'Esiste la vergogna?', Tosca chiama Botteri, Travaglio e De Gregorio nel videoclip del suo brano più politico. E la Soncini la stronca sui social - Le Cronache
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‘Esiste la vergogna?’, Tosca chiama Botteri, Travaglio e De Gregorio nel videoclip del suo brano più politico. E la Soncini la stronca sui social

‘Esiste la vergogna?’, Tosca chiama Botteri, Travaglio e De Gregorio nel videoclip del suo brano più politico. E la Soncini la stronca sui social

(Adnkronos) – Un brano di denuncia che intreccia cantautorato, rap slow e raggamuffin, una domanda scomoda rivolta all’Occidente e un videoclip corale con Giovanna Botteri, Marco Travaglio, Concita De Gregorio, Peter Gomez e altri volti dell’informazione. Tosca torna con ‘Esiste la vergogna?’, forse il singolo più politico della sua carriera. Una canzone che guarda alle guerre, all’indifferenza e alle responsabilità dell’Occidente senza nascondersi dietro metafore, ma scegliendo la forza di parole dirette e immagini difficili da ignorare. 

Il brano, disponibile da oggi sulle piattaforme digitali, si muove attorno alla domanda apparentemente semplice del titolo (“Ma esiste la vergogna?”) ed è accompagnato da un videoclip che schiera accanto all’artista alcuni dei volti più noti del giornalismo italiano. 

Nel testo, scritto insieme a Giovanni Truppi, Gegè Telesforo e Michele Santoleri, si intrecciano riferimenti ai conflitti che attraversano il presente. Si parla di figli uccisi, di governi occidentali, di Palestina, Ucraina, Nato ed Europa, mentre il ritornello si trasforma in una riflessione sul significato di parole come libertà e giustizia. Fino all’elenco martellante dell’outro, dove “soldi”, “armi”, “genocidio”, “petrolio”, “paura”, “morte” e “fame” vengono evocati uno dopo l’altro prima della domanda finale: “Ma esiste la vergogna?”. 

“Esistono i soldi, le armi, il genocidio, il petrolio, la paura, la morte, la fame. Ma esiste la vergogna?” si chiede Tosca, che accompagna l’uscita del brano con una riflessione personale destinata ad allargarsi al piano collettivo. “Io mi vergogno! Degli uomini che ordinano ad altri uomini di uccidere, dei figli ammazzati in nome di una bandiera. Per me la vergogna è quell’inciampo interiore che mi impedisce di girarmi dall’altra parte. Ma per i nostri governi occidentali, che potrebbero fare e invece hanno scelto l’indifferenza, esiste la vergogna?”. 

Musicalmente il brano rappresenta un territorio inedito per l’artista. La scrittura cantautorale incontra il rap slow e richiami raggamuffin grazie alla presenza di Mama Marjas, mentre il Coro di Voci Bianche del Teatro dell’Opera di Roma amplifica il carattere collettivo della canzone. Alla produzione artistica c’è Joe Barbieri. 

Ma a colpire è anche il videoclip diretto da Stefano Ricco e girato al Teatro Eduardo De Filippo di Officina Pasolini. Accanto a Tosca compaiono Mama Marjas, Gegè Telesforo, Giovanni Truppi e Michele Santoleri, ma soprattutto una vera e propria parata di firme e volti dell’informazione italiana: Giovanna Botteri, Concita De Gregorio, Tiziana Ferrario, Peter Gomez, Valentina Petrini, Luca Sommi e Marco Travaglio, insieme ad altri ospiti. 

Una scelta tutt’altro che casuale. “Anche nel video ho voluto condividere questo percorso con gli artisti e, in più, avere accanto a me alcuni giornalisti, perché cercavo la verità”, spiega Tosca. “Il loro mestiere comporta una responsabilità precisa: raccontare i fatti e metterci la faccia”. 

Proprio il videoclip e il suo “cast” hanno però innescato una delle prime reazioni social all’uscita del brano. La giornalista e scrittrice Guia Soncini ha infatti pubblicato una porzione del video accompagnandola con un commento fortemente ironico. “Ci sarebbe anche da fare tutt’un discorso sull’uso del lemma ‘vergogna’ da parte di gente che si percepisce Rosa Parks e risulta il Gabibbo”, scrive Soncini, aggiungendo che “rispondere alla domanda del video che di sicuro non esiste il senso del ridicolo mi parrebbe ridondante”. 

La stoccata più caustica riguarda però proprio la presenza dei numerosi ospiti nel videoclip. “Se pubblicano un backstage delle telefonate, chi ha detto certo vengo subito, chi ha cercato una scusa ma non l’ha trovata, chi si è finto morto, ecco, quello pagherei un abbonamento per vederlo”, commenta la giornalista, concludendo il post con un’ulteriore frecciata: “No, non è intelligenza artificiale, lo preciso perché me l’hanno chiesto tutti gli amici cui l’ho mandato: è davvero la nuova canzone di Tosca”. 

 

 

Al di là delle inevitabili polemiche, l’artista rivendica il legame con l’esperienza dei Cantacronache, il movimento nato nel dopoguerra per trasformare la canzone in uno strumento di lettura della realtà sociale e politica. “Per me ‘Esiste la vergogna?’ è un moderno cantacronache”, afferma, richiamando una tradizione che ha visto tra i suoi protagonisti figure come Umberto Eco, Italo Calvino e Giovanna Marini. 

Il risultato è una canzone che non cerca risposte semplici e non indica un solo colpevole, ma prova a scuotere le coscienze in un tempo attraversato da conflitti, polarizzazione e fake news. Un “pugno nello stomaco”, come lo definisce Gegè Telesforo, che sceglie la forma della musica per riportare al centro una domanda tanto antica quanto attuale: esiste ancora la vergogna? 

Il singolo che esce oggi è tratto da ‘Feminae’, il più recente progetto discografico di Tosca, uscito nell’aprile scorso e destinato ora a proseguire anche dal vivo con ‘Feminae a Teatro’, il nuovo tour che dal 30 novembre porterà l’artista in Italia e in Europa. Più di una serie di concerti, si tratta di uno spettacolo pensato come un’esperienza immersiva in cui musica, parola e teatro si intrecciano per esplorare le molteplici declinazioni del femminile, tra memoria, identità, libertà e trasformazione. Sul palco, insieme a Tosca, ci saranno Giovanna Famulari, Massimo De Lorenzi, Luca Scorziello, Dario De Angelis e Giulia Cusumano, con la regia teatrale di Massimo Venturiello. Il tour debutterà il 30 novembre al Teatro Piccolo Strehler di Milano e toccherà, tra le altre, Firenze, Roma, Napoli, Parigi, Torino, Bologna, Lisbona, Bari e Padova. Il calendario è in continuo aggiornamento con nuove date in arrivo. 

 

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