Ketty Volpe, io e Radio Salerno 1 - Le Cronache Ultimora
Ultimora Salerno

Ketty Volpe, io e Radio Salerno 1

Ketty Volpe, io e Radio Salerno 1

di Ketti Volpe

Quando il direttore mi ha chiesto, giorni fa, poco prima di mezzanotte, di scrivere della radio, la “mia” RadioSalerno1 quella del secolo scorso…che non c’è più, mi sono emozionata! Non ho dormito e tutta notte ho visto e rovistato quel tempo, tra cuffie, microfoni sennheiser, tecnici, redazione, editori, amministratore, direttore, ho ritrovato volti di quella Salerno, giorni, anni, tantissimi, e quel giorno…che tutto cominciò…per caso…per uno scherzo che avrei voluto “giocare” a…

Con la radio sempre accesa, girando in modulazione di frequenza, sento un annuncio “RadioSalerno1 è a Salerno in via Seripando. Radio Salerno1 trasmette in Mf sui 102mhz.

Radio Salerno1cerca voce radiofonica. Telefonare allo 089-233535 per un’audizione”.

Per giorni sempre lo stesso annuncio …non mi interessava, m’incuriosiva e m’intrigava come facessero la radio in città. Telefonai…per prendermi gioco…e sentii dire, da voce femminile, come quando si copriva la cornetta con la mano per silenziare

“Nino …Pasquà chesta é a voce”!

Non andai all’appuntamento. Feci trascorrere tre o quattro giorni e ascoltato sempre lo stesso annuncio telefonai ancora. In fibrillazione tutti quelli dall’altro capo del telefono…. Ti aspettiamo, vieni ora.

È così che cominciò …un po’ per gioco un po’ per sfida…la radio della mia vita. Non ci fu audizione. Era d’aprile. 1976. In via Seripando, la parte più alta, dove oltre solo roccia, ci arrivai trafelata, a piedi, di mattina. Nino Nigro, commercialista, uno degli editori, che viveva in quella sede, al terzo piano, con vista mozzafiato, aprí  la porta…e da una stanza, che pensavo fosse solo una stanza, fece uscire una ragazza. Seppi essere Paola in diretta sino ad un secondo prima. Paola Boccia la stessa dell’annuncio. Tavolo tondo, tre microfoni, una cuffia e dall’altra parte del vetro…un tecnico, Pasquale Palumbo.

Prova voce. Ascolto in cuffia. Ok. Vai.

Ma dove?

Vai… devi riempire con parlato e musica sino alle 12,30. Devi presentarti…e poi dici quello che vuoi, le canzoni le scegliamo noi da qui…a seconda di quello che dici.

Ma che dico?

Parla, non devi stare zitta….

Così fu la mia prima volta in radio! Non feci il buco nell’aria. Non l’ho mai fatto! Da quel giorno tutti i giorni ero in radio a far radio!

La sigla d’apertura dei programmi alle ore sei era “ Così parlò Zarathustra” di Strauss seguiva “Prime luci” che ho condotto dividendo quelle ore con fornai, spazzini, drappello ospedaliero e quelli del “mattinale”! Anche “musica a richiesta” seguitissima, alle diciotto, con telefonate e dediche in diretta.  C’era sempre qualcosa, fatto apposta, che faceva scattare per alcuni radioascoltatori il dono di un 45 giri da ritirare da Disclan di Luciano Maysse a piazza Malta. Le dediche struggenti erano degli, e per gli “amici di via San Massimo” …chiamavo così i detenuti dell’allora carcere nel centro storico. Spesso mi “parlavano a fronna e limone”. Custodisco ancora alcune lettere che mi scrivevano … parole semplici per dire della vita dentro e per dedicare canzoni ad amori fuori. Ci portava su brioche, cornetti caldi, cappuccino e caffè il ragazzo del bar di via Laspro, Raffaele, pazzo per la Salernitana. Proprio Raffaele detto il Vichingo. Sandro Ravagnani conduceva una trasmissione per bambini alle ore 13, la infarciva di canzoni e giochi. Quando aveva necessità di riempire un vuoto…ospitava eccezionalmente Calimero o Topo Gigio… che faceva parlare, con i piccoli radioascoltatori, alle prime dieci telefonate. Un gran successo di Sandro.

Svelo solo ora qui il mio divertissement…ero io, in trasmissione, a “fare” la voce di Calimero e di Topo Gigio. Le imitazioni erano quasi perfette. Nessuno mai si è accorto! Ne rideva solo mia madre che nelle imitazioni era più brava di me. RadioSalerno ospitò per tre giorni TopoGigio in versione gigante con Ottavio Palmetti seconda voce del pupazzo…all’Augusteo vennero centinaia e centinaia di bambini a salutare topo Gigio gigante! Giovanni Di Blasi, socio editore, si occupava della pubblicità e Pierluigi Cosentino, deus ex machina, altro socio editore, amministratore unico, della parte amministrativa e di tutto quanto con la costituzione della Publisud. Su dei cartoncini ad hoc di colore giallo si firmava l’ingresso e l’uscita …tremila lire l’ora.

Ci sono state più d’una segretaria la prima, Laura Bruno, oggi docente e artista impegnata, fu lei ad accogliermi con Nino, era la ragazza di Paolo Morelli la voce storica degli Alunni del Sole scomparso da anni.  Paolo le dedicava Genny ed altre canzoni che veniva ad anticipare in radio. Moltissimi venivano in via Seripando e nella nuova ampia sede in via Roma 33 per far “passare” l’ultimo quarantacinque giri o l’ultimo LP.

Peppino di Capri e Christian erano di casa con Peppino Bellini sarto d’haute couture che li vestiva “su misura”. Così Teresa De Sio, Rino Gaetano, “Giovanna”Nocetti e numerosi altri. Il giro di Cento Città fece tappa da noi con una infinità di cantanti in promozione discografica. Altre segretarie Giovannella, Marcella Cardinale e Lucia Pitta che dopo qualche anno sposò Pasquale Palumbo tecnico e regista di qualità. Poi la storica Silvana Cafasso…segreta segretaria. Altri collaboratori si avvicendavano. Dely Vietri dirigente di banca, Lio Malamisura pediatra gastroenterologo in coppia con Antonietta Piscione dirigente Prefettura e poi docente, Paolo Pollina, Peppe De Martino, Lello Addario, detto L A, fu il primo disk jockey…portò in radio dall’America “Seven Up” seguitissima e malamente imitata.

Il 24 ottobre 1976 il giornalista Enzo Todaro firmò la gerenza di RadioSalerno1, scriveva su Paese Sera e su alcuni rotocalchi. Da quel giorno sei edizioni del notiziario tutte in diretta. Andavano in onda alle 7,15-8,30-11,00-14,00-19,00-22,00-

Le notizie erano firmate da giornalisti de Il Mattino e del Roma. Quei due quotidiani in sedi poco distanti su corso Vittorio Emanuele che a un certo punto del giorno, della sera e della notte, con i tasti delle Olivetti sapevano suonare musiche come su nessuno spartito. Colleghi ma rivali.  Enzo Todaro riuscì a smussare le asperità e a tenerli insieme per redigere il giornale radio e farne un vero e proprio “equipaggio di cronisti RadioSalerno”.

Erano Onorato Volzone, Giovanni Liguori, Mario Perrotta, Luisa (imperdonabile sfuggita cognome), Michele Adinolfi, Enzo Casciello, Peppino Blasi, Gino Liguori che, nelle radiocronache della Salernitana, in casa e in trasferta, riusciva a far vedere con le parole ciò che in certe situazioni estreme non vedeva neanche lui. Ma ci “azzeccava” sempre! Ancor prima di Gino fu Walter Talli a seguire e fare la radiocronaca granata. Si andava quasi sempre a pranzo o a cena insieme al Gambero di Carlo Sanges in via Cuomo o “da Ortensio” difronte piazza della Concordia. I due fotografi, maestri degli “scatti” accompagnavano i momenti della cronaca in radio. Enzo Sica per gli sport minori, Gianni Isita per Caccia pesca e tiro a volo, Pippo Spagnuolo con Equo canone, Gerardo Pietrosanto per Sette giorni alla Regione. Quando Peppino …cioè Pino Blasi fu “chiamato” in Rai a Napoli il direttore organizzò un momento di festa per salutarlo. Nel fargli i complimenti mi disse due o tre parole che restano qui scolpite: “vorrei parlare come te e avere la tua voce”. La gran carriera di Pino è conosciuta…nel lungo cammino professionale al Gr Campania dove ne è divenuto direttore…chissà se una piccola “riggiola” del suo percorso è di RadioSalerno1 …! Ci ascoltavano anche nelle isole, in parte della Spagna e in Albania. Se ne meravigliava anche il super tecnico…l’ingegnere Antonio Rivelli…ma tant’era. Alla consolle Giancarlo Braione era insuperabile. Bravissimo e di grande competenza soprattutto per le attrezzate esterne. Per i collegamenti telefonici d della SIP superava ogni ostacolo.

Il giornale radio si apriva con la nota del direttore responsabile. La sigla, quella dei Kraftwerk, “Radioactivity”, che mi risuona anche senza cuffia. Ho lavorato così con la cuffia per tante ore al giorno, tutti i giorni, per oltre un decennio che ne ho perso un po’ l’udito. In via Fieravecchia Eduardo Scotti con il suo Paco, qualche volta con Lalla, verso fine ‘77 iniziò con una trasmissione settimanale. Paolo Russo, anni dopo, ancora liceale ma già vero giornalista.  Leggevo il giornale radio inizialmente da sola, poi a due voci con Francesco Corbo, con Francesco Del Forno oggi avvocato, con Gino Savi attore della CompagniaT70 che conoscevo da sempre e avevo quasi pregato venire a “leggere le notizie”. Con Vincenzo Nigro, liceale poco più di quindici anni, oggi inviato speciale di Repubblica e attualmente portavoce del ministro degli Esteri, “Microfoni in libertà impressioni, dichiarazioni, interviste, per le strade di Salerno”. A bordo della sua vespa giravamo la città per “catturare” spunti di cronaca…ad Ostaglio dove venivano malamente raccolti i rifiuti andavamo alle quattro prima dell’aurora. Una gran puzza…per quei report …e non avevamo le mascherine. Erano gli anni di gran consumo di droga…e gli Ospedali Riuniti San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona, in via Vernieri a Salerno non erano pronti al caso. Fu indicato il neurologo Pasquale Ventra per la gestione e le cure dei tossicodipendenti. Col microfono “aperto” lo aspettavo davanti l’ascensore del reparto di cui era primario. Dopo Verona le statistiche davano Salerno per il consumo di eroina. Non bastava più raccontare decessi per overdose. Non si potevano “sanare” le tossicodipendenze con le gran bevute di metadone. Proposi al direttore “Scimmia-la droga dentro e fuori” un settimanale che conducevo in diretta alle sedici del pomeriggio con due ospiti fissi per dipanare le molteplici situazioni di vita…con il telefono aperto erano con me, un giovane medico Nello Baselice ancora oggi impegnato sulle dipendenze, lo psicologo Catello Parmentola e il responsabile del SERT. Era davvero una radio libera. Non ho mai avuto censure o solleciti per dire o non dire. Senza padroni né padrini. Convintamente convinti gli editori Pierluigi Cosentino, Nino Nigro, Giovanni Di Blasi…e solo per un primissimo pezzo di strada con gli altri due soci Giampiero Angrisani e il “suo alter ego” Cesare Borgia che dopo poco più di un anno ”furono liquidati” proprio per rispettare la libertà di stampa! Angrisani aveva chiesto “la testa” del direttore che “scoperchiava” fatti, misfatti e malefatte della Salerno con i guanti. Vendevano inizialmente la pubblicità Fulvio Albanese e Carlo Vitolo, due grandi amici. Poi se ne occupò avvedutamente Piero con suoi addetti. Quando si è dato il caso ho venduto anch’io la pubblicità. La  Manzoni SpA ebbe sede da noi in via Roma e con precisi accordi tra Pierluigi e il signor Puviani vendé pubblicità per RadioSalerno e Repubblica. In quel lasso di tempo per il segmento pubblicità vennero Ciro Savarese da Napoli, Agnese Ambrosio e Raffaele Budetti.

Franco Basaglia venne a Salerno con la sua equipe in occasione della laurea di uno studente, Gennaro Imperatore (steward Alitalia oggi criminologo già Garante per l’infanzia) che aveva impostato e redatto la tesi di laurea in sociologia, relatore Pina Boggi Cavallo, proprio sulla neo Legge Basaglia. E Basaglia ne fu correlatore. Furono tre giorni indimenticabili quei primi giorni di dicembre 1977. Basaglia volle anche recarsi al manicomio di Nocera Inferiore prima di tenere la lectio magistralis all’Università. Ero al seguito. Non fu facile riportare a parole

quell’orrore. Tutto trasmesso in radio…con i gettoni telefonici o in differita con le registrazioni. Si c’erano tecnici ad hoc …Antonio Fimiani, Giancarlo o Franco Cantalupo oggi avvocato, con tanto di registratore e cuffia …per le esterne. Con Basaglia e la sua equipe registrai alcune trasmissioni negli studi di via Fieravecchia. La sede di via Seripando non bastava più. Rimase centro trasmissioni per le dirette. In via Fieravecchia 40 la direzione, la redazione e tre studi di registrazione. Dopo qualche anno RadioSalerno1 era in via Roma 33 in unica sede. Ho avuto la fortuna di conoscere e intervistare un gran numero di persone, personaggi, intellettuali, gente comune. Fu un incontro prezioso ed unico quello con Ignacio Matte Blanco, psichiatra psicoanalista di origine cilena che fu relatore in un convegno organizzato dall’indimenticata Fiorangela De Lisa, docente di Psicologia. Fiorangela, compagna di Filiberto Menna, mi chiamò per una intervista esclusiva. Ne ho ancora la registrazione come quelle fatte nel corso della riuscitissima “Segnapagina, libri in redazione ed incontro con l’autore”. Settimanale. Recensivo libri, ne anticipavo le uscite. Le case editrici mi spedivano in anteprima le bozze di stampa. Dai microfoni di RadioSalerno1 Alberto Moravia, Carlo Cassola, Cesare Musatti, Mario Tobino, Isabel Allende, Piero Ottone, Rossana Rossanda, Gesualdo Bufalino, Mario Soldati, Camilla Cederna, Enzo Bettiza, Sandro Penna, Dario Bellezza, Fulvio Tomizza, Fernanda Pivano, Alberto Bevilacqua, Elvira Sellerio che sentivo ogni settimana per le uscite dei suoi “libricini blù”, AnnaMaria Cassese, direttore della casa editrice Editori Riuniti ed  E&O, salernitana, sorella di Sabino e prima moglie di Tullio De Mauro, e tanti altri che ho qui in vividi ricordi e in cassette da 60 o 120…come si usava fare. Materiali preziosi.

Riuscii ad intervistare il presidente della Repubblica Sandro Pertini in visita a Salerno capitale…nel maggio 1984…che “passai” anche a NapoliNotte…ma quante ne presi dal servizio d’ordine! Tra le varie inchieste che mi affidò il direttore quella sulle prostituite…uscivo di notte con il tecnico a raccogliere storie, emozioni, scelte di vita, motivazioni e vissuti. Un paio di volte abbiamo avuto i “protettori” alla schiena…Figli a richiesta, per la femmina cinquecentomilalire, per il maschio un milione. La compravendita dei neonati fu al centro di altra inchiesta. L’allora presidente del Tribunale per i minori e le famiglie intervenne d’autorità a seguito di trasmissioni in cui vi si raccontava a viva voce il mercato dei neonati…piuttosto fiorente a Salerno. Fece chiudere, le trombe a due puerpere che avevano quattro figli ma ne avevano venduti già cinque. Il palinsesto era ricco di autorevoli firme e pregevoli collaborazioni. Vania Incutti, indimenticabile “cerasella” faceva l’oroscopo e leggeva la vita. Il magistrato Alfonso Lamberti, padre di Simonetta, aveva un suo spazio Sport e Diritto, così il magistrato Antonio Marchesiello sull’ambiente e il Procuratore Generale Redento Rizzoli sul senso kafkiano insieme all’avvocato Titti Ferrazzano. Mimmo Verrengia, professore di radiologia dell’omonimo “centro radiologico”era con Enzo Coppola radiologo, Enrico Giovannetti e Peppe Carabetta autore e conduttore di una singolare ed unica “Tutti nudi alla radio”…stesso titolo e impostazione della trasmissione oggi in onda su RadioRai. Il chirurgo Guglielmi aveva uno spazio per il jazz, dopo qualche tempo lo sostituì il figlio Guglielmo. Fabrizio Feo iniziava a muovere i suoi primi passi nel mondo dell’informazione con un settimanale a RadioSalerno.  Così Enzo Pierro, Aldo Maria Sciaccaluga, Pasquale Zizanovich, Alfonso Andria, Nerella Apicella. L’avvocato Licia Cicchiello, Andrea Carraro venne anni dopo con il suo Skené, Felice Avella, Mavi Longhi oggi sociologa direttore degli istituti italiani all’estero con Geppino Fernicola, Vincenzo Bellino vice prefetto prematuramente scomparso, Paolo Carrino oggi regista Rai, e gli indimenticabili tecnici… Il giornalista Tommaso Siani prima di recarsi a scuola, al liceo Tasso, veniva ad aprire le trasmissioni alle sei, curava la messa in onda e la diretta dei notiziari delle edizioni delle 7,15 e delle 8,30 poi correva a scuola. Giovanni Vietri, imprenditore oggi presidente e CEO Pastificio Vietri, fratello di Dely, aveva poco meno di quattordici anni quando venne in radio. Imparò subito la messa in onda, come fare le dirette e i collegamenti telefonici, prima di andare a scuola e dopo era sempre da noi in via Seripando…da casa …ci portava polpette divine e altro buon cibo. Giovanni Paglioli aveva poco meno di dieci anni, abitava al primo piano. Prima e dopo la scuola veniva su da noi al terzo piano. Portava, ogni giorno, tantissime scaglie di parmigiano …curioso di tutto…oggi è un esperto professionista video e non solo. RadioSalerno1 trasmetteva ventiquattro ore su ventiquattro. Dalle due alle sei andava in onda “ la pizza”una bobina con registrazioni di musiche e programmi di nicchia. Il direttore ospitava in “A ruota libera”un personaggio al sabato mattina. Da Nicola Lettieri a Ciriaco De Mita e poi Craxi, Enrico Quaranta, Gerardo Ritorto, Stefano Della Pietra, Gaetano Fasolino e via ancora altri. Li metteva ko e chiudeva con “la marcia degli incazzati” di Roberto Benigni. Se l’ospite non si presentava, come è accaduto qualche volta, faceva la trasmissione con il convitato di pietra. Molto atteso la domenica alle 13,30

“Il Rompiballe”, tra cronaca, ironia e satira che Enzo Todaro aveva ideato con testi che affidava nella lettura a Sandro Nisivoccia e Regina Senatore. Seguii in tribunale il processo Sanfratello tra fine 1977 e 1978. Contro la legalizzazione dell’aborto Agostino Sanfratello predicava nelle chiese e nelle parrocchie e mostrava video terribilmente raccrapiccianti. Immagini orrende. Le femministe denunciarono Agostino Sanfratello. Furono pagine di cruda cronaca nazionale con inviati speciali che trovarono in radio un punto di riferimento e di appoggio come anche le avvocatesse Maria Magnani Noia e Tina Lagostena Bassi difensori delle quarantacinque femministe che avevano firmato i manifesti contro l’antiabortista Sanfratello. Il direttore che puntava sempre più ad implementare il palinsesto aprì i microfoni alle femministe con: “Se ben che siamo donne”.  Ai microfoni Lucia di Giovanni, Tonia Cardinale ex moglie di Michele Santoro, Nadia Caragliano, Paola Pezzullo. Gli studenti universitari lamentavano cibo non di qualità, scarso e talvolta avariato. Mi recai, all’ora del pranzo, alla mensa universitaria di via Nizza per un servizio. Era aperta solo agli studenti. Entrai col mio tesserino. Pagai il pasto. Trecentocinquanta lire. Registrai più voci di studenti. Un servizio chiuso. Una sorta di stand up radiofonico…ma a pochi passi dall’uscita…fui fermata da mani forti. Era l’addetto alla sicurezza che mi sequestrò il registratore. Il tempo passava e non mi lasciava uscire. Mancava poco alle 15. La mensa si svuotava…non so come riesco ad avvicinarmi al telefono a gettoni. Ne avevo solo uno. Telefono in radio dove mi aspettavano. Riesco a dire appena di essere stata “sequestrata” in mensa che l’uomo della sicurezza mi strappa la cornetta e chiude la comunicazione. Dopo meno di dieci minuti due volanti della Polizia con il  direttore e l’amministratore Piero erano all’ingresso. I poliziotti mi liberarono…e il servizio andò subito in onda in edizione speciale. Presentai nel giugno 1977 ad Amalfi le regate storiche organizzate da Enzo Colavolpe, giornalista, ex sindaco di Amalfi. Il commento della cerimonia, manifestazione e gara in acqua fu per la radio e in parte per “domenica in”. Aniello De Vita cardiologo e sociologo per passione musicava e cantava il suo Cilento. Si affacciarono con trasmissioni di vario genere Mario Brindisi e Franco de Ippolitis. Gabriele Bojano svettava tra ironia, sarcasmo e verità. C’era Nicolardi a raccontare la napoletanità nei versi di E.A.Mario. L’attrice Annabella Schiavone, tra un film e l’altro era in radio con le sue gag piccanti e ardite accompagnata da Aldo Vicinanza.  Silverio Sica giovane avvocato stringeva nei suoi report le arringhe dei grandi processi. Gianfranco Coppola poco meno di vent’anni teneva alto il ritmo del programma “Sport&Sport”. Le mie “Amarcord: Storie di sindaci alla radio” iniziai con Alfonso Menna quando non era più sindaco e proseguii con Renato Borrelli, Nicola Visone, Vittorio Provenza, Bruno Ravera, Pellegrino Cucciniello, Ennio D’Aniello, Alberto Clarizia, Aniello Salzano, Michele Scozia, con loro e visti da loro i partiti, la vita e il cambiamento della città. Alberto Scarlato medico gran conoscitore di musica classica aveva un suo pubblico di aficionados. Luciano Maysse era un pezzo forte della radio. Quando chiudeva il suo Disclan, a sera saliva in radio e vestiva i panni del “Duca” un contenitore di musiche, canti e suoni dal mondo. Quel “Cambio Acquisto Vendo” della domenica alle 10 divenne presto uno spazio di servizio. Mi alternavo con Eduardo Scotti. Con “Te Arsenico e Merletti” abbiamo preso un pó in giro e un po’ no …Ma di Eduardo c’erano anche le radiocronache della Salernitana e “Alto sulla traversa” la trasmissione che dava voce ai tifosi granata. Con dovizia di dettagli Eduardo raccontò il crollo della palazzina in via Carmine, accanto alla chiesa. Sue radiocronache di altri eventi.  RadioSalerno1 é stata la prima emittente libera a certificare l’attività giornalistica non saltuaria di due collaboratori iscritti all’Ordine nel 1982. Fummo iscritti Eduardo ed io. Per il terremoto dell’ottanta eravamo in linea collegati con la Rai. Due incredibili fatti di cronaca furono raccontati dal direttore in vari collegamenti, il naufragio della motonave “Stabia”, nel porto, a pochi metri dal litorale, quasi sotto l’hotel Baya, con mare forza 8 e la tragica morte di una bambina di sei anni violentata e strangolata da Giuseppe Sgangarella, a Mariconda nel pomeriggio di quell’afoso ferragosto del 1979. Una orrenda pagina di cronaca narrata con maestria giornalistica sino alla cattura del bruto. Quando seguivo il festival di Ravello rimanevo sempre stupidamente stupita vedere l’uno accanto all’altro Giorgio Almirante ed Enrico Berlinguer. Tra i due c’era stima e credo anche amicizia. Li intervistavo e veniva fuori sempre un bel duetto di voci sulle musiche, sul panorama e sul momento politico che subito smorzavano. Con cronaca viva e commenti seguii, intorno al 1981, il lento trasferimento da via Vernieri a via San Leonardo degli “Ospedali Riuniti San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona”. Il primo reparto, come da legge, fu proprio il Pronto Soccorso, con un solo radiografo. Giovani radiologi Domenico Verrengia ed Enzo Coppola assicuravano e curavano dal Pronto Soccorso la prima partenza del nuovo ospedale mentre tutti gli altri reparti restavano in via Vernieri. Nel 1982 il primo ecografo d’avanguardia nel nuovo ospedale…fu un evento anche questo…che lasciai raccontare della diagnostica per immagini a Domenico Verrengia che ne era responsabile. La Rai cercava nelle radio libere del Paese nuove voci. Puntarono anche su RadioSalerno. Ci furono per alcuni brevi contratti a tempo in Rai Basilicata. Personalmente non ho mai voluto “lasciare” RadioSalerno1 o forse…!

Ho sempre rifiutato anche quando sino a casa, in via Manzo, mi fu riproposta l’occasione certamente ghiotta, ma non per me, per la redazione del TG2 che si stava “componendo”. Enzo Todaro subì un attentato in via Galloppo a pochi metri dalla sede della Salernitana. Ne andò distrutta la sua Fiat 132 blu notte. Accartocciata. Ma Todaro ne rimase illeso e ancora più tagliente nei suoi editoriali. Ci furono furti ingenti e mirati per “zittire” RadioSalerno1. Ci furono altri attentati…e sempre più forte trasmetteva, indicava, denunciava! É stata un’esperienza giornalistica forte e scioccante riportare l’atmosfera d’ambiente, il silenzio assordante, il lutto represso degli affiliati, il battito degli zoccoli del tiro ad otto cavalli che portava Salvatore Serra soprannominato “Cartuccia”. Il funerale a Pagani fu “vigilato” da una ingente presenza delle Forze dell’Ordine in assetto di guerra e in abiti civili. Ma che atmosfera!

A RadioSalerno1 nacquero nuove amicizie, nuovi amori e alcuni matrimoni. Pasquale Palumbo che intanto aveva aperto un negozio di dischi “LP”in via Roma sposò la segretaria Lucia Pitta dirigente delle Poste. Paola Boccia dirigente società assicurazioni sposò Vincenzo Bellino dirigente Prefettura. Pierluigi Cosentino la sua Dely Vietri dirigente di banca. Mavi Longhi sposò il professore Massimo Corsale che aveva intravisto in redazione. Giovanni DiBlasi, il nostro “bambolotto tutto pettinabile” mi accompagnò a fare una intervista a Leopoldo De Lucia radiologo ricercatore di punta molto apprezzato nell’ospedale Le Scotte di Siena, appassionato e proprietario di svariate auto da corsa. Fu in quella occasione che Giovanni ritrovò il suo grande primo amore, Giuliana De Lucia che sposò. Qualche altro amore è rimasto nascosto tra le canzoni, qualche amicizia velata dal tempo rimane sempre salda. Con i cinquant’anni di RadioSalerno1 io ed Enzo Todaro viviamo i nostri cinquant’anni insieme!

Lasciai RadioSalerno1 dopo quasi undici anni. Con sempre la radio nel cuore. Ho diretto e fatto televisione. Proprio in televisione, con il fido Antonio Garzillo oggi direttore tv in Romagna e il mitico operatore Peppe Di Salvatore, provai a fare la radio in tivù, in ore notturne. 1989/1990. Fu un esperimento, durò poco. Ma ci credevo molto. Oggi la radio l’ascolti e la vedi in tivù, on line, visual radio. È la radio bellezza! …e dopo la radio…puoi fare tutto perché rimane dentro quel fare sintetico, essenziale, musicale, veloce. Rimane, a vita, quel fare elegante e pregnante proprio solo di chi fa radio. Con queste righe, che non se pubblicherai, caro direttore, mi hai fatto “rifare” RadioSalerno1.

Mi sono sentita di nuovo una di “quelli della radio”