Pino Cilento: Così nel 1976 nacque Radio Mariconda - Le Cronache Salerno
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Pino Cilento: Così nel 1976 nacque Radio Mariconda

Pino Cilento: Così nel 1976 nacque Radio Mariconda

Enzo Sica

Il discorso radio libere o private come è più giusto che si dica non poteva sfuggire, come poi non lo è stato, ad un quartiere importante che si trova nella zona orientale della nostra città. E la nascita di Radio Mariconda amica che prendeva il nome proprio del quartiere dove nacque e mosse i primi passi nel 1980 ha rappresentato davvero piccolo ma significativo fiore all’occhiello per tutti gli abitanti di quella zona.
Pino Cilento, oggi 70enne che fu tra i promotori di quella iniziativa e che in un certo qual modo voleva agganciarsi alle altre radio cittadine che proliferano in quegli anni ricorda quei momenti particolari anche se offuscati dal tempo. <Dico solo che fu davvero una bella iniziativa visto che quando ne parlammo con don Giovanni D’Andrea che era il parroco di Mariconda in quel periodo lui accolse la notizia in modo positivo:
In che senso?
<Facemmo una riunione, l’idea di don Giovanni e di tutti noi era quella di creare un mezzo per dare voce agli abitanti del quartiere ed io che ero stato nominato alla direzione dei programmi così come gli altri amici lo assecondiamo in questo progetto. E le varie attrezzature, i ponti per poter trasmettere nell’etere li installiamo proprio lì nella canonica della chiesa.>
Cosa trasmettevate inizialmente da una radio della parrocchia che doveva farsi largo tra le tante radio private cittadine che stanno già emergendo e con poco spazio?
<Abbiamo subito pensato di aprire al sociale, anche a fare beneficenza per radio, dare voce agli abitanti, come detto, del quartiere dando ospitalità, poi, nel corso degli anni a tanti cantanti napoletani emergenti in quel periodo e che trovavano in Radio Mariconda amica quel qualcosa in più che li potesse far emergere per il futuro>
Diciamo anche che eravamo nel post terremoto, quello appunto del 1980, e la vostra radio fu una vera amica per tante persone che uscivano da un periodo davvero triste e buio?
<E’ così visto che siamo stati una voce fondamentale per moltissimi. La priorità l’abbiamo sempre data ai bambini, alle donne, agli anziani del quartiere. La parola di Dio, la messa in diretta la domenica, le varie feste parrocchiali che trasmettavamo in diretta erano deterrenti importanti proprio perchè il nostro quartiere e la città intera cercava di uscire da quel periodo buio per rilanciarsi. E penso che la nostra radio sia stata davvero all’altezza della situazione>
Un episodio caro Pino che ricorda ancora a distanza di anni.
<Guardi ricordo bene la grande catena umana, la solidarietà che c’è stata penso proprio qualche anno dopo che abbiamo iniziato le trasmissioni per far operare un bambino che aveva problemi in un ospedale di Milano e con la famiglia che non aveva molti mezzi per poterlo fare. Ebbene iniziammo una colletta che coinvolse tutto il quartiere, un tam tam da parte della nostra radio che fu eccezionale e che permise, appunto, di aiutare la famiglia di questo bambino che stava lottando per la vita in quel nosocomio milanese. Come dire: il grande cuore di tutta Mariconda che si unì a quell’appello e che mi è rimasto certamente impresso nella mente>
Poi dopo qualche anno la situazione in radio è cambiata radicalmente?
<Se non ricordo male tra il 1985 e il 1987 io come direttore dei programmi ho lasciato la radio che poi, se non sbaglio, è andata avanti fino al 1990. Adesso penso che non c’è più ma mi lasci elogiare chi ha portato avanti questo piccolo grande progetto e don Giovanni che ci incoraggiò 46 anni fa per creare la prima radio libera nel nostro grande quartiere.