La stazione marittima di Salerno non è cardioprotetta o, perlomeno, così appare. Nelle foto che proponiamo si vedono chiaramente i due contenitori che avrebbero dovuto contenere i defibrillatori: uno è vuoto e la scritta che lo sovrasta è sbiadita al punto da non essere più leggibile, segno di un’incuria che lascia senza parole; l’altro contenitore anch’esso in disuso da tempo è sommerso di legname e altri scarti di cantiere. Una situazione al limite della decenza, se si considera che con l’inizio imminente della bella stagione, da queste parti, si preannunciano sbarchi di decine di migliaia di persone. Non c’è traccia in tutta l’area turistica e diportistica di altri contenitori con i dispositivi salvavita né altre indicazioni che possano far risalire alla loro presenza in angoli diversi dell’area portuale. Naturalmente, come è arcinoto, i defibrillatori non possono essere “nascosti” (ammesso che vi siano) in qualche ufficio, perché rappresentano presidi da esporre in pubblico con grande evidenza, a disposizioni di quanti, al verificarsi di qualche emergenza, sappiano usarli. E l’area portuale è una delle più esposte al rischio, se si considera il flusso costante, nei mesi di bella stagione, di turisti che sbarcano a Salerno e affollano la città. Il cardiologo Carmine Landi, presidente dell’Associazione Grazie di Cuore, censura questo comportamento istituzionale che rischia di vanificare la costante opera di sensibilizzazione e di formazione svolta ad ogni livello dal suo sodalizio, dalle scuole alla chiesa, alle amministrazioni pubbliche, a campi e campetti sportivi, con il fine di evitare una falcidia di vite umane che, ogni anno, anche nella città di Salerno, conta numerosissimi decessi che potrebbero in gran parte essere evitati. In caso di arresto cardiaco (e, purtroppo, gli episodi che si registrano sono sempre più numerosi, anche tra giovani e giovanissimi), l’intervento deve essere immediato. A partire dall’avvio del messaggio cardiaco, il defibrillatore deve entrare in azione non oltre i dieci minuti. In caso di ritardo, ogni tentativo di soccorso si rivelerebbe infruttuoso. «Vedere in un’area come quella portuale le bacheche che avrebbero dovuto contenere i defibrillatori vuote o addirittura sommerse da materiali di risulta è uno spettacolo che sgomenta, perché dimostra una grave irresponsabilità di quanti dovrebbero tutelare la salute pubblica, prevedendo presidi e percorsi da attivare immediatamente in caso di emergenza. Come presidente di un’associazione che si batte da molti anni per la cardioprotezione delle aree sensibili e per la formazione di personale volontario di impiegare in caso di necessità – afferma Carmine Landi – non posso che esprimere il mio rammarico e la mia incredulità per una situazione che dimostra noncuranza e, oserei dire, disprezzo per le sorti della salute pubblica. Auspico che nei prossimi giorni, anche grazie alle denunce di questo giornale che condivide da tempo con noi la battaglia per la prevenzione delle emergenze cardiache, si possa porre rimedio a questa situazione, che sembra proprio da anno zero. Salerno merita più attenzione pubblica per la vita dei cittadini, dei visitatori e dei turisti». Nei mesi scorsi, proprio grazie ad una proposta dell’Associazione Grazie di Cuore, era stato redatto un protocollo di intesa con il Comune di Salerno per la cardioprotezione del Lungomare, altra area super affollata specie d’estate. Fu una luce in un tunnel, ma purtroppo le dimissioni del sindaco hanno rallentato quell’iter. «Spero che il commissario prefettizio – conclude Landi – voglia recuperare quella pratica e far sì che si attivi, all’inizio e alla fine del Lungomare, il previsto servizio con due defibrillatori. È già accaduto che qualche salernitano abbia avvertito il malore cardiaco per strada e abbia perso la vita per la scarsa presenza dei presidi salvavita. Non si può continuare a morire per ritardi, apatia e la conseguente sottovalutazione di una patologia improvvisa molto grave e sempre diffusa: l’arresto cardiaco».





