Meloni salva la falesia di Camerota - Le Cronache Attualità
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Meloni salva la falesia di Camerota

Meloni  salva la falesia  di Camerota

Antonio Manzo

Giorgia Meloni salva la falesia di Camerota. Da palazzo Chigi arriva il permesso condizionato solo a mettere in sicurezza la Galleria del Ciclope. Il sistematico, beffardo tentativo di inserimento nel progetto di risanamento dei costoni rocciosi da parte del Comune dell’area della falesia distrutta con 60 quintali di tritolo viene bocciato dal ministero della Cultura. Il sindaco Mario Peppe Scarpitta il 5 febbraio scorso annuncia i lavori che potrebbero essere subito cantierati con tutti i pareri necessari acquisiti compreso quello favorevole della soprintendenza speciale per il Pnnr, rilasciato a dicembre scorso. Il sindaco Scarpitta annuncia urbi et orbi che “già dalla prossima settimana il cantiere possa essere aperto. E l’amministrazione compie un passo concreto per risolvere una criticità storica”. Ma dimentica di aggiungere la comunicazione recentissima del parere condizionato di palazzo Chigi e del ministero della Cultura. E coì, l’annuncio in grande stile fa passare un progetto farlocco per qualcosa di già fatto. E siccome i lavori debbono terminare entro il giugno prossimo secondo le regole del Pnrr, ora sono a rischio anche i finanziamenti. Nel giorno che il sindaco Scarpitta (è lo stesso finito nel mirino delle “Iene” perchè non abbatte un capannone abusivo di sua proprietà e della moglie) porta a casa una nuova fiducia politico-amministrativa, perché non passa in consiglio comunale la mozione di sfiducia presentata da una slabbrata minoranza nel Consiglio comunale show del sindaco Scarpitta. Si apre la seduta con la proiezione della fiction falesia, con tanto di video che vuole dimostrarti che c’era la somma urgenza per i lavori di messa in sicurezza della strada provinciale Mingardina, secondo la perizia di un tecnico al quale fu opposta la scienza e il parere del noto geologo Franco Ortolani rifiutato platealmente da una assessore di Camerota (“e chi è questo Ortolani che ci deve dire cosa fare?”). La falesia era già piena di tritolo pronto a brillare per far posto anche al parcheggio di auto per un lido balneare privato. Che a Camerota si respiri una brutta aria è data dal fatto e il sindaco Scarpitta ha invitato il comandante dei carabinieri a presenziare ai lavori del Consiglio con il luogotenente Carelli lo stesso che assistette allo sventramento della falesia e che ora assicura l’ordine pubblico della seduta della respinta della mozione di sfiducia. Il pubblico si ricorda la tensione dell’aggressione omofoba al consigliere Petrilllo insultato dal sindaco Scarpitta con gli epiteti di essere “una checchina” e una “femminella” episodio che provocò la reazione e le solidarietà dell’allora consigliere regionale Tommaso Pellegrino. Ma la storia di Camerota registra anche l’episodio del trasferimento delle macerie della falesia da Camerota a Santa Marina grazie all’alleanza tra i sindaci dei due comuni. Alla ditta Santangelo fu imposto il trasferimento delle macerie della falesia al porto di Santa Marina. Dopo il finanziamento di 5.498.251,35 euro per il risanamento del costone roccioso a ridosso della strada del Mingardo, c’è anche il nuovo decreto con il nuovo finanziamento di 3.617.401,56 euro per l’intervento di difesa costiera in corrispondenza della galleria sulla strada del Mingardo . Ma ora c’è anche il sì della presidenza del Consiglio che accoglie il progetto del Comune a condizione che non si tocchi più la zona della falesia. L’hanno già distrutta con il tritolo ed ora si proseguirà solo il processo penale con la richiesta di rideterminazione dei reati commessi da una platea ben più folta dell’isolato imputato sindaco Scarpitta.