SALERNO. Si accende lo scontro politico sulla presentazione del libro “E me ne vanto. La storia di Carlo Falvella”, curato da Tony Fabrizio, in programma il prossimo 7 luglio nel Salone dei Marmi di Palazzo di Città. Sulla questione è intervenuto anche il dirigente nazionale di Gioventù Nazionale e responsabile regionale Enti Locali di Fratelli d’Italia, Italo Cirielli.
Come giudica lo scontro politico di queste ore a Salerno sulla concessione che il Comune ha dato per la presentazione del libro su Falvella?
“Lo giudico uno scontro strumentale e profondamente sbagliato. Qui non si sta discutendo di una manifestazione di parte, ma della presentazione di un libro che racconta la storia di Carlo Falvella, un ragazzo salernitano ucciso a soli 19 anni per le sue idee. Trasformare un momento di memoria e di approfondimento culturale in un caso politico significa non comprendere il senso dell’iniziativa e, soprattutto, mancare di rispetto a una giovane vita spezzata dalla violenza politica”.
È intervenuta anche l’Assessore regionale Claudia Pecoraro, parlando di iniziative incompatibili con i valori della Costituzione. Cosa ne pensa?
“Penso che sia una dichiarazione pericolosa. La Costituzione tutela la libertà di pensiero, di espressione, di cultura e di editoria. Dire che un libro, solo perché racconta la storia di un ragazzo di destra ucciso negli anni di piombo, non possa essere presentato in una sede istituzionale, significa usare le istituzioni per selezionare la memoria. Le istituzioni non devono avere paura dei libri: devono avere paura della censura e della violenza”.
Avs e 5 Stelle hanno chiesto al sindaco De Luca la revoca dell’autorizzazione. Ritiene giusta questa richiesta?
“No, la ritengo sbagliata. Chiedere la revoca significa impedire una iniziativa culturale prima ancora che si svolga. Se qualcuno teme provocazioni o tensioni, si chieda il rispetto delle regole, non la cancellazione dell’evento. In democrazia non si revoca una sala perché non piace il contenuto di un libro. Si partecipa, si critica, si discute. Ma non si censura”.
Dopo i fatti del Porticciolo di Pastena, si teme che la violenza possa ripetersi anche in questa occasione.
“La violenza va condannata sempre, senza ambiguità e da qualunque parte provenga. Proprio per questo serve responsabilità da parte di tutti. Chi alimenta il clima di scontro, chi descrive una presentazione libraria come una minaccia per la democrazia, contribuisce ad alzare la tensione. Le istituzioni e le forze dell’ordine sapranno garantire sicurezza e ordine pubblico. Ma la risposta alla violenza non può essere il divieto della memoria”.
Da dirigente nazionale di Gioventù Nazionale e responsabile regionale degli enti locali di Fdl come andrà a finire secondo lei?
“Mi auguro che prevalgano il buon senso e il rispetto delle libertà fondamentali. L’evento deve svolgersi regolarmente, nel rispetto delle regole e delle istituzioni. Carlo Falvella appartiene alla storia di Salerno e alla memoria di una stagione tragica che non può essere ricordata a senso unico. Chi pensa di difendere la Costituzione impedendo la presentazione di un libro, a mio avviso, ne tradisce lo spirito più profondo”. Mantenere alto il valore del rispetto della memoria: è questo per Italo Cirielli la rappresentazione più alta del senso di democrazia col richiamo ai principi costituzionali. Una posizione netta, la sua, che mantiene acceso il dibattito a pochi giorni dalla presentazione del libro. E in molti si chiedono quale sarà la risposta del sindaco De Luca.
Mario Rinaldi






