Antonio Manzo
Il commissario prefettizio di Eboli, Gaetano Tufariello, arriva prima della Direzione Distrettuale antimafia di Salerno. Ma la notizia viene accolta a Eboli, la Gaza dell’illegalità, come un atto di ordinaria amministrazione sia pure ricoperto dalle macerie del persistente bombardamento che aveva, da quarant’anni, raso al suolo le Leggi. Il fatto eclatante, sia pure come un atto compiuto da una straordinaria amministrazione, ferma ufficialmente il progetto per la realizzazione di un impianto crematorio all’interno del cimitero comunale di Eboli sul quale aveva messo gli occhi il clan di camorra di Paolo Esposito. Il commissario straordinario Gaetano Tufariello, ha disposto la revoca della dichiarazione di pubblico interesse che, nel marzo 2025, aveva dato il via libera all’iniziativa in finanza di progetto (project financing) per la costruzione di un forno crematorio nel cimitero di Eboli . L’intuito dell’affare del clan Esposito è nelle carte d’inchiesta svolta dall’allora capo della Squadra Mobile di Salerno, Marcello Castello di ben quattro anni fa 2022. Uno dei punti del rapporto inviato ai magistrati inquirenti, il punto 19 per la precisione, elenca le persone che sarebbero i protagonisti della proposta dell’impianto di cremazione. Il poliziotto consegna i nomi di due indagati nel processo al clan, un geometra e il titolare di una società collegata al comune. È negli atti dell’indagine che ora ritorna d’attualità non solo per la nuova richiesta della Procura di Salerno per 10 ordini ordine di custodia cautelare per 10 componenti del clan, già rigettati dal gip, ma per il contemporaneo e involontario annullamento della delibera della giunta comunale presieduta dal sindaco Mario Conte del 18 marzo 2025 poi sfiduciato fatto decadere in consiglio comunale. La decisione pone fine all’iter amministrativo avviato per valutare la costruzione e la gestione della struttura, un intervento che prevedeva un investimento complessivo di 2 milioni e 505 mila euro. La proposta iniziale era stata presentata il 19 novembre 2024 dalla società DAC Company srls (amministratrice Danila Di Lucia imprenditrice del settore turistico e della ristorazione) in qualità di capogruppo affiancata dalle Officine Meccaniche Ciroldi, colosso nazionale della costruzione di forni crematori con sede a Ravenna e l’impresa Italgeco molto nota nel settore delle costruzioni romane. La Dac Company sia pure con capitale di 100 euro era riuscita a comporre un puzzle imprenditoriale di rispettabile entità , insieme allo studio di ingegneria ISAAC dell’ingegnere Alfonso Carrella di Salerno. L’iniziativa prevedeva la realizzazione di un impianto crematorio nell’area cimiteriale, all’interno di una struttura disposta su due livelli alle spalle della chiesa del cimitero. Il piano includeva due linee di cremazione, una sala del commiato, uno spazio per la restituzione delle urne, uffici amministrativi, celle frigorifere, servizi igienici e locali tecnici. Secondo la scheda tecnica, l’impianto avrebbe potuto gestire tra le 3.000 e le 4.000 cremazioni all’anno. Il progetto contemplava anche un sistema di filtraggio delle emissioni e opere di ampliamento per l’area cimiteriale. Nel marzo 2025, con la deliberazione di Giunta comunale numero 61, l’amministrazione aveva espresso un indirizzo favorevole all’avvio della procedura, dichiarando la fattibilità della proposta e il relativo pubblico interesse nonostante una negativa valutazione procedurale dell’ingegnere Giovanni Cannoniero che all’epoca, chiese lumi alla Provincia senza ottenere risposta in ordine alla Valutazione Impatto Ambientale. Le criticità emerse durante l’istruttoria tecnica sollevate dall’ingegnere Cannoniero hanno determinato il commissario prefettizio Tufariello ad assumere l’atto a tutela degli interessi del comune di Eboli anche sulla base della riscoperta delle valutazioni negative procedurali già espresse (4 dicembre 2025). Nel provvedimento approvato l’8 ottobre, il commissario straordinario Tufariello ha stabilito che le nuove priorità dell’ente locale, unitamente ai limiti progettuali riscontrati, abbiano fatto venire meno l’attualità dell’interesse pubblico per la costruzione del crematorio. L’atto chiarisce infine che non sussistono obblighi di indennizzo a favore dei soggetti proponenti, né tantomeno il rimborso delle spese di progettazione sostenute: la procedura concorsuale non è stata infatti mai celebrata e la prima dichiarazione di pubblico interesse non aveva conferito posizioni giuridiche consolidate o vantaggi definitivi. . Il project financing dell’impianto di cremazione che non sarà più realizzato fa il paio con quello dell’area ex Pezzullo anhce annullato all’impresa “Eboli2010” sulla quale si erano posati anche gli occhi del clan Esposito, come risulta dagli atti dell’inchiesta dell’Antimafia della Procura di Salerno, guidata dal procuratore capo Raffaele Cantone. Entrambi i casi urbanistici sono stati rilevati e annullati con atti del commissario prefettizio Tufariello. L’atto sul progetto per il cimitero di Eboli, secondo i protagonisti del clima pre-elettorale, avrebbe impedito il che il futuro assessorato al cimitero con il progetto milionario, avrebbe potuto sollevare contrapposizioni politiche tanto da determinare una nuova gestione commissariale. Nella Gaza dell’illegalità c’è la scaramanzia politica.







