De Biase: De Luca? Minestra riscaldata - Le Cronache Cronaca
Cronaca Salerno

De Biase: De Luca? Minestra riscaldata

De Biase: De Luca?  Minestra riscaldata

di Mario Rinaldi

 

 

I principali interessi, in questo momento, sono l’amore per la terra e godersi la pensione. Tuttavia, se l’ex sindaco di Salerno, Mario De Biase, viene contattato per dire la sua sull’attuale situazione politica, non è certo il tipo da tirarsi indietro. E a certe domande risponde in modo schietto e diretto, senza peli sulla lingua. Anche se qualche sua affermazione potesse mostrarsi scomoda tale da farsi qualche nemico. E lui, che ha frequentato e conosce bene Palazzo di Città, in quanto primo cittadino dal 2001 al 2006, di nemici ne avrà avuti tanti. Ex delfino di Vincenzo De Luca, nei confronti del quale oggi mostra una certa avversità. Di natura politica, ma comunque una avversità, per restare in una forma di termini accettabili e rispettabili. Ma vediamo come la pensa l’ex sindaco sulle elezioni del prossimo maggio a Salerno.

De Luca torna in campo per il quinto mandato. Le sue impressioni.

“La solita minestra riscaldata, che sa di stantio. Cosa vuole che le dica? Non ho altro da aggiungere al riguardo in merito a questa domanda”.

Come ha giudicato le dimissioni di Napoli?

“Squallide e gravi, per un semplice motivo. Innanzitutto era un piano ben congeniato sin dal principio e poi Napoli è uno dei pochi, se non l’unico che non si ripresenterà come candidato.  Qualcuno può venirci a spiegare spiega perché gran parte degli attuali consiglieri e assessori sono tutti candidati, se non per qualche eccezioni di new entry come Savastano? Mi sono scocciato di sentir dire che il sindaco dimissionario è una persona per bene, è un bravo uomo ecc. Per carità, nulla contro la persona, ma in politica sono altri i giudizi che bisogna attribuire all’operato di un amministratore pubblico. Con queste dimissioni si è mortificato un istituto democratico, che fino a prova contraria avremo in questo Paese ancora per poco, fino a quando il numero di votanti scenderà al 30/40%, per cui non si potrà nemmeno parlare più di democrazia”.

Di cosa ha bisogno questa città oggi?

“Ha bisogno di entusiasmo, di passione di voglia di futuro, di dialettica culturale e politica. In poche parole ha bisogno di rompere gli schemi. Soprattutto bisognerebbe ridare onore e dignità ai dipendenti comunali, perché negli anni si è assistito ad una mortificazione della macchina amministrativa. Bisogna pensare di investire in innovazione, con l’utilizzo cosciente dell’intelligenza artificiale. Ad esempio, Salerno è diventata una città tra le più attrattive a livello turistico. Però, si tratta di un turismo gestito per la maggior parte dai privati, che per un certo aspetto potrebbe andare anche bene. Ma è pur sempre importante che possa esserci una guida politica che detta le modalità di gestione del turismo e di ogni settore che porti benessere e progresso sociale ed economico. E poi una cosa lasciatemela dire. In questa città  i cittadini hanno sviluppato un terrore a muoversi, hanno paura di mettersi in macchina. Una soluzione potrebbe essere quella di impedire di far arrivare le macchine a Salerno. Come? Ad esempio concedendo gli spostamenti in metropolitana in forma gratuita per tutti i residenti”.

Il campo largo è alla ricerca di un candidato sindaco. Armando Zambrano o Alberto Di Lorenzo, chi potrebbe essere la figura più indicata?

“Nessuno dei due. Secondo il mio modesto parere sono estremamente contrario a buttare nella mischia della battaglia elettorale coloro che vengono configurati come tecnici. Zambrano e Di Lorenzo potrebbero assumere il ruolo di consulenti tecnici per l’ente, ma non stare alla guida del governo cittadino. Tra l’altro Di Lorenzo si è “appropriato” di lavori non suoi, ma realizzati da un team composto da Lorenzo Criscuolo, Matteo Basile, Mimmo Barletta, Elvira Cantarella e altri. Di Lorenzo era solo il geometra delle manutenzioni. Inoltre, credo che l’impegno di queste persone deve essere solo ed esclusivamente mirato nelle professioni di loro competenza”.

E quindi? Chi schierare?

“Innanzitutto c’è bisogno di mantenere i simboli dei partiti per dare chiarezza alla battaglia culturale e politica. L’unica figura che attualmente potrebbe far bene al cosiddetto campo largo è quella di Franco Mari. E’ molto intrigante anche la proposta di Celano di abbandonare tutti i simboli e schierare gli uomini, andando oltre le bandiere e i partiti. In questa idea di Celano un possibile candidato sindaco potrebbe essere Guido Milanese, persona per bene, non faziosa, competente, in grado di avere una identità politica e di non rifugiarsi dietro paravento del tecnico. Tuttavia, sono soltanto ipotesi utopiche. Altra idea sarebbe quella di candidare una figura come Franco Picarone, uomo del PD che metterebbe un po’ tutti d’accordo: ma per farlo dovrebbero legare o sequestrare De Luca: quindi altra utopia. Ad ogni modo il campo largo dovrebbe avere il coraggio di presentarsi con tutti i simboli dei partiti, sia di destra che di sinistra, per mantenere ciascuno la propria identità e uniti da un obiettivo comune: rinnovare la politica a Salerno”.

In questi anni la maggioranza di governo Cittadino non ha mai avuto una vera opposizione. Le sue impressioni.

“E’ praticamente da sempre che non c’è una opposizione a Salerno. Sono anni che vedo solo una palude. L’unico interesse di questa pletora di consiglieri e assessori sono stati e sono tuttora i lauti gettoni di presenza. C’era addirittura chi partecipava a 3-4 commissioni al giorno. Qualcuno si è addirittura inventato la creazione di una ditta propria per figurare come dipendente ed ottenere anche il rimborso per questo aspetto. Siamo al limite della corruzione. L’ente in questi anni è stato eterodiretto da due tre persone che hanno anche delegittimato il ruolo del sindaco Enzo Napoli”.

I beni comunali, secondo molti, sono stati dati in affidamento ad associazioni solo perché legati da rapporti di amicizia con l’allora Sindaco. Qual è la sua opinione in merito?

“Questo è un tema serio. Secondo me, in questo settore c’è bisogno di un intervento dei privati con obblighi e contropartite chiare, presentate alla luce del sole, attraverso dei controlli. Faccio un esempio: se un privato gestisce un chiosco in una villa comunale cosa offre in cambio all’amministrazione? Dovrebbe offrire la gestione, la cura del verde, la manutenzione e via discorrendo. Il tutto eseguito con logiche chiare. Questa potrebbe essere una via da percorrere”.

Un’ultima battuta: il pronostico su queste elezioni.

“De Luca allo stato attuale è già sindaco di Salerno. Però in politica tutto è possibile, magari con la speranza di chi vorrebbe far valere quel senso di entusiasmo, di passione e di voglia di futuro di cui ho parlato prima”. Una chiusura in stile De Biase, condita da una speranza per il bene dei cittadini di Salerno.