Scafati/Sarno/Nocera Inferiore. Falsi titoli dietro compenso per docente e personale Ata: venticinque anni di pena concordata per 18 imputati (che risarciranno al Miur anche il danno causato) e 20 rinvii a giudizio nell’ambito di una inchiesta partita da Vallo della Lucania con 507 indagati e poi arrivata nei tribunali di competenza nel corso dei mesi. A Nocera Inferiore giorni fa si è conclusa la tranche con 40 imputati di cui 18 hanno chiuso le rispettive posizioni con patteggiamenti che vanno da uno a due anni. Altri 20 imputati finiscono a processo con l’accusa di avere conseguito (falsi) diplomi per docenti e operatori scolastici. Si tratta di persone, tra i 40 e i 55 anni, residenti nei comuni di Scafati, Sarno e Nocera Inferiore. Per loro dibattimento ordinario . Processo che era stato spacchettato per il gran numero di imputati tanto che l’udienza preliminare era stata celebrata presso l’aula bunker a Salerno. Le indagini, portate a termine dai carabinieri erano partite dopo una segnalazione dell’ufficio scolastico regionale che aveva notato, per l’assunzione in ruolo nel 2018, la presentazione da parte di numerosi docenti di titoli di studio datati ma mai presentati in nessuna procedura concorsuale precedente. È così che gli inquirenti decisero di indagare, scoprendo oltre 500 i diplomi falsi. Collaboratori esterni e intermediari – stando alle accuse – avrebbero definito e promesso il pagamento anche di 4mila euro per il rilascio di un falso diploma. Quel titolo sarebbe servito per insegnare oppure lavorare all’interno delle scuole come personale Ata. I “frutti” dei diplomifici nelle scuole della Campania, oltre a diventare sentenze, sono sfociati in ulteriori processi: in altre regioni diventano condanne nei Tribunali con l’allontanamento dalla scuola di chi ha beneficiato in maniera fraudolenta di curricula gonfiati quando non del tutto falsi. L’ultimo caso riguarda due assistenti amministrativi , in servizio in scuole toscane, che sono stati licenziati una volta che il ministero dell’Istruzione ha accertato la falsità delle prestazioni lavorative svolte in due scuole paritarie di Nocera Inferiore dal 2011 al 2017. Un percorso lavorativo, secondo l’accusa solo sulla carta, che ha permesso nel tempo ai due dipendenti di entrare nelle graduatorie Ata e ottenere il posto fisso nel pubblico impiego. All’origine erano una settantina i coinvolti che hanno residenza nell’Agro nocerino (le posizioni di una decina sono state archiviate altre invece affronteranno il processo a Salerno), altri invece risiedono nelle province della Campania e nel Nord Italia ma avrebbero conseguito i diplomi nelle scuole del Cilento e dell’Agro nocerino e sono a giudizio sempre a Nocera Inferiore..








