SALERNO – Un altro magni- fico trionfo per l’Italia agli Europei di Birmingham. Da- riya Derkach (foto FIDAL/Grana) festeggia l’Oro nel triplo con il record perso- nale di 14,60 (+1.9) al termine di una gara condotta dall’ini- zio alla fine. A 33 anni, dopo le tre operazioni della scorsa stagione ai tendini d’Achille, l’azzurra vive una serata in- dimenticabile. Nel 2023 aveva conquistato l’argento agli Europei indoor di Istan- bul, adesso è sul gradino più alto con una serie fantastica: 14,53 di poco ventoso (+2.1) in avvio, poi 14,48 (+1.3) e un nullo oltre i quindici metri, fino all’exploit al quarto salto in cui la portacolori dell’Ae- ronautica allenata da Ales- sandro Nocera migliora il suo primato di otto centime- tri per battere la belga Sa- liyya Guisse (14,46/+2.4) e la bulgara Aleksandra Nacheva (14,40/+3.4). È il primo Oro azzurro della storia agli Eu- ropei all’aperto nel triplo femminile dopo l’Argento nel 2010 di Simona La Mantia che nel 2011 vinse l’oro con- tinentale indoor. Dodice- sima Erika Saraceni con 13,48 (+2.2). L’Italia è a quota 6 medaglie dopo quattro giornate: 3 ori, 2 argenti, 1 Bronzo. nUn imprevisto prima dell’inizio della finale del triplo, posticipata di una ventina di minuti per il ri- tardo di uno dei bus che tra- sporta gli atleti allo stadio, ma l’inconveniente non ri- guarda le due azzurre che si
riscaldano regolarmente. Subito un gran salto per Da- riya Derkach che entra in pe- dana con una grinta da leonessa e vola a 14,53 con vento appena oltre il limite (+2.1): la misura più lunga della carriera, un centimetro sopra il suo primato, anche se non omologabile come record personale. Alle sue spalle la romena Elena An- dreea Talos con 14,23 (+1.5) e la tedesca Kira Wittmann con 14,21 (+1.4) mentre Erika Saraceni al primo tentativo non fa meglio di 13,43 (+2.2) sbagliando lo step. È in forma strepitosa Dariya Derkach: 14,48 regolare al secondo tentativo (+1.3), nettamente
nullo di 15 cm invece per la ventenne Saraceni che at- terra intorno ai 14 metri e mezzo, intanto la bulgara Aleksandra Nacheva si inse- risce in seconda piazza con 14,40 (+3.4). Derkach impres- siona con un terzo salto cla- moroso, in cui decolla ben oltre i 15 metri con +2.9 di vento, ma è nullo di nove centimetri. Niente da fare per la campionessa europea U20 Saraceni, non può es- sere sufficiente il suo 13,48 (+2.2) e finisce dodicesima con rammarico dopo il 14,50 della qualificazione, in una gara con vento variabile e in una stagione con pochi alle- namenti all’attivo a causa dei
problemi fisici dei mesi scorsi. Per il podio si candi- dano con la stessa misura le belghe Ilona Masson (14,37/+1.2) e Saliyya Guisse (14,37/+2.5). Quarto turno: Guisse balza a 14,46 (+2.4) per l’Argento virtuale. È il momento di allungare e Derkach piazza la stoccata con 14,60 (+1.9), record per- sonale migliorato di otto centimetri dopo tre anni di- ventando anche leader eu- ropea stagionale. Poi l’azzurra fa 14.29 (+1.1) al quinto, a vittoria già sicura avvicina i 15 metri ma è nullo e finalmente può gioire con la bandiera tricolore. L’Oro di chi non si è mai arresa dopo
l’infortuno dell’anno scorso a febbraio al meeting indoor di Liévin: due operazioni al ten- dine d’Achille sinistro, a metà giugno e poi a fine luglio per un’infezione, prima di un altro intervento a metà no- vembre al destro. Nata in Ucraina nel 1993, è appro- data in Italia a nove anni con la famiglia a Pagani, in pro- vincia di Salerno (dove si al- lenava allo stadio “Vestuti”), e poi si è stabilita a Formia. Nel curriculum anche due fi- nali globali, ai Mondiali di Budapest 2023 e alle Olim- piadi di Parigi 2024, chiuse all’ottavo posto. “Quando ci si opera tre volte, non ci si aspetta niente – racconta la neocampionessa europea Dariya Derkach – e si cerca di viverla giorno per giorno, sperando di venirne fuori. Contenta di avercela fatta e di essere riuscita dopo tanto tempo ad allenarmi senza dolori, perchè i tendini da tre o quattro anni mi davano un gran fastidio. A volte sono uscita dal campo di allena- mento piangendo per la feli- cità di potermi allenare finalmente bene e in questa stagione si era visto qualcosa di positivo già dalle prime gare. Questa forza l’ho tro- vata dentro di me, dalla vo- glia di fare, da quella fiamma che arde dentro e che è ri- masta accesa. Ci ho provato fino all’ultimo salto, sentivo di avere ancora qualcosa, mi era piaciuto il terzo che era molto scorrevole e ho cer- cato di replicarlo. Non so ne- anche da quanti anni aspettavo questo momento, lo sognavo di notte”.








