«I miei anni vissuti all'interno dell’associazione "Il Gregge"» - Le Cronache Ultimora
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«I miei anni vissuti all’interno dell’associazione “Il Gregge”»

«I miei anni vissuti  all’interno dell’associazione “Il Gregge”»

«Una lunga adesione a quello che tutti noi chiamavamo il “Mistero”, una parola che ha contrassegnato la vita degli adepti, tanto da diventare la parola chiave attraverso la quale ci riconoscevamo». Inizia così il lungo racconto di un uomo che ha scelto di affidare a queste colonne il ricordo degli anni trascorsi all’interno del Gregge, il gruppo privato di fedeli da anni al centro di numerose controversie, prima commissariata e poi premiata da monsignor Andrea Bellandi, che oggi custodisce una relazione redatta dai commissari ai quali era stato affidato il delicato compito di ascoltare gli appartenenti al Gregge e le vittime di quella che alcuni di loro definiscono, a tutti gli effetti, una setta. Ecco la sua testimonianza: Premetto che tutto quello che riferirò è frutto di una lunga adesione a quello che noi tutti chiamavamo il “Mistero” (parola che ha contrassegnato la vita degli adepti, tanto che era la parola chiave per riconoscerci). Non si può comprendere la storia che ha coinvolto me e molte altre persone che hanno conosciuto la signora Caterina Tramontano (da ora in poi CT) e la signora Lucia Salito (LS) se non si è vissuto nei loro ambienti e non si sono ascoltate le presunte divine “parole” scritte dalle signore e consegnate al sacerdote salesiano Giuseppe Perrinella (GP) prima che morisse. Riferirò parole che ho ascoltato sia dalla signora CT e da GP sia fatti visti nelle case dove ha vissuto CT. Inoltre, una quantità enorme di altri fatti raccontatimi da testimoni che hanno vissuto accanto alla signora CT e alla signora LS, fatti addirittura che risalgono allo sbarco degli alleati sulle coste salernitane nel 1943. Per oltre 85 anni gli scritti si sono accumulati e nessun vescovo li ha mai potuti leggere e non si sa con certezza ora chi li possegga. Con la signora CT e GP non si può parlare perché sono deceduti e non ci sono notizie ufficiali che la signora sia stata in contatto con qualche autorità ecclesiastica. Don Peppino (GP), così era chiamato da noi, ci referì che una copia delle “parole” possedute da lui l’aveva data a un sacerdote adepto del “Mistero”, molto conosciuto alle cronache salernitane e romane per i suoi tentativi di affari un po’ particolari, perché la consegnasse al Papa ma quale fine abbia fatto non si sa. Anche le parole scritte da LS non sono state portate a conoscenza dell’attuale vescovo Bellandi (VB) e addirittura i Commissari nominati dal VB avrebbero voluto incontrarla ma lei riferì che “parla solo col Signore”. Non si potrebbe fare errore più grande che considerare gli adepti come deficienti, pazzi o in malafede. La quasi totalità di loro sono stati e sono ancora in buona fede ma questo non significa affatto che alcuni di loro non abbiano commesso gravi errori, alcuni dei quali vere e proprie nefandezze. Sono solo persone che sono state “infatuate” da un “sogno”. La vera e propria opera di carità che si dovrebbe realizzare è quella di non far “cadere” altre persone in quella che io definisco, senza ombra di dubbio una vera e propria setta. Per comprendere il meglio possibile quello che è accaduto per oltre 85 anni si dovrebbe focalizzare l’attenzione sulle due signore e sui loro “rapporti col Signore”. Premesso che i Commissari hanno consegnato al VB una quantità enorme di testimonianze di adepti, secondo un mio punto di vista, ora il VB ha la totale responsabilità di pronunciarsi non sull’Associazione costituitasi definitivamente con un proprio statuto nel 2017 né sugli attuali adepti ma dare una valutazione definitiva, insieme alle autorità vaticane, sulla consistenza “spirituale” e morale della signora LS e del suo “parlare col Signore”. E’ questo suo “parlare col Signore” che sta condizionando sacerdoti e soci dell’associazione tanto da creare enormi divisioni e pericoli all’interno della diocesi. Il VB ha il dovere di pronunciarsi urgentemente perché altre persone che si trovino in un momento difficile della lora vita non si facciano irretire dalla setta. Perché, secondo me, è decisivo che il VB entri in possesso di queste “Parole del Signore” e si pronunci urgentemente? Tempo fa sono entrato in possesso di alcune “parole” scritte da CT e ritenute divine da tutti gli adepti. Completamente infatuato del “Mistero” non ho mai avuto dubbi sulla loro provenienza ma appena gli occhi si sono aperti, con una semplice ricerca sulla rete ho potuto constatare che le parole erano state completamente copiate dagli scritti di una suora degli inizi del novecento. La risposta di GP, appena gli ho riferito di questa concordanza assoluta, è stata esilarante: “Questo dimostra che zia Rina parla davvero col Signore”. Anche i Commissari hanno potuto constatare questa coincidenza raccapricciante. Dato che questo “copia e incolla” potrebbe accadere o già è accaduto con la signora LS, il VB non può sottrarsi a dare una valutazione sull’operato della signora, non può far trascorrere altri 25 anni in quanto la signora è dal 2000 che condiziona la vita degli adepti dell’associazione e attraverso i sacerdoti adepti tutta la diocesi. Fin dall’agosto del 1939, data in cui la signora CT ebbe la prima visione di “Pasqualino”, (così si faceva chiamare Gesù Bambino), i primi adepti sono stati istruiti al silenzio con la scusa del pericolo che le persone sarebbero accorse in massa dalla signora. In seguito, la motivazione è stata cambiata: le autorità ecclesiastiche non sarebbero state ancora pronte a comprendere un “Mistero” così grande ma soprattutto gli errori, definiamoli così, commessi dagli adepti sarebbero stati di scandalo per la Chiesa e inficiato la bontà della “Nuova Rivelazione”. In poche parole, non si era mai pronti. Ricordo un sacerdote che spesso raccontava apertamente che il “Mistero” si sarebbe attuato dopo la sua morte, infatti, nella sua vita ne aveva commesse talmente tante che non riesco ancora a capacitarmi come non fosse mai stato denunciato, almeno che io sappia. E la cosa aberrante è che la signora CT lo abbia sempre coperto pur essendo a conoscenza delle sue schifezze. E questo, secondo me, è uno degli aspetti più inquietanti che abbia caratterizzato la vita di CT (caratteristica presente anche nella signora LS): proteggere il sacerdote e non le vittime, vittime appartenenti anche allo stesso “Mistero”. Un vero obbrobrio. Per comprendere a quale punto si era giunti, ricordo che GP, sulla base delle “parole scritte” si era spinto a definire CT come “la più grande donna vissuta sulla terra dopo la Madonna” e questo lo affermava davanti a lei. Ancora non riesco a comprendere come mai i sacerdoti e i laici presenti non si siano alzati e gridato: “All’anema d’a palla” ma soprattutto come mai la signora non l’abbia cacciato fuori di casa all’istante. Con la scusa della sua infinita umiltà e obbedienza si giustificava tutto. Ovunque la signora abitasse (Napoli, Torino, Eboli) il segreto fu mantenuto. Dal racconto fatto agli adepti da GP, alla prima rivelazione di “Pasqualino” erano presenti CT, Vincenzo Albano (VA), suo marito, e una terza persona che non citerò per il momento, persona molto enigmatica che ha orientato in modo decisivo le sorti degli adepti. Tutte e quattro queste persone sono decedute senza lasciare una storia della vicenda e senza far conoscere a nessuna autorità ecclesiastica le “parole” ricevute da Gesù e scritte da CT. Ripeto, basterebbe questo perché si possa parlare di setta ma in seguito emergeranno altri aspetti che confermeranno l’inconsistenza e la pericolosità del fenomeno e questo lo dico soprattutto dal punto di vista umano e sociale. I tre aspetti che hanno caratterizzato da sempre il “Mistero” sono stati: la menzogna, il nascondimento e le divisioni. Pur di fare il bene del “Mistero” la menzogna era diventata l’arma per poter giustificare tutte le scelte “volute dal Signore” che sistematicamente venivano smentite dalla realtà. Racconto un fatto che mostra la completa cecità che possedevano alcuni adepti del “Mistero” e la completa dipende dalla signora CT. Una persona vicinissima alla signora CT aveva “bisogno” di una seconda laurea per raggiungere un progetto “autorizzato dal Signore”. Cosa si è pensato di fare pur di raggiungere lo scopo? Un giovane adepto, laureatosi nella facoltà a cui era interessato il “bisognoso”, fu invitato a fare gli esami al posto di costui e voilà il progetto fu realizzato. E’ bastato cambiare scientificamente la foto sul libretto e i “conti” sono tornati. Ho riferito ai Commissari tale fatto con relativi nomi e cognomi. E’ uno di quegli strani fatti che mi ha aperto la mente definitivamente e mi ha fatto comprendere che la signora CT non fosse in “contatto” col Signore, aver permesso di commettere tale reato è veramente sconcertante. Sono sicuro che le persone coinvolte fossero in buona fede ma “infatuate” e “circuite” da colei che era convinta di dover realizzare in tutti i modi il presunto “disegno del Signore”. Racconto un altro fatto sconcertante ma significativo della follia che ha colpito alcuni adepti vicinissimi alla signora CT. In un’era in cui non esisteva il “copia e incolla” e l’intelligenza artificiale, si pensò di invitare un giovane molto bravo nel dipingere a riprodurre immagini di timbri che servivano alla setta per inserirle su documenti importanti. Il giovane lo raccontò alla madre la quale corse dalla signora CT e le disse che suo figlio non avrebbe mai fatto una cosa del genere. La signora CT impaurita cercò di rassicurare la mamma che la cosa non si sarebbe mai realizzata.