Plasmaderivati, Segato (Aip): "Ogni interruzione di fornitura un salto nel buio" - Le Cronache
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Plasmaderivati, Segato (Aip): “Ogni interruzione di fornitura un salto nel buio”

Plasmaderivati, Segato (Aip): “Ogni interruzione di fornitura un salto nel buio”

(Adnkronos) – "I plasmaderivati, per noi pazienti con immunodeficienza primitiva, non sono semplicemente dei medicinali: sono un filo sottile che ci tiene legati a una quotidianità, a una vita, a una qualità di vita che, altrimenti, sarebbe segnata da continue emergenze, infezioni gravi e da un senso costante di vulnerabilità. Il primo bisogno, forse il più urgente, per i pazienti, è la certezza della continuità nell'accesso a questi farmaci. Ogni interruzione nella fornitura, per noi, significa fare un salto nel buio, tornare alla paura di complicazioni che possono essere, purtroppo, anche letali. Non possiamo permetterci incertezze o ritardi, perché il nostro sistema immunitario non ci concede, a volte, una seconde possibilità. C'è poi un bisogno più profondo, quello del riconoscimento sociale e istituzionale. Le nostre sono malattie invisibili, rare e poco comprese". Lo ha detto Alessandro Segato, presidente Aip – Associazione immunodeficienze primitive, partecipando al digital talk promosso da Adnkronos e dedicato alla disponibilità di plasma in Italia, materia prima preziosa per la sintesi di farmaci essenziali in persone con malattie rare gravi e immunodeficienze. Il comparto dei plasmaderivati "è complesso e fragile – spiega Segato – perché si basa su un mercato estrattivo: dipendere" per il 30% "dal plasma raccolto in Paesi esterni all'Europa. Questo ci espone, come comunità di pazienti, a rischi enormi. Lo abbiamo già visto durante le crisi sanitarie", come il Covid, "ma anche in occasione di interruzioni produttive. L'Italia, come l'Europa, copre circa il 60-70% del proprio fabbisogno di plasma con donazioni interne, ma dipende per il resto dalle importazioni, soprattutto dagli Stati Uniti. Questo crea una forte vulnerabilità nella filiera e mette a rischio le cure e la loro continuità. Per questo è importante investire con convinzione e lungimiranza nella raccolta etica e autonoma di plasma".  La Commissione europea, nell’inserire recentemente i plasmaderivati nella 'Union list of critical medicines', riconoscendoli come farmaci essenziali, ha "finalmente messo la loro produzione e la loro disponibilità tra le priorità dell'Europa per evitare nuove carenze, promuovere la collaborazione tra i Paesi e, soprattutto, per investire di più nella raccolta di plasma e nella produzione europea. E' un passo avanti che dà speranza – conclude Segato – ma che ci ricorda anche quanto sia importante proteggere e sostenere tutto il sistema che rende possibili queste cure salvavita, a partire dalla donazione: questi farmaci non si possono creare in laboratorio perché derivano dal plasma umano, da un gesto di generosità". 
—salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)