Gestione clientelare della spesa pubblica, nei guai i sindaci di Orria e Perito - Le Cronache
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Vallo della Lucania

Gestione clientelare della spesa pubblica, nei guai i sindaci di Orria e Perito

di Pina Ferro

Gestione clientelare della spesa pubblica nei guai 11 amministratore di comuni di Perito e di Orria. Le misure restrittive eseguite, ieri mattina, dao carabinieri sono giunte a conclusione di una laboriosa attività investigativa avviata anche a seguito di alcune segnalazioni.
Nei guai oltre agli amministratori, sono finiti anche amministratori di note imprese cilentane.
Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Valolo della Lucania, Sergio Marotta, ha disposto il divieto di dimora per il primo cittadino di Orria, Mauro Inverso; l’interdizione dalle proprie funzioni per 6 mesi, invece, per il primo cittadino di Perito, Carlo Cirillo.
Sospesi dall’esercizio per sei mesi Antonio Di Fiore, responsabile dell’ufficio tecnico di Perito. Sospensione per sei mesi dall’esecizio della professione di architetto per 6 mesi di Gerardina Forlenza. Divieto di esercitare imprese per sei mesi per Luigi Galardo, Michele Ponzo, Pasquale Russo, Vittorio De Rosa.
Interdizione per sei mesi da funzioni e ruolo per Mario Inverso, Luca Di Fiore e Davide Maio.
I provvedimenti sono stati emessi al termine di una lunga attività di indagine svolta dai carabinieri e coordinata dalla Procura vallese, che ha consentito di appurare gravi e prolungate irregolarità che hanno avuto luogo nei due comuni nella gestione della spesa pubblica e che si sono concretizzate in una serie di reati che, per quanto concerne il comune di Perito, vanno dalla frode nelle pubbliche forniture (proprio le figure preposte a vigilare sulla corretta esecuzione di lavori pubblici commettevano frode nell’esecuzione di contratti d’appalto nonché nell’adempimento di obblighi contrattuali), al peculato (commesso appropriandosi di ingenti somme di denaro di cui i funzionari avevano disponibilità in ragione dell’ufficio ricoperto, con relative contabilizzazioni di lavori mai svolti), alla falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici (attestazioni di fatti non conformi al vero proprio in atti che sono destinati a provare la verità, il tutto proprio ad opera di chi sarebbe giuridicamente obbligato a impedire il reato stesso), all’abuso d’ufficio (ed ecco che figure investite di delicate responsabilità di gestione, proprio per commettere i reati già descritti, arbitrariamente, violano la disciplina prevista dal codice dei contratti assumendo determinazioni, a dir poco, “caserecce”); divieto di esercitare imprese o uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese e interdizione per 6 mesi delle attività inerenti a tali ruoli sono, nello specifico, i provvedimenti emessi complessivamente a carico di 7 soggetti.
Turbata libertà degli incanti e turbata libertà di scelta del contraente sono i reati contestati nell’ambito del comune di Orria, con affidamenti predeterminati di appalti a specifiche imprese, e “indicazioni” atte a condizionare le previste modalità di scelta del contraente da parte della pubblica amministrazione; in questo caso sono scattati, a carico di 4 soggetti, provvedimenti di divieto di dimora e divieto di esercitare imprese o uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese con interdizione per 6 mesi dalle attività inerenti a tali ruoli.
Questo, in sintesi, lo scenario relativo a quanto si è verificato, complessivamente, nei due comuni, ove è emersa una gestione familiaristico-clientelare della cosa pubblica da parte di pubblici amministratori e funzionari presso enti comunali, attuata senza considerare le più elementari norme giuridiche che governano la gestione degli appalti e l’assegnazione degli incarichi e dei servizi a imprese che hanno tratto profitto dal malsano sistema con vantaggi patrimoniali non dovuti e, soprattutto, non da poco.