Su una vicenda che si trascina da oltre vent’anni e che, al di là delle opposte vedute, è causa di un perdurante stato di degrado di un’area del demanio marittimo di indiscutibile pregio, collocata in una zona strategica per il waterfront cittadino, il Comitato per la difesa e valorizzazione del demanio marittimo e del turismo costiero della città di Salerno intende offrire un proprio contributo in termini di proposte. L’obiettivo è evitare che una visione «partigiana» da parte di entrambi gli schieramenti faccia venir meno l’equilibrio tra le esigenze di tutela e l’improcrastinabile riqualificazione della costa in chiave di sviluppo. Sul futuro del porticciolo di Pastena è necessario fare chiarezza, distinguendo gli atti amministrativi che hanno accompagnato il progetto nel corso degli anni, i procedimenti ancora in corso e le diverse posizioni espresse dai soggetti che oggi intervengono nel dibattito. Come noto, il progetto del Marina di Pastena venne inserito nella programmazione regionale della portualità turistica nel 2002. Nel 2006 fu riconosciuto di pubblico interesse e, nel 2008, si giunse all’Accordo di programma tra Regione, Comune e Provincia, con l’avvio della procedura di gara prevista dal project financing e il successivo affidamento in concessione nel 2010. Nel 2011 la concessionaria trasmise il progetto definitivo rimodulato e venne avviata la Conferenza di servizi, che nel 2012 approvò il progetto definitivo, successivamente sottoposto, negli anni seguenti, a modifiche e aggiornamenti. Non si può negare che la realizzazione di un nuovo porto turistico, in presenza di altre due infrastrutture con la medesima funzione ma gestite da enti differenti — il Porto Masuccio Salernitano, rientrante nelle competenze dell’Autorità di Sistema portuale del Mar Tirreno Centrale, e il Marina d’Arechi, affidato in concessione regionale a un soggetto privato — comporterebbe un’ulteriore trasformazione di una porzione significativa del waterfront cittadino. Le conseguenze potenziali riguarderebbero non soltanto la nautica da diporto, ma anche la fruizione della costa, la dinamica dei sedimenti, il paesaggio e il rapporto tra il mare e la città. È in questo contesto che si inserisce il nodo della Valutazione di impatto ambientale (Via), avviata nel 2025 e attualmente pendente presso il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica. Nel 2026 è stata avviata la consultazione pubblica, al termine della quale il Ministero ha richiesto integrazioni documentali, con particolare riferimento agli aspetti paesaggistici. Ad oggi, pertanto, la procedura non risulta conclusa con un provvedimento definitivo di compatibilità ambientale. Questo dato consente di evitare due semplificazioni opposte. Da una parte, non è corretto sostenere che il Marina sia semplicemente un’opera, la cui concessione risale al 2010, da giudicare a priori invasiva e incompatibile con la pianificazione del territorio, peraltro, come vedremo, ancora non definitiva. Dall’altra, non è corretto affermare che il progetto sia oggi definitivamente autorizzato e possa procedere automaticamente alla realizzazione, in assenza dei necessari atti conclusivi. Nell’ambito della nuova istruttoria, il Ministero ha richiesto integrazioni alla documentazione presentata dal proponente e la procedura ha previsto una nuova fase di consultazione pubblica. Tra i documenti depositati nel 2026 figurano integrazioni relative allo studio di impatto ambientale, alle osservazioni ricevute e ad altri aspetti tecnici del progetto. Il significato di questo passaggio è importante, proprio perché un progetto concepito e istruito in un quadro temporale molto diverso deve essere oggi valutato alla luce del contesto ambientale, territoriale e normativo attuale. La presenza dell’attuale porticciolo di Pastena, area del demanio marittimo di competenza comunale e affidata in concessione a un soggetto privato, rappresenta il punto di partenza del confronto sul futuro dell’area. Il progetto del Marina non consiste semplicemente nell’ampliamento marginale dell’approdo esistente. L’intervento interessa un’area molto più ampia e prevede la realizzazione di un porto turistico con numerosi posti barca, strutture e servizi connessi. Per questo motivo, la discussione pubblica non riguarda soltanto la realizzazione di un’opera sul demanio marittimo, ma anche quale debba essere l’assetto futuro della costa orientale di Salerno, dove è già presente un’altra infrastruttura destinata alla nautica da diporto. Da qui nasce la contrapposizione tra chi considera il Marina uno strumento di riqualificazione e sviluppo della zona e chi ritiene, invece, che il progetto debba essere abbandonato in favore della conservazione e della riqualificazione dell’attuale borgo marinaro. È importante non confondere i diversi soggetti intervenuti sulla vicenda. Il Comitato «Giù le mani dal Porticciolo» ha assunto una posizione esplicitamente contraria al progetto del Marina di Pastena, chiedendo l’abbandono dell’intervento e proponendo una diversa idea di riqualificazione del porticciolo e dell’area circostante. Il Comitato per la difesa e valorizzazione del demanio marittimo e del turismo costiero della città di Salerno, invece, ha sviluppato una posizione che pone al centro la necessità di verificare l’interesse pubblico, la trasparenza degli atti, la compatibilità delle opere con la pianificazione e gli effetti sulla costa. L’attenzione del Comitato «Giù le mani dal Porticciolo» si è concentrata sulla contrarietà alla realizzazione dell’infrastruttura, mentre il Comitato per la difesa e valorizzazione del demanio marittimo e del turismo costiero sottolinea la necessità che ogni decisione sia sostenuta da un’istruttoria completa, da dati aggiornati e dalla verifica dell’effettiva permanenza dell’interesse pubblico. Un ulteriore elemento fondamentale è rappresentato dalla mancata attuazione, allo stato, dello strumento comunale di pianificazione del demanio marittimo, il Piano di utilizzazione delle aree del demanio marittimo (PAD). È proprio su questo punto che il Comitato per la difesa e valorizzazione del demanio marittimo e del turismo costiero ha chiesto di fare chiarezza, presentando al Comune di Salerno una richiesta di accesso agli atti relativa allo stato dell’istruttoria sul PAD. L’obiettivo è conoscere quali atti siano già stati adottati, quali adempimenti restino da completare e quale sia, concretamente, lo stato del procedimento. Al momento si è in attesa di un riscontro da parte del Comune di Salerno. L’accesso agli atti assume particolare importanza proprio in relazione alla vicenda di Pastena. Prima di stabilire quale sia oggi il rapporto tra il progetto del Marina e la pianificazione demaniale comunale, è necessario conoscere con precisione a quale punto sia arrivato l’iter del PAD e quali effetti producano gli atti finora adottati. Il PAD, infatti, non è un elemento estraneo alla vicenda, in quanto costituisce lo strumento attraverso il quale il Comune disciplina l’utilizzazione delle aree del demanio marittimo, nel quadro della disciplina regionale del PUAD.







