Porta Ovest, ombra dell’anticorruzione per i troppi ritardi e per costi eccessivi - Le Cronache
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Porta Ovest, ombra dell’anticorruzione per i troppi ritardi e per costi eccessivi

Porta Ovest, ombra dell’anticorruzione per i troppi ritardi e per costi eccessivi

di Erika Noschese
Emersi vari fattori che hanno ostacolato il regolare andamento dei lavori. Sono le parole utilizzate dall’avvocato Giuseppe Busia, responsabile dell’Anticorruzione in merito a Porta Ovest, la grande opera di Salerno che, come viene evidenziato anche dall’ente, ha subito troppi ritardi. Controlli giunti su disposizione dell’Anac che ha previsto l’implementazione della vigilanza sulle procedure di gara concernenti l’affidamento congiunto della progettazione esecutiva ed esecuzione dei lavori, dando priorità agli appalti finanziati con le risorse previste dal Pnrr e dal Pnc nel cui ambito è stato selezionato proprio l’appalto relativo alla realizzazione del 1° Stralcio – 2° Lotto del complesso di opere costituenti l’intervento denominato “Porta Ovest” della Città di Salerno per un importo a base di gara: 116.925.587,05 euro. «Dalla documentazione acquisita sul sito internet della stazione appaltante si è potuto rilevare come la porcedura in oggetto, aggiudicata nel 2012, fosse ancora in corso di esecuzione», si legge nella relazione dell’anticorruzione nella quale emerge che l’Ufficio competente ha inoltrato una richiesta informativa all’Autorità Portuale chiedendo una relazione riepilogativa dell’iter di avanzamento dei lavori con aggiornamento sino all’attualità, dando evidenza, delle modifiche e delle varianti in corso d’opera intervenute, dei contenziosi intercorsi e dei relativi stati di definizione, nonché dell’importo e della percentuale dei lavori eseguiti, il cronoprogramma aggiornato, ed una stima delle tempistiche previste per il completamento dell’intervento. Dalla documentazione fornita, dunque, è stato possibile ricostruire il complesso quadro fattuale, dalla cui analisi sono emersi vari fattori che hanno ostacolato il regolare andamento dei lavori. «Preliminarmente si può osservare che l’intervento in oggetto risulti molto complesso sotto svariati profili, ovvero dal punto di vista strutturale, stante la presenza di un elevato numero di opere d’arte, nonché dal punto di vista geotecnico (atteso il notevole sviluppo dei tratti in galleria) e dal punto di vista dell’inserimento nel contesto ambientale (attesa la pregiata orografia dei luoghi). L’intervento nella sua prima fase esecutiva (prevalentemente dal 2014 al 2020), inoltre, è stato caratterizzato da gravi problematiche che hanno comportato un anomalo andamento delle lavorazioni ed un allungamento dei tempi di esecuzione – si legge nella relazione dell’autorità nazionale Anticorruzione – In primo luogo sono venute in rilievo le vicende giudiziarie che hanno coinvolto il cantiere, a fronte del sequestro disposto dalla Procura, che ha comportato una sospensione delle lavorazioni per circa un anno, nonché le vicende economico/giudiziarie della società mandataria Tecnis spa., destinataria di un’interdittiva antimafia, nonché della misura della straordinaria e temporanea gestione d’impresa, e successivamente ammessa alla procedura di Amministrazione Straordinaria». Un ulteriore fattore è stato rappresentato dalle interferenze dell’opera con le preesistenti infrastrutture autostradali che hanno richiesto l’attivazione di apposite attività tecnico/amministrative di monitoraggio, ovvero la sospensione cautelativa dei lavori relativi alle attività di scavo dei fronti di avanzamento delle gallerie, cui è seguita l’elaborazione di uno specifico Piano di Monitoraggio delle Dgpv, ovvero le Deformazioni Gravitative Profonde di Versante e delle infrastrutture autostradali, nonché di un Piano di Gestione delle Emergenze da predisporre a cura del Consorzio Universitario Grandi Rischi propedeutico alla ripresa dei lavori. «Tali sospensioni dei lavori, in particolare, sono state disposte a decorrere dal 19.03.2022 varie volte a seguito dei dati di monitoraggio rilevati dal Cugri che hanno evidenziato trend di spostamenti di alcune porzioni delle infrastrutture autostradali interferenti con il tracciato delle gallerie. Tali vicende allo stato attuale risultano ormai superate al punto che l’intervento, almeno per quanto riguarda lo scavo delle due canne principali, appare prossimo alla conclusione. Pur a fronte delle oggettive problematiche emerse risulta indubbio un eccessivo prolungamento dei lavori che secondo le previsioni originarie sarebbero dovuti essere ultimati il 27.08.2015 in virtù di un tempo contrattuale fissato in 699 giorni naturali e consecutivi – si evince – A tal riguardo, un primo profilo di criticità attiene alla gestione delle interferenze con le infrastrutture dell’autostrada A3 gestita dalla Società Autostrade Meridionali spa (Sam), come sopra riportato, infatti, dal 2015 sono state disposte varie sospensioni parziali dei lavori in via cautelativa a causa della segnalazione da parte della Sam di presunti danni a una parte di un viadotto dell’autostrada A3 situato nel versante interessato dallo scavo della galleria». L’Anac ritiene dunque che l’attività amministrativa finalizzata al monitoraggio delle interferenze con i manufatti autostradali esistenti non risulti essere stata svolta con la necessaria efficienza e celerità in violazione della legge in quanto una pronta attivazione del monitoraggio avrebbe verosimilmente comportato una minore durata della sospensione dei lavori. «Ulteriore elemento di criticità, sempre relativo all’allungamento dei tempi di esecuzione, appare essere riconducibile alla gestione delle terre di scavo. Difatti, in fase di progettazione definitiva ed esecutiva era stato previsto, nell’ambito del Piano di Utilizzo delle terre, il riutilizzo del 100% dello smarino per il confezionamento dei calcestruzzi e/o conglomerati bituminosi; tuttavia, durante la fase esecutiva dei lavori, è emerso che le originarie previsioni del riutilizzo “tal quale” del materiale non era conseguibile. Tale situazione, evidenziatasi nel gennaio 2019 è stata definitivamente risolta, a seguito di varie interlocuzioni con l’appaltatore, solo nel maggio 2020 con l’individuazione di una soluzione idonea al conferimento della quantità di materiale inutilizzabile (cava Inerti Puglietta, in comune di Campagna)», ha spiegato l’Anac chiarendo che si profila in fase di progettazione una insufficiente attività di caratterizzazione delle terre di scavo delle gallerie che, in fase esecutiva, ha provocato un ulteriore rallentamento dei lavori. «Sotto altro profilo si rileva, inoltre, un rilevante incremento del costo dell’intervento, ammontante, in seguito alla perizia di variante del 2013 a 115.917.428,54 euro a fronte di un importo contrattuale pari a 98.431.650,41 euro. Dunque, ha aggiunto l’Anticorruzione, «a fronte dell’eccesivo prolungamento dei tempi di esecuzione, ed un aumento dei costi, si comunica la definizione del procedimento ai sensi dell’art. 21 del vigente regolamento di vigilanza in materia di contratti pubblici, con invito a voler tener conto per il futuro di quanto specificatamente dedotto e rilevato nella presente comunicazione in vista di un adeguato e puntuale rispetto della normativa» in quanto «l’insorgenza di possibili profili problematici ostativi al regolare avanzamento dei lavori» comporterebbe una «sospensioni dei lavori o rischi di perdita di finanziamenti europei». A sollevare dubbi su Porta Ovest anche il deputato Pino Bicchielli che nei mesi scorsi ha presentato un’interrogazione parlamentare e attende una risposta dai ministeri della cultura e dell’ambiente e della sicurezza energetica. «La risposta dell’Anac conferma i dubbi da me evidenziati nella mia interrogazione in quanto si conferma la situazione caotica che vige attorno a Porta Ovest e, alla luce di ciò, sono fiducioso: i ministri da me sollecitati chiariranno la vicenda e, finalmente, si restituisce verità e trasparenza alla città di Salerno», ha detto il deputato salernitano di Noi Moderati.