a tentativi maldestri portanti avanti da qualcuno di forzare scelte e di spingere alcuni Comuni a rinnegare percorsi condivisi e decisioni già assunte, per inseguire ipotesi dell’ultima ora, mai realmente strutturate. Tentativi che non hanno avuto seguito grazie alla lucidità, alla coerenza e al senso di responsabilità delle amministrazioni coinvolte.
Qual è oggi il messaggio di Cilento Autentico DMO al territorio?
Ribadiamo la nostra totale apertura verso chiunque voglia contribuire in modo serio, leale e costruttivo allo sviluppo economico, sociale, culturale e occupazionale del Cilento.
Le porte sono aperte. Ma il lavoro vero non si improvvisa, non si annuncia e non si copia: si costruisce, passo dopo passo, con visione, competenza, rispetto dei territori e soprattutto senza denigrare e tentare di sminuire quello degli altri.





