Con l’avvicinarsi delle elezioni per il rinnovo del Comitato dei Delegati della Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza Forense, il confronto nel Foro di Salerno assume contorni sempre più definiti. Non è soltanto una competizione tra candidati, ma il riflesso di due differenti concezioni della rappresentanza dell’avvocatura. In questo quadro, alcuni elementi meritano una riflessione. L’avv. Laura Toriello, quasi certa candidata al Comitato dei Delegati, è sorella dell’attuale Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Salerno, Alberto Toriello. Inoltre, il Presidente uscente della Commissione esami avvocato del distretto è stato suo marito. Circostanze che, naturalmente, non determinano alcuna incompatibilità né pongono questioni di legittimità. Esse, tuttavia, alimentano un interrogativo di opportunità istituzionale che molti iscritti ritengono legittimo porre: in una fase nella quale l’avvocatura chiede sempre maggiore apertura e pluralismo, è opportuno che le principali funzioni rappresentative continuino a gravitare intorno a rapporti personali e familiari così strettamente intrecciati? Nelle ultime settimane il Presidente del Consiglio dell’Ordine ha inoltre revocato le deleghe consiliari precedentemente attribuite, accentrandole temporaneamente presso di sé e procedendo poi a una loro redistribuzione. Una scelta che rientra nelle prerogative della Presidenza ma che ha modificato sensibilmente gli equilibri interni del Consiglio, attribuendo un ruolo di particolare rilievo a consiglieri riconducibili all’area che, nella precedente consiliatura, faceva riferimento all’ex Presidente Silverio Sica. Si è così delineato un assetto diverso rispetto a quello emerso dal voto del 2023. Parallelamente, all’interno del Foro si percepisce un confronto sempre più intenso sul modello di governo dell’istituzione. Il dibattito non riguarda soltanto le scelte organizzative, ma investe un tema più generale: quello del rapporto tra rappresentanza, consenso e modalità di formazione della classe dirigente dell’avvocatura. È in questo contesto che si inserisce la candidatura dell’avv. Paola Ianni. Risultata la più votata alle elezioni del Consiglio dell’Ordine del 2023, propone oggi una candidatura autonoma che molti iscritti interpretano come l’espressione di una diversa idea di rappresentanza. Non tanto una contrapposizione tra persone, quanto tra modelli: da un lato la continuità di assetti e relazioni consolidatisi nel tempo; dall’altro la richiesta di una rappresentanza maggiormente fondata sul consenso degli iscritti, sul merito e sulla contendibilità delle posizioni istituzionali. Per una parte dell’avvocatura, infatti, il voto di ottobre rappresenta anche l’occasione per interrogarsi sul peso che, nella vita ordinistica, continuano ad avere appartenenze familiari, associative e relazioni consolidate. Per altri, invece, tali relazioni costituiscono semplicemente il frutto di percorsi professionali e istituzionali maturati negli anni. Saranno gli elettori a valutare quale lettura ritengano più convincente. Il confronto per la Cassa Forense assume così un significato che va ben oltre la scelta dei delegati. Diventa il momento in cui gli avvocati salernitani saranno chiamati a decidere se confermare un modello di rappresentanza in continuità con gli attuali equilibri oppure affidare il proprio consenso a una proposta che si presenta come alternativa agli assetti consolidati degli ultimi anni.
Giuseppe Calabrese








