Inchiesta Cpl, "A Cava vogliamo incontrare il sindaco. Ad Agropoli preoccupati dei conti" - Le Cronache
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Inchiesta Cpl, “A Cava vogliamo incontrare il sindaco. Ad Agropoli preoccupati dei conti”

Inchiesta Cpl, “A Cava vogliamo incontrare il sindaco. Ad Agropoli preoccupati dei conti”

di Andrea Pellegrino

Era il 24 settembre scorso quando alla sede della Cpl (cooperativa finita nell’inchiesta di Ischia, ndr) fanno il punto della situazione sugli “appalti salernitani”. In particolare, all’attenzione dei dirigenti della coop ci sono Cava de’ Tirreni, Agropoli e Castiglione del Genovesi. Il colloquio è tra Giulio Lancia (dirigente d’area della cooperativa) e Raffaele Rammaro. Su Cava de’ Tirreni chiedono un incontro con il sindaco, mentre per Agropoli temono che il Comune vada in dissesto, mentre a Castiglione del Genovesi hanno vinto la gara per la pubblica illuminazione. Dalle carte della Procura di Napoli emerge, dunque, la conversazione tra i due nella quale si parla di alcune «situazioni che si stanno evolvendo».

IL CASO CAVA

Dapprima si parla del caso Cava e della possibilità di fare un incontro definitivo con il sindaco in modo da sviluppare successivamente la gara per la realizzazione di un impianto di illuminazione con fotovoltaico. Lancia indica, in particolare, come persona di riferimento l’ingegnere Carmine Avagliano (responsabile del settore ambiente) del Comune di Cava de’ Tirreni. Ma una delibera consiliare – quella della variante per la realizzazione dell’impianto fotovoltaico a servizio della terza piazzola dell’area mercatale dell’8 aprile 2013 – è finita già da tempo sulla scrivania del pubblico ministero di Salerno Vincenzo Montemurro dopo un esposto presentato dal presidente del Consiglio comunale di Cava de’ Tirreni Antonio Barbuti. Sempre secondo i fatti, la Cpl si era aggiudicata già l’appalto a Cava de’ Tirreni per l’efficentamento dei servizi energetici ed l’impianto fotovoltaico sarebbe stato l’ulteriore passo in più. Ma tornando agli ultimi avvenimenti, Lancia ed il suo collaboratore per la vicenda Cava parlano di alcuni vincoli archeologici ed ambientali da superare per la realizzazione dell’impianto. Ed è per questo motivo che avrebbero chiesto prima una verifica all’ingegnere e poi un incontro con il sindaco. Ma Rammaro vuole parlarci di persona perché «per telefono non riesce a dire tutto». Inoltre dice di «aver visto la situazione e ha già una cartina di Cava de’ Tirreni disponibili dove ci sono le zone protette dove sono già individuati i loro 55 edifici».

PREOCCUPATI PER AGROPOLI

Il 7 ottobre, invece, all’attenzione dei due c’è il caso Agropoli. Qui hanno paura che «l’amministrazione stia fallendo e con il fallimento non ci sono più punti di riferimento». Ma Lancia assicura che «il loro progetto lo fanno lo stesso».

LE INDAGINI

Le indagini a Napoli – come a Salerno – proseguono, con la sensazione che si è solo agli inizi di una inchiesta sugli appalti assegnati alla cooperativa Cpl Concordia che si estende sempre di più. Solo sabato scorso l’ultimo provvedimento con la notifica di un avviso di garanzia per l’ex sindaco di Procida ed ex deputato di Alleanza nazionale Luigi Muro. Ma anche alla luce delle recenti rivelazioni di un alto dirigente della Coop che in carcere ha ammesso l’esistenza di un sistema corruttivo generalizzato con cui la Cpl sarebbe riuscita ad ottenere lavori per opere pubbliche, l’inchiesta potrebbe assumere altri aspetti. Venerdì scorso, interrogato nel carcere di Poggioreale, Francesco Simone, responsabile delle relazione esterne della Coop, ha parlato esplicitamente di un «protocollo ben collaudato». Cosa prevedesse il protocollo, Simone lo ha spiegato disegnando uno scenario che collima in molteplici punti con quello già descritto dagli inquirenti sulla base delle prime indagini e che ha portato il 30 marzo a una raffica di arresti: consulenze, quasi sempre fittizie, e subappalti e forniture presso ditte segnalate dagli amministratori pubblici che favorivano l’aggiudicazione degli appalti. E’ facile ipotizzare a quando punto che i magistrati della procura napoletana – il pool guidato dal procuratore aggiunto Alfonso D’Avino e dai pm Henry John Woodcock, Celeste Carrano e Giuseppina Loreto – intendano approfondire le indagini da estendere a un numero per ora indeterminato di appalti, che vanno ad aggiungersi a quelli sui quali i magistrati hanno già svolto accertamenti (la metanizzazione a Ischia e altri lavori nel Salernitano, in Puglia e in altre regioni che faranno parte di autonomi fascicoli da trasmettere per competenza territoriale ad altri uffici giudiziari). Si prevede dunque la fissazione in tempi brevi di interrogatori investigativi durante i quali saranno rivolte a Simone domande su una serie di episodi specifici che si inquadrerebbero nel sistema del quale ha per ora delineato solo i contorni.