Una promozione conquistata sul campo, il sogno di disputare un campionato nazionale e, alla fine, la decisione più dolorosa: rinunciare alla Serie A2. È l’amaro epilogo della vicenda che vede protagonista il Circolo Nautico Salerno, costretto a fermare il percorso della prima squadra di pallanuoto a causa dell’assenza di un impianto sportivo di riferimento e dei costi insostenibili delle strutture alternative. Una scelta che lascia spazio alla delusione e riaccende inevitabilmente il dibattito sulle condizioni degli impianti sportivi cittadini, sulla capacità delle istituzioni di sostenere le società e sulle difficoltà che incontrano le realtà impegnate nella promozione dello sport. A pesare, soprattutto, la chiusura della piscina Simone Vitale, che ha privato il Circolo Nautico di un punto di riferimento essenziale per gli allenamenti e le gare casalinghe. Una situazione che, nonostante mesi di interlocuzioni con l’amministrazione comunale e tentativi di individuare soluzioni alternative, non ha trovato una risposta concreta nei tempi necessari per programmare la nuova stagione. «Un sogno non vive di promesse. Ha bisogno di soluzioni». È questo il messaggio scelto dalla società per annunciare una decisione che nessuno avrebbe voluto assumere e che arriva dopo mesi di sacrifici e difficoltà organizzative. Già nella scorsa stagione, infatti, il Circolo Nautico aveva dovuto fare i conti con l’indisponibilità della piscina Simone Vitale, organizzando allenamenti in strutture alternative e disputando le partite casalinghe lontano da Salerno. Nonostante gli ostacoli, la squadra era riuscita a conquistare la promozione in Serie A2, regalando alla città un risultato sportivo importante e alimentando la speranza di poter affrontare il nuovo campionato in condizioni migliori. La realtà, però, si è rivelata diversa. Senza un impianto proprio o una struttura stabilmente disponibile, la società si è trovata nell’impossibilità di programmare gli allenamenti, organizzare le gare e garantire la continuità necessaria per affrontare una competizione nazionale. Una possibile soluzione era stata individuata nella piscina Arbostella, grazie alla disponibilità dei gestori a mettere a disposizione alcuni spazi acqua, pur dovendo conciliare le esigenze della squadra con le attività già presenti nella struttura. L’ostacolo principale è stato quello economico. Le tariffe ordinarie stabilite dall’amministrazione comunale, alle quali la società di gestione è vincolata, avrebbero comportato costi insostenibili nell’arco dell’intera stagione. Da qui la richiesta di un intervento istituzionale che consentisse di rendere praticabile l’utilizzo dell’impianto. Secondo quanto riferito dal Circolo Nautico, già dallo scorso giugno erano state avviate interlocuzioni con il Comune di Salerno per rappresentare le difficoltà e individuare una soluzione. Non sarebbero mancati ascolto e disponibilità al confronto, ma alle interlocuzioni non avrebbe fatto seguito, nei tempi necessari, una proposta concreta e formalizzata capace di garantire alla società le condizioni economiche e organizzative indispensabili. Una situazione che ha progressivamente ridotto i margini di manovra, fino alla decisione definitiva di rinunciare al campionato. A pesare anche quella che la società definisce una mancanza di sostegno da parte del contesto sportivo e cittadino, che avrebbe lasciato il Circolo Nautico sostanzialmente solo nella ricerca di una soluzione. La rinuncia, spiegano i vertici dell’associazione, non rappresenta soltanto una conseguenza delle difficoltà logistiche, ma anche una scelta di responsabilità. Affrontare una stagione senza adeguate garanzie avrebbe significato assumere impegni economici potenzialmente incompatibili con le risorse disponibili, mettendo a rischio la stabilità finanziaria della società e la continuità delle attività giovanili. Il Circolo Nautico sottolinea di aver sempre rispettato gli impegni assunti nei confronti di atleti, tecnici, collaboratori, fornitori ed enti, senza lasciare pendenze economiche. Una correttezza gestionale che la società intende preservare anche a costo di rinunciare al prestigioso traguardo raggiunto sul campo. Particolarmente amareggiato il presidente Paolo Giarletta, che affida a una lunga dichiarazione il dispiacere per una decisione maturata dopo aver tentato fino all’ultimo di salvare la stagione. «È uno dei momenti più dolorosi del mio percorso da presidente. Quando penso alla Serie A2, vedo i volti dei nostri ragazzi, il lavoro degli allenatori, l’impegno dei dirigenti, le famiglie e le persone che ci sono state vicine. Vedo la gioia della promozione e tutto quello che è stato necessario per raggiungerla. I riconoscimenti di una città intera e della stessa amministrazione», dichiara Giarletta. Il presidente chiarisce anche le ragioni del silenzio mantenuto dalla società negli ultimi mesi, spiegando che l’obiettivo era quello di continuare a lavorare senza alimentare aspettative che avrebbero potuto essere disattese. «Il nostro silenzio di questi mesi era legato alla ricerca di una soluzione. Non volevo alimentare aspettative senza certezze, né annunciare una rinuncia mentre esisteva ancora una possibilità di evitarla. Abbiamo continuato a cercare una strada fino all’ultimo». Giarletta torna quindi sulla possibilità individuata presso la piscina Arbostella e sulle difficoltà che ne hanno impedito l’utilizzo. «All’Arbostella una possibilità era stata individuata, grazie alla disponibilità dei gestori a trovare spazi. Eravamo pronti ad affrontarne le difficoltà organizzative, ma i costi non erano sostenibili per noi. Abbiamo, quindi, chiesto in largo anticipo un sostegno che permettesse di rendere praticabile quella soluzione. Purtroppo, nei tempi necessari, non siamo arrivati alle condizioni e alle garanzie indispensabili per affrontare il campionato». Il rammarico più grande riguarda gli atleti, protagonisti di una stagione culminata con una promozione che non potrà avere il seguito sperato. «Fa male dover dire agli atleti che hanno fatto tutto ciò che era stato chiesto loro, che hanno conquistato la promozione, ma che non potremo dare seguito al loro risultato», aggiunge il presidente, che non nasconde la delusione per il sostegno ricevuto. «Provo amarezza, delusione e un profondo senso di impotenza. Anni di lavoro, sacrifici e investimenti meritavano un futuro. Mi pesa anche la solitudine avvertita in questa vicenda, perché speravo che un risultato sportivo della città potesse trovare un sostegno più ampio nei momenti di difficoltà». La decisione non segna, tuttavia, la fine dell’attività del Circolo Nautico Salerno. La rinuncia riguarda esclusivamente la prima squadra, mentre proseguirà l’impegno nel settore giovanile. Proprio per tutelare i giovani atleti e garantire continuità al lavoro svolto negli anni, la società ha sottoscritto un protocollo d’intesa con la Rari Nantes Salerno e avviato collaborazioni con altre realtà sportive del territorio. Un percorso che punta a preservare il patrimonio umano e sportivo dell’associazione, evitando che le difficoltà incontrate dalla prima squadra compromettano anche le opportunità di crescita delle nuove generazioni. «Come presidente ho però il dovere di proteggere l’associazione. Non potevo assumere impegni insostenibili e compromettere anche le opportunità dei più giovani. Questa responsabilità rende necessaria la decisione, ma non ne attenua il dolore», sottolinea Giarletta. La vicenda pone inevitabilmente interrogativi sul futuro dello sport salernitano e sulla disponibilità di strutture adeguate per le società che partecipano ai campionati nazionali. Il caso del Circolo Nautico evidenzia quanto l’assenza di impianti accessibili e di soluzioni economicamente sostenibili possa incidere anche su realtà capaci di ottenere risultati importanti. Resta soprattutto l’amarezza per una promozione conquistata attraverso sacrifici e impegno, ma destinata a rimanere senza seguito. Un risultato che appartiene agli atleti, agli allenatori, ai dirigenti e alle famiglie che hanno accompagnato la squadra lungo tutto il percorso. «Ai nostri atleti, agli allenatori, alle famiglie e ai sostenitori voglio dire grazie. Il valore di ciò che avete costruito resta. La Serie A2 l’avete conquistata e nessuna rinuncia potrà cancellarlo», conclude il presidente Giarletta. «Non doveva finire così. Ora dobbiamo custodire quello che siamo diventati insieme e lavorare perché i nostri giovani possano continuare ad avere un futuro».







