Che fine faranno i lavori I lavori di riqualificazione dell’ex cava D’Agostino a Salerno? L’interrogativo è d’obbligo dopo la decisione del Consiglio di Stato che ha accolto l’appello del Ministero dell’Interno, rigettando quello incidentale proposto da una società del settore calcestruzzo riconducibile al gruppo Marinelli — attivo anche nell’immobiliare e nell’edilizia — e confermando così l’interdittiva antimafia emessa dalla Prefettura di Avellino. La ditta Marinelli è la capofila dell’Ati che ha vinto l’appalto di Oltre 28 milioni di euro. La decisione ribalta la precedente sentenza del TAR, che aveva annullato il provvedimento prefettizio. I giudici di Palazzo Spada hanno invece ritenuto fondate le valutazioni della Prefettura, la quale aveva accertato la persistenza di elementi tali da rendere concreto e non occasionale il pericolo di infiltrazione mafiosa nell’impresa. I rilievi documentati dalla Prefettura di Avellino, raccolti nell’ampio dossier restituito dal lavoro investigativo delle Forze dell’Ordine, sono inseriti in diversi passaggi della sentenza del Consiglio di Stato. Tanto più in considerazione del fatto che lo stesso gruppo imprenditoriale avellinese é stato sottoposto recentemente a Interdittiva Antimafia anche dalla Prefettura di Firenze per la proprietà e la gestione di Hotel a quattro stelle, nel centro del capoluogo toscano. Misura che la quarta sezione del Tar della Toscana ha accolto, , che ha respingendo i due ricorsi presentati dalla società appartenente alla holding che si occupa di calcestruzzi. Per i giudici del consiglio di Stato ” la prognosi di permeabilità criminale dell’impresa (la Societá irpina per la quale è scattata l’Interdittiva) risulta fondata su elementi indiziari assistiti da plurimi riscontri, che depongono, in maniera univoca e concludente, nel senso di una consolidata e ramificata interazione della Società e del relativo gruppo imprenditoriale con la criminalità organizzata”. La sentenza sottolinea come i rapporti con i clan” non siano stati episodici né limitati alla fase iniziale dell’attività, ma abbiano accompagnato nel tempo la gestione dell’impresa, in particolare nel settore degli appalti pubblici” . Vengono inoltre richiamati precedenti penali dei soci e legami familiari con esponenti di rilievo della camorra, oltre a contatti documentati con soggetti vicini ai clan per il recupero crediti e per operazioni legate ad attività economiche e amministrative.Consiglio di Stato evidenzia anche intrecci con altre indagini su infiltrazioni mafiose, inclusi episodi di corruzione e turbative d’asta, nonché collegamenti con imprese già colpite da analoghi provvedimenti interdittivi. I giudici amministrativi hanno respinto le argomentazioni della difesa e hanno concluso che esistono elementi sufficienti per affermare “un rischio concreto e non occasionale di condizionamento mafioso, escludendo quindi la possibilità di applicare misure meno afflittive come la prevenzione collaborativa.” Non dovrebbero subire problemi i lavori di Porta Ovest mentre sarebbe inutilizzabile l’uso della cava di Cernicchiara.I lavori di riqualificazione dell’ex cava D’Agostino a Salerno, trasformata in un grande parco naturalistico, sono in corso con un finanziamento di oltre 28 milioni di euro tra fondi PNRR e regionali. Il cantiere, che include impianti sportivi, aree verdi e un laghetto, ha subito proroghe, con conclusione definitiva prevista tra la primavera e l’estate del 2026. Ora cosa succederà? Il commissario Panico è già intervenuto?





