Pisano. Forte: "Il Comune esprima un parere sull’incompatibilità urbanistica" - Le Cronache Cronaca
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Pisano. Forte: “Il Comune esprima un parere sull’incompatibilità urbanistica”

Pisano. Forte: “Il Comune esprima un parere  sull’incompatibilità urbanistica”

di Erika Noschese

Una richiesta di incontro, la terza, ancora una volta disattesa. Il Comitato Salute e Vita, presieduto da Lorenzo Forte, e l’associazione Medicina Democratica, insieme a un gruppo di attivisti, si sono ritrovati ieri mattina sotto la sede di Palazzo Guerra per chiedere un confronto con il sindaco Vincenzo De Luca in vista della Conferenza dei servizi in programma il prossimo 26 agosto, appuntamento che potrebbe consentire alle Fonderie Pisano di tornare operative sulla base del nuovo progetto presentato dalla proprietà. «Noi abbiamo chiesto il 13 luglio di incontrare il sindaco De Luca e, successivamente, a fine luglio, abbiamo reiterato la richiesta, perché riteniamo cruciale che il Comune di Salerno faccia la sua parte. Questo atteggiamento omertoso, questo “gioco delle tre carte” – perché lo diciamo chiaramente, il sindaco sta facendo il gioco delle tre carte – ci sembra molto grave», ha dichiarato Lorenzo Forte, confermando che anche l’incontro richiesto ieri mattina non avrebbe trovato riscontro. Di fatto, ieri mattina a Palazzo Guerra non era presente alcun amministratore, presumibilmente anche a causa della pausa estiva. Una circostanza che ha alimentato la protesta del comitato, che da anni chiede chiarezza sul futuro dell’impianto di Fratte e, soprattutto, sulla compatibilità urbanistica dell’area. «Il Comune di Salerno, nel 2006, in piena libertà, ha deciso che quell’area era ed è residenziale e commerciale. Nel corso degli anni sono stati realizzati una clinica, un centro commerciale e migliaia di abitazioni. Al Comune è stato chiesto dalla Regione Campania di chiarire se quella destinazione urbanistica fosse compatibile o meno con un impianto altamente nocivo, che viene già definito dalla normativa nazionale come fabbrica insalubre», ha aggiunto il presidente del Comitato Salute e Vita. «E allora è possibile che il Comune non possa assumersi la responsabilità di dichiarare quello che è logico? Quell’area, dove è stato realizzato l’impianto, è diventata, nel corso di vent’anni, di fatto – oltre che formalmente – residenziale e commerciale. È possibile che il Comune non si assuma la responsabilità di esprimere un parere di incompatibilità urbanistica per un’attività industriale di questa natura?». Per Forte, la realizzazione dei nuovi forni elettrici non rappresenterebbe una soluzione definitiva. «Questa storia ci riempie di dispiacere e di dolore soprattutto per i lavoratori, perché ancora una volta vengono presi in giro. Innanzitutto, per installare i forni elettrici servirà almeno un anno. Secondo: quell’impianto è incompatibile con quell’area, lì non può stare e, quindi, comunque deve andare via». «Noi non riusciamo a capire perché sia il sindacato sia la proprietà continuino a rincorrere qualcosa che non comprendiamo. La proprietà non vuole fare la bonifica. Tutto quello che sta mettendo in campo, a nostro avviso, è un tentativo per evitare la bonifica, che costa milioni e che renderebbe palese quello che è stato fatto e che è stato già scritto nella sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo: ovvero che è stato creato un disastro ambientale». Forte ha poi ribadito la posizione del comitato in vista dell’appuntamento del 26 agosto. «La Conferenza dei servizi non potrà che certificare che quell’impianto è incompatibile. Però vogliamo che il Comune di Salerno, che il sindaco e i suoi uffici, con la dirigente Cantisani, si assumano la responsabilità, visto che sono pagati come dirigenti proprio per svolgere questo compito, e diano un parere». «Lo possono dare anche favorevole. Possono anche dire che quella fabbrica è compatibile. Le scelte sono due. Se quella fabbrica è urbanisticamente incompatibile con il piano regolatore che il Comune ha liberamente approvato, allora il Comune si assuma la responsabilità di fare una variante urbanistica e di trasformare quell’area in zona industriale. E poi vediamo». Il presidente del Comitato Salute e Vita annuncia inoltre la possibilità di ricorrere alla Procura. «Noi siamo pronti anche ad andare davanti alla Procura e a presentare denunce se, il 26 agosto, il Comune non darà un parere, come è stato già richiesto dalla Regione, sul piano urbanistico». «Poi, sul piano dell’inquinamento, dovranno essere l’Arpac e l’Asl a valutare il progetto. Noi abbiamo già vinto: noi, il comitato e i cittadini che lottano da 23 anni abbiamo costretto la proprietà delle Fonderie Pisano a dover prevedere i forni elettrici e a chiudere quello che per noi rappresenta il male assoluto, cioè i forni attualmente in funzione». Il comitato annuncia dunque battaglia in vista della Conferenza dei servizi. «Non è possibile realizzare un impianto in una zona nella quale il piano regolatore prevede che si possano effettuare soltanto interventi ordinari e non interventi urbanistici straordinari o di nuova costruzione». «Lo prevede il piano. È talmente chiaro e palese che il sindaco dovrà semplicemente chiedere ai suoi dirigenti, alla dirigente Cantisani, di esprimere un parere», conclude Forte. Alla manifestazione di protesta era presente anche il consigliere comunale Franco Massimo Lanocita, che ha posto l’accento proprio sulla questione urbanistica. «La Regione Campania aveva chiesto preliminarmente al Comune un certificato di destinazione urbanistica per capire se la fabbrica fosse compatibile o meno con quella zona. Urbanisticamente, la fabbrica non è più compatibile. Quindi questo avrebbe evitato anche la Conferenza dei servizi, se sia gli uffici sia lo stesso De Luca avessero risposto coerentemente alla richiesta avanzata dalla Regione Campania». «Stanno tentando di mandare tutto in caciara. Lo scontro che c’è tra De Luca e Fico si consuma anche su questa vicenda. Ovviamente noi non ci stiamo. Qui si tratta della pelle dei cittadini: dei cittadini di Fratte, delle frazioni alte, di Baronissi e di Pellezzano, che sanno perfettamente che la fabbrica se ne deve andare». «Questa, quindi, è una questione preliminare, dal punto di vista urbanistico: la fabbrica è compatibile o meno con la destinazione urbanistica dell’area? Non è compatibile, perché la destinazione urbanistica è un’altra. Quindi non possiamo neanche arrivare alla Conferenza dei servizi. Questa sarà la domanda principale e preliminare che porremo al Comune di Salerno in sede di Conferenza dei servizi», conclude Lanocita. Sulla stessa linea anche l’ex dirigente del Comune di Salerno, già candidato al Consiglio comunale in quota Movimento 5 Stelle, Alberto Di Lorenzo. «Per quanto mi è dato sapere, la Conferenza dei servizi che è stata convocata per il prossimo 26 agosto è, in realtà, un modulo procedimentale finalizzato a raccogliere in un unico momento i pareri di tutti gli enti e gli uffici che devono esprimersi sull’argomento». «Ma la destinazione urbanistica si pone come condicio sine qua non per avviare tutto il procedimento. Per cui, se non c’è conformità urbanistica, è inutile fare la Conferenza dei servizi: di che cosa parliamo?». «Credo che l’Amministrazione comunale abbia tutto l’interesse a impostare una contrapposizione con la Regione e, quindi, a movimentare le acque, a buttarla in caciara, non so come dire. Ma la questione è assolutamente semplice, molto lineare». La Conferenza dei servizi del 26 agosto si preannuncia dunque come un passaggio cruciale per il futuro delle Fonderie Pisano. Al centro del confronto, oltre agli aspetti ambientali e sanitari legati al nuovo progetto, ci sarà soprattutto la questione della compatibilità urbanistica dell’impianto con l’area in cui sorge, sulla quale il comitato e le associazioni chiedono al Comune di Salerno di assumere una posizione chiara.