Rifiuti, si rischia il collasso: gli impianti sono pieni - Le Cronache
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Rifiuti, si rischia il collasso: gli impianti sono pieni

Rifiuti, si rischia il collasso: gli impianti sono pieni
Rischia il collasso il sistema dei rifiuti della provincia di Salerno. I numeri segnano drammaticamente una emergenza alle porte.
Secondo i dati, infatti, allo stato nello Stir di Battipaglia sono stoccate 12.000 tonnellate di frazione umida tritovagliata (Fut) che ne hanno quasi saturato la capienza per questo tipo di rifiuto.
Le ultime inchieste che hanno coinvolto impianti lombardi e piemontesi e hanno messo sotto accusa funzionari e dirigenti di A2A e di Hera hanno rallentato, se non bloccato, lo smaltimento fuori regione della frazione umida.
Allo stesso modo, sempre secondo gli ultimi dati, si sta saturando anche la capacità di stoccaggio della frazione secca tritovagliata (FST) destinata ad Acerra perché l’impianto di termovalorizzazione è anch’esso saturo nella fossa di ricezione. Questo a causadell’improvviso fermo di una linea per un guasto e nel fermo programmato di una altra linea per manutenzione. Inoltre, a conferma delle difficoltà di evacuazione, anche il sito di trasferenza della città di Ostaglio è pieno di 600 tonnellate stoccate.
A ciò si aggiungono le difficoltà finanziarie della società provinciale e i ritardi nei pagamenti verso gli smaltitori. Tra l’altro, la stessa Ecoambiente Salerno il 12 luglio scorso ha chiesto di poter portare i rifiuti alla discarica di San Tammaro di Caserta e la Gisec (società di gestione della provincia di Caserta) ha chiesto 160 euro (da pagare anticipatamente) a tonnellata.
«Il piano regionale recentemente approvato – spiega Giovanni Romano, già assessore regionale all’ambiente – è del tutto inidoneo a garantire la regolarità e l’efficacia del ciclo dei rifiuti perché elaborato su dati che non corrispondono alla realtà. Infatti la produzione complessiva dei rifiuti urbani è in aumento e la percentuale di raccolta differenziata è ferma al 2015 dopo i rilevanti incremento degli anni della Giunta Caldoro. Le criticità finanziarie – prosegue Romano – delle società provinciali sono sempre più gravi perché le società hanno debiti complessivi per 600 milioni di euro ai quali si aggiungeranno le somme che dovranno pagare per l’utilizzo di Acerra (finora non ha materialmente pagato nessuna delle cinque società)». Insomma, oltre alla crisi del sistema, si profila anche un ulteriore salasso per cittadini stremati che pagano già tariffe tra le più alte d’Europa.