Mamma separata costretta a stare lontana da sua figlia - Le Cronache
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Mamma separata costretta a stare lontana da sua figlia

Mamma separata costretta a stare lontana da sua figlia

di Erika Noschese

Una madre disperata perchè costretta a stare lontano da sua figlia a causa di un padre che tenta in tutti i modi di farle la guerra. Si può riassumere così la storia che vede protagonista Mimma, una giovane donna di Cava de’ Tirreni che – 5 anni fa – ha scelto di separarsi dal marito, noto militare. Da allora è iniziato il suo calvario, anche e soprattutto giudiziario: l’uomo userebbe la figlia per “vendicarsi” della moglie (perchè, per ora non sono ancora divorziati ma solo separati). Tutto nasce dunque da un’ordinanza separazione che si conclude con l’affidamento condiviso della figlia che doveva però vivere a casa della madre con il padre che aveva la possibilità di vederla quando e come voleva. Durante una serata con il papà però la piccola non ha fatto ritorno a casa: secondo il padre, infatti, non voleva ritornare dalla madre, pare perchè fatica ad accettare il compagno della donna. Così, inizia un’intricata vicenda giudiziaria che non sembra avere fine: i giudici del tribunale di Nocera dispongono un Ctu e la piccola viene affidata al padre in quanto, secondo il giudice, la piccola faticava ad accettare la nuova figura maschile. Una nuova sentenza conferma l’affido condiviso ma la bambina – che ora ha 8 anni – doveva vivere col padre, a casa dei nonni. Ed è proprio con la nuova sentenza che a Mimma viene negata la possibilità di vedere la figlia: sempre più spesso infatti il militare racconta che la bambina sta male e non può uscire e solo in rari casi presenta un certificato medico. Come se non bastasse l’uomo parte per una missione in Kosovo, della durata di 6 mesi, senza che nessuno sapesse nulla men che meno la sua ex moglie, nonostante un Ctu parla di un luogo – ovvero l’abitazione dei nonni – non idoneo alla piccola. Dinanzi al giudice del tribunale l’uomo si difende spiegando che aveva la possibilità di tornare a casa ogni 15 giorni, ragion per cui aveva la possibilità di passare del tempo con la figlia. A quel punto Mimma, attraverso il suo avvocato, avanza la richiesta di un cambio di collocazione ma il giudice, senza alcuna attività istruttoria, rigetta la richiesta ma ammonisce il militare – insofferente al rispetto delle “regole” imposte dal tribunale – con una sanzione amministrativa di circa 400 euro. Ed è qui che si verifica infatti il paradosso giuridico: un soggetto ammonito che continua con azioni illecite diventa genitore collocatario prevalente mentre la madre è costretta a vedere sua figlia solo in poche occasioni. Intanto, la guerra tra genitori continua su tutti i livelli, con numerose denunce che si susseguono ormai da diverso tempo, in attesa di quella che dovrebbe essere una sentenza definitiva che, ad oggi, tarda ad arrivare.