Franco Di Biasi: "Maggioranza già in campagna elettorale" - Le Cronache Attualità

di Arturo Calabrese

Piccolo terremoto politico in quel di Agropoli. il primo cittadino Roberto Antonio Mutalipassi ha chiuso ogni rapporto con Franco Di Biasi, presidente del consiglio, e con Gennaro Russo, rei di essere dissidenti in maggioranza. Per il politico di lungo corso, inoltre, pare possa arrivare una mozione di sfiducia in consiglio: “Non ho paura – dice – anzi ben venga, così potrò dimostrare il buon lavoro fatto in questi anni. Non ci sono le valide motivazioni per sfiduciarmi perché ho sempre onorato il mio compito di presidente del consiglio ed è tutto agli atti. Non mi sono mai sottratto al mio impegno istituzionale”. Di Biasi guarda anche al futuro: “Amo moltissimo questa città e se dovesse servire, sarò pronto. Al momento non c’è ancora nulla, ma di certo non dobbiamo lavorare sul nome del candidato a sindaco ma su idee, progetti e obiettivi. Basta a personalismi che non sono utili alla città e ai cittadini”.

Presidente Di Biasi, nell’ultimo consiglio comunale il sindaco ha praticamente messo alla porta Lei e il consigliere Gennaro Russo…

“Ha messo fuori dalla maggioranza il gruppo Agropoli oltre Agropoli. Lo ha fatto con una brillante operazione politica, estromettendo dal gruppo il nostro capogruppo (il consigliere Ubaldo Serra che è rimasto in maggioranza, ndr) e poi dicendo al consiglio comunale che Agropoli oltre Agropoli non rientra più nella maggioranza che lo sostiene. Prima del consiglio, voglio precisare, non c’è stato un vero incontro con il sindaco dove si poteva provare a ristabilire una tranquilla situazione politica e amministrativa nella città di Agropoli. Anche noi siamo rimasti molto sorpresi dalle parole del sindaco, ne prendo atto e continuerò a fare il mio ruolo con estrema determinazione e con estrema equità tra le parti. Gennaro Russo farà lo stesso. Non dobbiamo dimenticare, poi, che Agropoli oltre Agropoli ha presentato due documenti protocollati da dicembre ad oggi, nei quali si chiedevano dei punti da rispettare. Tra essi, il turismo in città che purtroppo non è al meglio, il porto turistico, Trentova. Non volevamo incarichi particolari, ma semplicemente risposte per la città, risposte che oggi Agropoli e gli agropolesi vogliono”.

Nello specifico?

“Domanda che vuole una risposta lunga e articolata, ma parlerò delle priorità. Su Trentova, ad esempio, non possiamo tenere un gioiello così prezioso senza utilità. Anche l’aspetto turistico è importante: è sulla bocca di tutti, ma di concreto non c’è nulla. Del Siad, lo Strumento di Intervento per l’Apparato Distributivo, se ne parla dall’estate del 2022, dall’indomani dell’elezione di questa amministrazione, e ad oggi non abbiamo una risposta, nonostante incarichi e lavori siano stati affidati. Abbiamo chiesto semplicemente questo e, se vogliamo dirla tutta, se avessimo voluto qualcosa lo avremmo messo sul tavolo delle trattative e saremmo stati accontentati, anche poche ore prima del consiglio, ma così da parte nostra non è stato”.

Il gruppo era autonomo, ma ora c’è una netta chiusura da parte dell’amministrazione. Qual è il Suo pensiero al riguardo?

“Non ci dormo la notte (ride, ndr). Scherzi a parte, non riesco a trovare una motivazione valida che abbia spinto il sindaco a quelle parole così forti nei nostri confronti. Mi spiace, e qui non scherzo, che altre persone vicine al gruppo stiano subendo delle conseguenze. Abbiamo provato a calmare le acque, a distendere la situazione, ma non c’è stato nulla da fare. Il lavoro di qualche consigliere, infine, è stato apprezzato, come ad esempio quello di Santosuosso che ha fatto la differenza, mentre il mio no, ma io sono soddisfatto e non ho perso la dignità. Posso pensare, come motivazione, che la loro campagna elettorale sia già cominciata”.

Dietro al gruppo c’era un imprenditore che ha mosso qualche filo?

“Ce n’erano diversi e qualcuno lo si è visto nella campagna elettorale a favore di Federico Conte, ma legare un movimento politico a uno o più di loro lo rende scadente”.

Qual è la sua idea di città?

“Negli ultimi anni non ho visto la continuità amministrativa che Agropoli meritava. Un periodo non molto lontano ha visto la città crescere ed ogni suo angolo è stato oggetto di interventi. Nel decennio 2007/2017 abbiamo portato Agropoli a livelli importantissimi e venivamo invidiati. Oggi, le realtà a noi vicine come Castellabate e Capaccio Paestum corrono e corrono anche bene. Agropoli deve correre ancor di più per tenere il passo, altrimenti rimane indietro e forse è ciò che sta accadendo. Ultimamente è mancata la cura verso questa città: la gente chiede del marciapiede, del lampione, del cestino dei rifiuti pieno e non svuotato. Le opportunità ci sono e bisogna sfruttarle al meglio”.

Ha paura di una mozione di sfiducia?

“Assolutamente no, anzi spero venga presentata perché, se anche dovessi essere sfiduciato, poi in tribunale vincerei l’eventuale contenzioso. Non ci sono le valide motivazioni per sfiduciarmi perché ho sempre onorato il mio compito di presidente del consiglio ed è tutto agli atti. Ho avanzato proposte che non sono state prese in considerazione, ma non mi sono mai sottratto al mio impegno istituzionale”.

Da qui a un anno si vota: cosa farà Franco Di Biasi?

“È troppo presto, anche perché, come ho detto all’inizio, non mi aspettavo una presa di posizione tanto forte da parte del primo cittadino. Io amo Agropoli in maniera smisurata e quindi, se dovesse servire un mio impegno, io sarò pronto. Ad oggi, però, non servono nomi di candidati a sindaco, ma programmi, progetti e idee. Vedo la necessità di restituire dignità alla piazza, di rendere importanza al commercio cittadino, di investire su un turismo che sia anche religioso o naturalistico. Percepisco le difficoltà del turista che arriva in città e questo fa male, soprattutto dopo aver visto grandi sogni diventare realtà ed oggi vedere che non si riesce a intervenire sulle piccole cose”.