Ripascimento del litorale, la Procura archivia l'inchiesta - Le Cronache Cronaca
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Ripascimento del litorale, la Procura archivia l’inchiesta

Ripascimento del litorale, la Procura archivia l’inchiesta

Di Antonio Manzo

 

Ripascimento del litorale salernitano, la Procura archivia l’inchiesta nata nel 2021.  Per la Procura non c’è nessun elemento per affermare che i lavori abbiano determinato una devastazione ambientale, né il deturpamento dei luoghi. Le indagini del Pm Cario Rinaldi, cinque anni fa effettuare dal Noe (Nucleo Operativo Ecologico)  dei Carabinieri, e poi assegnate alla Guardia di Finanza per un presunto sospetto di turbativa d’asta nell’appalto dei lavori “non consentono di ritenere acquisita una compita notizia di reato”

.  Così, l’inchiesta avviata dall’allora Pm Roberto Penna (10390/2022 modello 21) finisce sul tavolo della Gip Gerardina Romaniello (numero 4412/2023)  che condivide la richiesta di archiviazione del Pm Rinaldi e ordina il dissequestro dei lavori al ricomparso Nucleo Ecologico dei Carabinieri. L’archiviazione salva tutti gli indagati per la ipotizzata ma poi cancellata devastazione ambientale.

Sono tutti i nomi dei re del cemento salernitano: Alfredo Citarella, Antonio e Annamaria De Rosa, Maria Giordano, Stefania Iannaccone, Carmine Marinelli, Giuseppe Milito, Raimondo Milito e, infine, Elio Rainone.

Sono ex indagati. Angelo Tedesco, il cittadino di via Lungomare Colombo che denunciò i lavori di ripascimento ha così avuto torto in quanto ritenuto dal Pm Rinaldi “soggetto non legittimato, non rivestendo la qualità di persona offesa dai reati ipotecati”.

Finisce così l’inchiesta penale per il ripascimento del litorale di Salerno proprio nei giorni in cui il commissario prefettizio Vincenzo Panico, alto funzionario dello Stato, blocca i  lavori di ripascimento sul litorale tra Pastena e Torrione. Il funzionario, molto apprezzato nel mondo professionale avendo ricoperto anche diversi incarichi di rilievo al Ministero degli Interni, ha ufficializzato la sospensione del cantiere ripascimento, già scattata dallo scorso 4 maggio.  I lavori sarebbero stati comunque interrotti dal 22 maggio per l’avvio della stagione estiva, in linea con le ordinanze comunali e della Capitaneria di Porto. Ma alla base dello stop ci sarebbero soprattutto le verifiche effettuate sui materiali utilizzati per il ripascimento, risultati non conformi alle prescrizioni previste dal capitolato. Le criticità riguarderebbero sia il tratto di spiaggia già aperto al pubblico la scorsa estate, finito al centro di numerose contestazioni, sia la nuova area ancora in fase di realizzazione, nonostante i controlli preventivi previsti dal disciplinare tecnico.  Nel verbale vengono inoltre contestati al Consorzio incaricato dei lavori i ritardi accumulati durante l’esecuzione dell’opera e la mancanza di forniture adeguate per garantire il completamento nei tempi stabiliti. L’amministrazione, diretta al commissario prefettizio, ordinò ulteriori verifiche per assicurare il rispetto degli standard qualitativi dell’intervento, riservandosi eventuali ulteriori provvedimenti naturalmente consegnati all’arrivo del nuovo sindaco Vincenso De Luca. Intanto, il tratto di spiaggia libera interessato dal cantiere resta ancora non fruibile ai cittadini.