Salerno. Il commissario Panico richiama Fiorito - Le Cronache Ultimora
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Salerno. Il commissario Panico richiama Fiorito

Salerno. Il commissario Panico richiama Fiorito

di Erika Noschese

La campagna elettorale resta fuori dai beni di proprietà del Comune. La strigliata, verosimilmente indirizzata a chi, nei giorni scorsi, ha utilizzato spezzoni di video girati all’interno dell’ex Casa del Combattente per spot di natura elettorale, arriva dal commissario prefettizio Vincenzo Panico. Nella giornata di ieri, sulla home page del sito istituzionale è comparsa una nota: poche parole che però non lasciano spazio a dubbi o interpretazioni. «La struttura commissariale richiama tutti coloro che hanno la disponibilità, a qualsiasi titolo, di locali del patrimonio comunale al rispetto, soprattutto nella fase di svolgimento della campagna elettorale per le prossime consultazioni amministrative, delle finalità per le quali il bene è stato concesso, pena l’applicazione delle sanzioni convenzionalmente previste», ha fatto sapere il commissario. Intanto, il diretto interessato, l’ex presidente dell’associazione Limen, ha tentato una timida replica attraverso i suoi canali social all’inchiesta portata avanti da queste colonne, limitandosi a parlare della necessità di «superare le logiche della disinformazione», per poi cancellare il commento dopo poche ore. Una risposta fin troppo generica per quei cittadini — oggi soprattutto elettori — che chiedono spiegazioni, ribadendo la necessità di «superare le logiche dell’amico di» che penalizza tanti, troppi giovani e ne favorisce una cerchia ristretta. All’altro capo della città, nella zona orientale, c’è invece chi non vive di benefici. Con l’abbattimento dell’ex scuola Gatto – dove presto sorgerà il polo delle associazioni – molte realtà locali sono state costrette a rivedere le proprie attività per adeguarsi ai cambiamenti. Presso l’ex istituto scolastico trovavano spazio oggi l’associazione “Ballando per le Strade”, l’Associazione Cultura e Sport e gli Scout, che svolgono attività limitate al piano superiore. Le associazioni erano distribuite in due aree: il plesso scolastico e la zona palestra. Gli occupanti del plesso principale sono stati allontanati già lo scorso anno per consentire l’avvio dei lavori. Di queste realtà, solo tre o quattro hanno però accettato l’unica proposta avanzata dall’assessora Paola De Roberto: il trasferimento nell’ex centro per l’impiego di via Sichelgaita. «È stata l’unica opzione sul tavolo dopo numerose riunioni. Noi abbiamo insistito sulla necessità di restare nella zona orientale, dove operiamo da quasi trent’anni e dove il territorio ha ancora un forte bisogno di presidi sociali. Purtroppo non ci sono state alternative in zona. Le poche associazioni che si sono trasferite stanno lentamente scomparendo perché sono state decontestualizzate: quella zona non è funzionale alle nostre attività», ha dichiarato Simona Totaro, presidente di “Ballando per le Strade”, una realtà locale che oggi resiste nell’edificio della palestra insieme ad altre tre associazioni. Associazioni che, è doveroso chiarirlo, hanno sempre pagato il canone mensile, intestandosi le utenze e sostenendo gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria. «La cosa paradossale è accaduta quando siamo andati in Comune per chiedere come proseguire con i pagamenti dell’affitto: gli uffici ci hanno chiesto cosa ci facessimo ancora lì, convinti che la struttura fosse già stata abbattuta. Non hanno alcuna contezza della realtà dei fatti», ha raccontato la presidente, evidenziando che oggi «non ha senso pagare un affitto per una struttura in queste condizioni: l’attività è ridotta al minimo a causa del cantiere, ci sono voragini nella strada d’accesso e i bagni sono quasi inutilizzabili. In passato abbiamo sempre provveduto noi alla manutenzione e alla sicurezza, installando, ad esempio, cancelli interni a nostre spese, senza che il Comune intervenisse o riconoscesse scomputi sui canoni», ha spiegato Totaro. Al momento non c’è alcuna data certa per l’abbattimento definitivo della struttura e manca un termine per lo sfratto, così come un’alternativa per il trasferimento, nonostante l’impegno e la vicinanza dell’assessora De Roberto. «Per ora resistiamo, ma per senso di responsabilità verso i soci stiamo spostando alcune attività serali presso il centro pastorale confinante, dato che la nostra struttura è ormai poco sicura e accogliente. È un peccato, perché se quegli spazi venissero riqualificati potrebbero tornare a essere un punto di riferimento per molte realtà che oggi non hanno un luogo dove stare», ha concluso la presidente.