Pellezzano: Non ho premedidato l'omicidio di mia madre - Le Cronache Provincia
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Pellezzano: Non ho premedidato l’omicidio di mia madre

Pellezzano: Non ho premedidato l’omicidio di mia madre

Pellezzano. Un’ora di colloquio con il gip Brigida Cavasino del tribunale di Salerno per il 53enne Antonio Durante finito in carcere per aver ucciso la madre di 85anni strangolandola nel sonno durante la notte tra domenica e lunedì. Ha risposto alle domande nell’ambito della convalida del fermo con l’accusa di omicidio aggravato confermando in gran parte quello che aveva detto a carabinieri e magistrato inquirente (Mafalda Cioncada) ma ha aggiunto che si è trattato di un raptus precisando tuttavia che non aveva programmato l’omicidio né che quel denaro consegnato ai carabinieri fosse stato prelevato in banca giorni prima e poi consegnarlo ai militari per il funerale della donna. Quei soldi, ha detto, erano stati accumulati in casa nel tempo e dopo il gesto ha deciso di consegnarli ai militari. Quindi nessuna programmazione dell’omicidio ma- secondo le sue dichiarazioni- un raptus dettato dal momento di sconforto causato dal fratello malato disabile e dalla madre anziana. Avrebbe dovuto provvedere lui ad accudirli nella casa di via Nicotera dove vivevano in tre. Intanto il legale Anna Sassano ha presentato istanza di arresti domiciliari per il proprio assistito, richiesta motivata dal fatto che il proprio cliente potrebbe essere picchiato in carcere. Istanza che il gip ha respinto confermando per il carcere per Durante. Intanto oggi pomeriggio presso l’obitorio del Fucito di Mercato San Severino come deciso dal sostituto procuratore titolare del fascicolo di inchiesta Mafalda sarà effettuata l’autopsia sul corpo della donna, esame che dovrà definire le cause e l’ora del decesso e se sono compatibili con quanto dichiarato il reo confesso Antonio Durante. Poi la salma sarà libera per i funerali. L’uomo viveva da circa quattro anni nell’abitazione insieme alla madre e al fratello Giovanni, più anziano di lui e affetto da una disabilità mentale legata a una diagnosi di schizofrenia stabilizzata dall’Asl. Agli investigatori avrebbe raccontato di non riuscire più a sostenere il peso della situazione familiare, segnata dalla necessità di assistere un’anziana non autosufficiente e un fratello fragile. Secondo il racconto del reo confesso si svegliava alle cinque del mattino per chiedergli una sigaretta, avrebbe spiegato ai carabinieri nel tentativo di descrivere una quotidianità vissuta come sempre più gravosa. Mamma e fratello litigavano e Antonio, che aveva rinunciato anche al suo lavoro per accudire la famiglia, non avrebbe retto più il peso. Quel gesto non sarebbe maturato nel tempo, per sua ammissione, ma ha ribadito che lunedì notte è stato colpito da raptus di follia. Ora le attenzioni sono puntate sul pomeriggio di oggi quando al Fucito di Mercato San Severino ci sarà l’autopsia sul corpo della madre.