Il Ruggi prova a risolvere la carenza di personale con sei nuovi dirigenti in Ps. Sindacati: è stato d agitazione - Le Cronache
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Il Ruggi prova a risolvere la carenza di personale con sei nuovi dirigenti in Ps. Sindacati: è stato d agitazione

Il Ruggi prova a risolvere la carenza di personale con sei nuovi dirigenti in Ps. Sindacati: è stato d agitazione

di Erika Noschese
Le organizzazioni sindacali di Fp Cgil, Fials, Uil Fpl hanno indetto lo stato di agitazione di tutto il personale dell’azienda ospedaliera universitaria Ruggi d’Aragona. I sindacati evidenziano la necessità di procedere in tal senso perché dai vertici dell’azienda ospedaliera non è mai giunta una risposta alle tante sollecitazioni ai problemi che quotidianamente il personale vive all’interno del presidio ospedaliero. «Le organizzazione sindacali hanno dichiarato lo stato di agitazione perché lamentano la totale assenza di relazioni sindacali, noi non pensiamo che la cosa pubblica possa essere gestita senza rapportarsi con le organizzazioni che rappresentano ogni giorno centinaia e centinaia di lavoratori all’interno di una struttura – ha dichiarato il segretario della Fp Cgil Salerno Antonio Capezzuto – Una struttura che ha problemi strutturali, che non risolve il problema del Pronto Soccorso, che non dialogo con il territorio, che cerca di risolvere con sei incarichi all’interno soccorso una questione invece endemica che andrebbe affrontata veramente, rapportandosi con i sindacati, con un progetto serio». Capezzuto ha poi denunciato che il Ruggi non paga le indennità previste dal contratto ai lavoratori: «parliamo tanto di smaltimento delle liste d’attesa e i lavoratori hanno partecipato alle attività per lo smaltimento delle liste d’attesa ma queste attività non vengono pagate come altre indennità contrattuali che non vengono corrisposti – ha aggiunto il segretario della Fp Cgil Salerno – Abbiamo carenza di personale, non sappiamo qual è il fabbisogno di questa azienda, non è stato discusso con le organizzazioni sindacali, non è stato discusso ancora l’atto aziendale. Ci sono aziende che già hanno lo hanno a livello regionale mentre all’azienda ospedaliera Ruggi è un anno e mezzo che si rimpalla tra aziende e regione. Forse sarà approvato e forse non sarà messo in discussione con le organizzazioni sindacali; i lavoratori sono stanchi. Noi siamo stanchi, pensiamo che ci sia bisogno di una nuova stagione di relazioni sindacali, perché con questa direzione strategica oggi non c’è discussione». Capezzuto ribadisce poi che con l’azienda ospedaliera è stato chiesto un confronto ma non c’è stato alcun confronto. «Abbiamo avuto totale silenzio, perciò abbiamo dichiarato lo stato di agitazione. Ma noi andremo avanti perché i lavoratori hanno bisogno di risposte, non le segreterie provinciali.
Quindi se questa azienda pensa di gestire la cosa pubblica senza rapportarsi con chi contrattualmente e normativamente e costituzionalmente rappresenta i lavoratori hanno sbagliato strada Carlo». Proprio su questo punto l’azienda Ruggi sembra essersi quasi svegliata dal sonno eterno in cui da anni galleggia ricordando che «con Pec del 13/02/2024, le citate organizzazioni sindacali hanno inviato all’Azienda Ospedaliero Universitaria la dichiarazione dello stato di agitazione del personale del comparto, con richiesta di incontro per il raffreddamento del conflitto. In data 14/02/2024 l’ufficio aziendale competente ha inviato formale convocazione a tutte le sigle sindacali del comparto, comprese Cgil, Fials E Uil, per l’incontro che si terrà il 4/03/2024 proprio sugli argomenti oggetto della citata richiesta – hanno fatto sapere dall’azienda ospedaliera universitaria – In merito, si rappresenta, altresì, che l’Azienda Ospedaliero Universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona sta procedendo, nel rispetto della normativa di riferimento, al riconoscimento delle indennità previste dal Ccnl 2019/2021, al riconoscimento delle spettanze connesse al recupero delle liste d’attesa 2023 e all’adozione del Piano Triennale del Fabbisogno del Personale e del nuovo Atto Aziendale».
A chiedere un tavolo con l’azienda il segretario provinciale della Fials Salerno Carlo Lopopolo che mette nero su bianco anche tutte le criticità che vive il reparto di pediatria: «Condividiamo in pieno il percorso già iniziato e lo sosterremo finché non avremo dei risultati importanti. La pediatria è importantissima all’interno della nostra azienda ospedaliera, quello che noi lamentiamo da due anni è una carenza di personale; attualmente ci sono turni con due infermieri nonostante un carico di lavoro elevatissimo – ha spiegato Lopopolo – Considerando che gli stessi operatori che lavorano all’interno della pediatria si occupano anche del pronto soccorso pediatrico così come si occupano di eventuali trasferimenti dei piccoli degenti verso gli ospedali del napoletano. Questa è una criticità che sono due anni che solleviamo l’azienda, abbiamo chiesto numerosi tavoli tecnici, numerosi incontri monotematici senza ricevere alcuna risposta». Il sindacato ha chiesto un incontro con l’azienda per sottoporre queste criticità: «i lavoratori professionisti sono la vera anima di questa azienda, una raccolta firme fatta da 46 operatori della sala operatoria chiedendo un incontro con la direzione non ha visto ad oggi alcuna risposta – ha aggiunto il segretario della Fials – Noi stiamo ricercando di intraprendere l’azione sindacale: ci manca l’informativa, il confronto. Ci manca proprio quello che è la base e il setting essenziale delle relazioni sindacali che oggi sono totalmente assenti con questa azienda».
Per Angelo Rambaldi, segretario Uil Fpl, «in pronto soccorso ci sono dei problemi seri» e, ha spiegato, «non si risolvono con la nomina di sei coordinatori in più. Forse, stiamo facendo troppi generali e ci stiamo dimenticando dei soldati che devono andare in guerra». Rambaldi ha ribadito che sempre più spesso «si raggiungono degli accordi con la direzione, quando è il momento di applicare gli accordi vengono completamente stravolti e modificati. È arrivato da poco la nota che in pronto soccorso vogliono nominare sei coordinatori in più. In Pronto Soccorso ci sono dei problemi seri, ma sicuramente non si risolvono con la nomina di sei coordinatore in più. Stiamo facendo troppi generali e forse ci siamo dimenticati dei soldati che devono andare in guerra». Il segretario della Uil Fpl ha acceso i riflettori anche sulla fila di ambulanze dinanzi al pronto soccorso: «questo è un problema soprattutto di spazio, un problema anche dell’Obi, l’osservazione breve, che è piccola ma è un problema anche di posti letto, non di coordinatori e di incarichi di funzione. Bisogna intervenire, secondo noi, diversamente, abbiamo un Sitra che non funziona e completamente sindacalizzato».