Pagani. Seppur rilevando qualche fragilità nella memoria di lavoro del ragazzo, il giovane è attendibile e può stare in un processo: è quanto sostenuto dal consulente dei giudici per il giovanissimo che ha denunciato il proprio prof di Pagani per avances sessuali. Un procedimento giudiziario che, entrato nella fase dibattimentale, vede imputato il professore di 36enne che risponde di violenza sessuale nei confronti di uno studente all’epoca dei fatti contestati (2024) aveva 16 anni. L’uomo, docente di tecnica laboratoristica in un istituto superiore del Modenese, avrebbe baciato il ragazzo e compiuto nei suoi confronti altri atti di natura sessuale. I fatti contestati quando il professore paganese (licenziato da tutte le scuole d’Italia) avrebbe avuto comportamenti inappropriati nei confronti dell’allievo durante un incontro a casa del docente per alcune ripetizioni, concordato con la famiglia del ragazzo: avrebbe stretto il 16enne tra le braccia, baciandolo sul collo e poi sulla bocca, tentando anche di compiere atti sessuali. La vicenda sarebbe emersa dopo che lo studente avrebbe raccontato quanto accaduto ai genitori, che lo avrebbero accompagnato a denunciare l’accaduto. Il caso poi aveva portato alla sospensione dell’insegnante dall’incarico, mentre la vicenda è approdata in tribunale. Il procedimento dovrà chiarire la dinamica dei fatti contestati e valutare le diverse testimonianze. Prima che l’inchiesta venisse conclusa, il gip aveva rigettato la richiesta di incidente probatorio presentato dalla stessa procura, che voleva registrare la testimonianza dello studente prima del processo. Tutto perchè il racconto della vittima era stato etichettato come “labile e fantasioso” e non del tutto fondato. Successivamente la consulenza aveva fatto emergere che la presunta vittima oltre che affidabile può anche partecipare a un processo. Affetto da alcune problematiche, sia in termini di rendimento scolastico che di capacità di relazionarsi con gli altri, il giovane era stato autorizzato dai genitori a svolgere delle attività di recupero insieme al prof. Secondo il racconto e la denuncia, quel giorno di marzo del 2024 il professore paganese Antonazzo) avrebbe stretto a se il ragazzo, abbracciandolo affettuosamente si recarono dalle forze dell’ordine a sporgere querela. Si confidò pure con un amico e compagno di scuola. E mentre partirono le indagini la scuola e il Miur però si mossero prima e dopo aver avviato un procedimento disciplinare nei suoi confronti lo licenziarono a maggio dello stesso anno. A gennaio 2026 dopo la fine delle indagini preliminari il pm ha chiesto e ottenuto (mesi dopo) il rinvio a giudizio dell’ormai ex docente che dovrà affrontare un processo per violenza sessuale aggravata dal prossimo mese di ottobre al Tribunale di Modena. Nel frattempo l’ex professore aveva impugnato il licenziamento davanti al giudice del lavoro del tribunale civile che però prima della pausa estiva ha rigettato il suo ricorso, confermando la legittimità del provvedimento di destituzione della scuola e del Miur. Ora il giudizio penale







