FISCIANO. Ci sono luoghi in cui la storia non è solo un ricordo, ma un respiro che continua a vibrare tra le pietre, nei vicoli, nelle sorgenti che scorrono da secoli. Penta, antica frazione di Fisciano, è uno di questi luoghi: nata attorno all’acqua, fonte di vita, e cresciuta grazie all’ingegno dei suoi artigiani, maestri del rame e del ferro, capaci di forgiare serrature e chiavi che non erano semplici strumenti, ma opere d’arte. Ed è proprio dall’acqua e dalle chiavi, simboli di vita e di apertura, che è nato il convegno “Ponti di Comunità – L’Università incontra il territorio”, tenutosi ieri sera nel centro storico di Penta e promosso dal Laboratorio scientifico internazionale CCiSuD del Dipartimento di Scienze Politiche e della Comunicazione dell’Università di Salerno, con la collaborazione della Fondazione Universitaria. Un’idea maturata grazie all’impegno di due pentani doc: la prof.ssa Giovanna Truda, responsabile scientifica del progetto, e Vincenzo Landi, consigliere del CdA della Fondazione Universitaria. Un progetto pensato per consentire all’Università di Salerno di uscire fuori dai confini istituzionali per tornare tra la gente, nelle strade dove è nata la sua storia. Rettore, docenti, istituzioni, associazioni e cittadini hanno dialogato nella cornice suggestiva del centro storico di Penta, tra vicoli che custodiscono memorie antiche e che oggi guardano al futuro con rinnovata fiducia. Non a caso, una delle storiche sedi dell’Università degli Studi di Salerno è nata proprio a Penta, nello spazio che in passato ha accolto un convento di suore. Il dibattito scientifico è stato accompagnato dalle testimonianze dei residenti, che hanno raccontato la storia del paese, le sue cinque porte, Porta Coeli, Porta Sant’Anna, Porta San Rocco, Porta Lauria, Porta di Basso Penta, e il ruolo centrale che Penta ha avuto nei secoli come snodo commerciale e centro di arti e mestieri. Una memoria resa visibile anche attraverso la mostra fotografica e documentaria allestita per l’occasione grazie al materiale custodito nell’archivio storico del professor Gaetano Negri. Il sindaco di Fisciano, Vincenzo Sessa, ha sottolineato il valore profondo dell’iniziativa: “Penta è una radice della nostra comunità, un patrimonio identitario che dobbiamo custodire e valorizzare. L’incontro con l’Università rappresenta un ponte tra memoria e futuro, tra ciò che siamo stati e ciò che vogliamo diventare”. L’avvocato Tommaso Amabile, già Presidente della Commissione Cultura della Regione Campania, ha ricordato come la cultura sia un motore di sviluppo e coesione: “Quando un territorio dialoga con la sua Università, si genera un’energia nuova. La cultura non è un ornamento, ma una forza che unisce, che crea opportunità, che dà senso alla comunità”. Il Magnifico Rettore Virgilio D’Antonio ha offerto un intervento intenso, umano, profondo, partendo dalla sua giornata frenetica per arrivare al valore del tempo e della memoria. “Oggi è stata una giornata piena di impegni: ho incontrato il console americano, abbiamo lavorato sulle nuove offerte formative e sugli spazi degli studenti. Vi anticipo che il 7 ottobre avremo Vasco Rossi in Ateneo: un evento straordinario. Stiamo lavorando molto anche sul Ruggi, che è un’estensione naturale dell’Università, e su diversi progetti con i territori. In giornate così frenetiche si rischia di chiudersi, di diventare autoreferenziali. E invece il tempo è fondamentale: il tempo dell’ascolto, della riflessione, della memoria. Gli interventi di oggi mi hanno riportato a un sapore antico, a ricordi della mia infanzia, a quella piazza dove c’era la scritta “prova voto Repubblica, poi vado al mare”. Viviamo in un’epoca in cui tutto è presente, tutto è veloce, e dimentichiamo ciò che è accaduto anche pochi giorni fa. Ma il dialogo, la costruzione, la profondità sono essenziali. Sto imparando a fare il Rettore: non è un ruolo che si impara in un giorno. Ho dedicato quest’anno a conoscere l’Università e il territorio che la ospita. E più lo conosco, più mi rendo conto delle eccellenze straordinarie che abbiamo. Questo incontro a Penta è un tassello prezioso di questo cammino.” La serata si è conclusa con un momento di festa in piazza, tra tammorre, racconti e convivialità. Ma prima, un gesto simbolico ha toccato il cuore di tutti: il Rettore è stato invitato dal presidente del Circolo Sociale di Penta, Raffaele Colonnese, a scoprire una targa commemorativa dedicata al dott. Virgilio D’Antonio, suo nonno, primo presidente del Circolo nel 1953. Un cerchio che si chiude, una storia che ritorna, un ponte che unisce generazioni. A Penta, l’acqua continua a scorrere. E le chiavi continuano ad aprire porte: quelle della memoria, della comunità, del futuro.
Mario Rinaldi







