“Memorial ANDI Salerno”, XXVI edizione - Le Cronache Salerno
Salerno

“Memorial ANDI Salerno”, XXVI edizione

“Memorial ANDI Salerno”, XXVI edizione

 

Di Andrea Orza

 

Per le giornate del 25 e 26 settembre il Saint Joseph Resort ha fatto da cornice al “Memorial ANDI Salerno”.  In occasione della XXVI edizione, il convegno ha dato spazio ai giovani interlocutori del settore odontoiatrico. L’appuntamento del venerdì ha acceso i riflettori sulle nuove leve con l’introduzione al premio Next Generation Award. “L’avvenirismo dei giovani spesso si discosta dai capisaldi della vita associativa. Sarà nostra responsabilità riuscire a coinvolgerli maggiormente”, spiega Roberto Sisalli, Presidente Provinciale dell’Associazione Nazionale Dentisti Italiani di Salerno.

Con una rassegna scientifica trascinante, i talenti emergenti hanno avvicinato i “senior” a protocolli clinici innovativi, testimoniando come anche il nostro territorio sappia esprimere realtà all’avanguardia nel settore odontoiatrico.

Il sabato mattina si apre il congresso con i saluti delle istituzioni. Il discorso è stato presidiato dal prof. Massimo Amato, professore ordinario di Odontoiatria e Direttore dell’UOC di Odontostomatologia presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno.  A seguire, le relazioni a cura del dottor Alberto Pispero e dell’Odontotecnico Carlo Borromeo sulle procedure cliniche e innovazioni nella chirurgia implantare e nella riabilitazione protesica. Il programma ha previsto inoltre momenti formativi dedicati agli assistenti di studio odontoiatrico, affiancati dalla tradizionale area espositiva.

Presidente del Convegno il dottore Gaetano Ciancio propone nuovi obbiettivi per la Sezione, “i nostri professionisti devo confrontarsi non soltanto con la cura del paziente, ma anche con normative, mansioni e rapporti con le istituzioni, dagli enti locali a quelli regionali. È nostro compito agevolare questi adempimenti”. Nella commissione giudicante, la dott.ssa Laura Sisalli e il dottor Francesco Giordano.

 

Dottor Gaetano Ciancio, Vicepresidente nazionale ANDI e Presidente del Convegno.

 

 

Dottor Ciancio, ha sempre rappresentato la categoria e i colleghi della comunità locale. Come affronta oggi il suo incarico nel direttivo nazionale?

 

“Porterò a livello nazionale l’esperienza maturata sul territorio. Un’esperienza fondata su una visione ampia e attenta alle esigenze dei colleghi, con la volontà di recepire le istanze che arrivano dalle realtà locali. Mi auguro che alcune delle strategie sviluppate a Salerno possano diventare anche un riferimento per la Sezione a livello nazionale. In diversi ambiti abbiamo già ottenuto risultati importanti. Uno di questi è certamente il coinvolgimento dei giovani, una componente fondamentale per il futuro dell’associazione.”

 

Dal suo osservatorio nazionale, quali sono oggi le principali sfide che la professione odontoiatrica italiana deve affrontare?

 

“Una delle principali sfide è riuscire a trovare il giusto equilibrio tra la dimensione clinica della professione e tutte le esigenze amministrative, organizzative e sindacali che oggi accompagnano l’attività dell’odontoiatra. Un’altra sfida importante riguarda il superamento dell’individualismo che ha caratterizzato a lungo la professione. Il futuro richiederà sempre di più capacità di fare rete, creare collaborazioni e sviluppare forme di associazionismo tra professionisti con competenze diverse. Il confronto tra colleghi può permettere a ciascuno di valorizzare le proprie competenze e, allo stesso tempo, offrire una risposta professionale più completa.”

 

Il Presidente dell’Associazione ANDI Salerno, dottor Roberto Sisalli.

 

È il suo primo Memorial da Presidente di ANDI Salerno. Che significato personale ha per lei questa edizione?

 

“Mi sento privilegiato.  È da tempo immemore che faccio parte della dirigenza dell’associazione ANDI e la presidenza è frutto di un lungo percorso. Il mio percorso professionale e associativo è stato avvincente. Prima consigliere, poi tesoriere e per molti anni segretario sindacale.

Adesso che sono al timone sono entusiasta dell’incarico, accogliendo le sfide che il ruolo comporta.”

 

 

Perché è rilevante creare delle possibilità di confronto tra i colleghi più esperti e i giovani professionisti?

 

 “Ritengo sia indispensabile offrire un’occasione di scambio reciproco e transgenerazionale. I giovani colleghi si rapportano alla professione in modo differente e bisogna fornire un riferimento perché non si perda il valore delle tradizioni. L’avvenirismo dei giovani spesso si discosta dai capisaldi della vita associativa. Sarà nostra responsabilità riuscire a coinvolgerli maggiormente.”

 

Come descriverebbe le linee guida della sua presidenza a capo di ANDI Salerno?

 

“Gli obiettivi saranno in primo luogo la salvaguardia sindacale, ambito che ha sempre rappresentato un’incombenza in tutte le tappe del mio percorso associativo.

In secondo luogo, desideriamo prendere contatto con le esigenze delle nuove generazioni di professionisti e riuscire a creare un dialogo che guardi oltre al territorio affacciandosi al panorama nazionale.”

 

Dottor Francesco Giordano, Sottosegretario Culturale ANDI Nazionale e Segretario regionale e provinciale

 

Quanto è importante oggi la formazione continua dopo l’università?

 

“È compito dell’università mettere a disposizione tutte le competenze per la professione. Le strutture devono fornire una preparazione di livello elevato e lasciare che i giovani alunni si pongano sempre nuove domande. Tuttavia, una parte fondamentale della formazione comincia proprio nel momento in cui ci si confronta con il mondo del lavoro. Oggi la competizione è notevole per questo i ragazzi devono mostrarsi appassionati e aggiornarsi con costanza.”

 

 

Quale suggerimento vuole offrire ai giovani odontoiatri per non trovarsi impreparati nei prossimi dieci anni?

 

 

“Ritengo sia una un errore precipitarsi nel mondo professionale sentendosi già arrivati. Occorre nutrire una curiosità tenace accompagnata dalla volontà di proseguire la formazione. Il nostro compito è istillare il giusto interesse che conduca ad un percorso progressivo: dalle competenze di base alle abilità che sono maggiormente affini al tracciato professionale che si ha scelto. Bisogna inoltre essere cauti e non lasciarsi condizionare dalla ricerca di risultati immediati, dalla falsa pubblicità o dall’autocelebrazione mediatica, perché poi il vero banco di prova resta sempre la professione.”

 

 

Negli ultimi anni quanto sono cambiate le esigenze formative con l’introduzione di nuove tecnologie?

 

“La digitalizzazione rappresenta un’evoluzione ma deve poggiare su solide conoscenze di base. Non si può pensare che la tecnologia possa sostituire l’esperienza clinica. Prima di affidarsi completamente alle procedure digitali è necessario conoscere e aver svolto personalmente le procedure tradizionali.Se qualcosa non funziona come previsto, il professionista deve possedere l’esperienza necessaria per comprendere il problema e trovare una soluzione.”

 

Dottor Mario Caggiano, Consigliere ANDI Salerno, promotore del Next Generation Award.

 

Quali criteri avete seguito nella scelta dei temi e dei relatori di questa ventiseiesima edizione?

 

“L’ANDI Next Generation Award vuole valorizzare il talento dei giovani professionisti. Spesso, anche per timidezza, i più giovani tendono a rimanere un po’ in disparte durante eventi culturali di un certo rilievo. Con questo contest abbiamo voluto invece stimolare una partecipazione attiva, offrendo loro la possibilità di mostrare ciò che sanno fare attraverso la presentazione di casi clinici. L’obiettivo è creare un confronto e offrire un’occasione per mettersi in gioco.”

 

 

Cosa si può fare realmente per interessare le giovani generazioni all’associazione ANDI?

 

“Credo sia importante creare occasioni nelle quali i giovani possano essere protagonisti e partecipare attivamente. Il confronto permette loro non soltanto di presentare il proprio lavoro, ma anche di rapportarsi con altri giovani professionisti che vivono gli stessi problemi e affrontano le stesse difficoltà quotidiane. Iniziative come il Next Generation Award rappresentano un modo per creare relazioni e avvicinare le nuove generazioni all’associazione ANDI.”

 

Tra le menzioni di merito del Next Generation Award, il dottor Filippo Barbato.

 

Lei ha presentato il caso di un paziente con un quadro di parodontite estremamente compromesso. Com’è riuscito a non estrarre i denti e quindi non ricorrere ad impianti dentali.

 

“Il case-report che ho esposto evidenzia la possibilità di salvare elementi dentali che, troppo rapidamente consideriamo persi. Inserire i pazienti in un adeguato protocollo di terapia di supporto è fondamentale per il mantenimento a lungo termine.”

 

Questo tipo di approccio è ancora attuale o con la diffusione dell’implantologia possiamo considerarlo anacronistico?

 

“Impiegare tutti gli sforzi e le conoscenze disponibili per salvaguardare la dentizione naturale dei nostri pazienti rappresenta l’obbiettivo primario. Oggi questa patologia colpisce in maniera moderata e severa il 50% della popolazione e questo dato sottolinea la necessità e l’attualità del trattamento della malattia parodontale.”

 

 

 

 

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