Bmta guarda al futuro: Baia Sommersa modello internazionale - Le Cronache Attualità
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Bmta guarda al futuro: Baia Sommersa modello internazionale

Bmta guarda al futuro: Baia Sommersa modello internazionale

Il patrimonio archeologico come motore di sviluppo economico, culturale e turistico, con uno sguardo rivolto alle nuove frontiere dell’archeologia subacquea e alla valorizzazione dei territori. È questo il filo conduttore della XXVIII edizione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, in programma a Paestum dal 29 ottobre al 1° novembre. Una manifestazione che, ancora una volta, trasforma l’antica Poseidonia in un punto di riferimento internazionale per istituzioni, studiosi, operatori turistici e professionisti del settore. A catalizzare l’attenzione della terza giornata è stato il turismo archeologico subacqueo, un segmento in forte evoluzione che vede nella Campania e nella Sicilia due realtà all’avanguardia. Il Parco Archeologico Sommerso di Baia, nei Campi Flegrei, si candida a diventare un modello internazionale per la realizzazione di itinerari capaci di coniugare accessibilità, tutela e valorizzazione del patrimonio custodito nei fondali marini. «Creare questi itinerari turistici, non semplici, alla ricerca del patrimonio subacqueo, rendendolo accessibile, stando attenti a che quest’accessibilità non contrasti con la conservazione del bene stesso», ha spiegato Luigi Fozzati, archeologo e coordinatore per l’archeologia subacquea della BMTA, sottolineando la necessità di costruire percorsi realmente funzionanti e sostenibili.Un obiettivo condiviso dal fondatore e direttore della manifestazione, Ugo Picarelli, che ha evidenziato l’importanza della collaborazione con l’UNESCO e con gli operatori turistici. «C’è la necessità di figure e competenze nuove per attrezzare questi itinerari», ha dichiarato, richiamando l’attenzione sulla formazione professionale e sulla salvaguardia di un patrimonio particolarmente esposto ai processi naturali di deterioramento. A raccontare l’esperienza di Baia è stata Tiziana D’Angelo, direttrice dei Parchi Archeologici di Paestum e Velia e, ad interim, del Parco Archeologico Sommerso di Baia-Campi Flegrei. Un sito nato dalla particolare condizione geologica determinata dal bradisismo e progressivamente trasformato in una straordinaria opportunità di conoscenza. Sono 25mila i visitatori provenienti da tutto il mondo che hanno scelto di scoprire questo patrimonio attraverso le immersioni. Secondo Vincenzo Maione, direttore del Centro Sub dei Campi Flegrei, il 10% dei visitatori del territorio sceglie proprio l’esperienza subacquea. All’incontro ha partecipato anche Edouard Planche, responsabile dell’Unità per il Patrimonio Culturale Subacqueo dell’UNESCO, che ha ricordato il venticinquesimo anniversario della Convenzione del 2001 e l’avvio di nuove iniziative internazionali, tra cui la giornata dedicata al patrimonio subacqueo, celebrata per la prima volta il 21 agosto 2026. La giornata è stata anche l’occasione per consegnare i Premi Internazionali di Archeologia Subacquea “Sebastiano Tusa”, alla presenza del sottosegretario alla Cultura Pietro Cannella e della presidente della Fondazione Sebastiano Tusa, Valeria Patrizia Li Vigni. Il riconoscimento alla carriera è andato all’archeologa croata Irena Radić Rossi, docente dell’Università di Zara. Premiati anche la mostra “Fenicios. Mercaderes del Mar”, allestita al Museo Nacional de Arqueología Subacuática di Cartagena e curata da Juan Pinedo Reyes, il giornalista e cineasta Aldo Romano Innocenti per il contributo alla divulgazione attraverso “Pianeta Mare” e il progetto di recupero, restauro e valorizzazione del relitto alto-arcaico del Canale d’Otranto, rappresentato da Luigi La Rocca del Ministero della Cultura. Ma la Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico non è soltanto un appuntamento scientifico. È soprattutto un’occasione di confronto tra domanda e offerta turistica, con l’obiettivo di trasformare le potenzialità culturali del Mezzogiorno in opportunità economiche concrete. In questa direzione si inserisce il workshop che ha visto protagonisti i buyer internazionali selezionati dall’ENIT, provenienti da Francia, Germania, Irlanda, Paesi Bassi, Regno Unito e Spagna. Gli operatori hanno incontrato le realtà turistiche italiane per valutare pacchetti, strutture ricettive e servizi legati al patrimonio archeologico e culturale. Le contrattazioni sono arrivate al termine di un educational tour di cinque giorni, durante il quale i buyer hanno visitato trenta siti tra musei, aree archeologiche, luoghi naturalistici, aziende casearie, olearie e vinicole e strutture alberghiere di charme. Un itinerario che ha attraversato la Campania, da Caserta a Salerno, fino al Cilento e al Vallo di Diano. Ed è proprio il Cilento a rappresentare una delle sfide principali della manifestazione. L’obiettivo è superare la tradizionale concentrazione delle presenze turistiche nei mesi estivi e costruire un’offerta capace di attrarre visitatori durante tutto l’anno. «Il maggiore sforzo è quello di rendere il Cilento destinazione turistica capace di attrarre visitatori durante tutto l’anno e di competere nei mercati internazionali», ha spiegato Picarelli, ricordando l’impegno della Camera di Commercio di Salerno e del presidente Andrea Prete, che ha avviato un piano strategico con esperti del settore. Un percorso che punta a mettere in rete archeologia, paesaggio, tradizioni, enogastronomia e ospitalità, valorizzando un patrimonio che va ben oltre le località balneari. La presenza dei buyer internazionali rappresenta, in questo senso, un banco di prova importante per verificare la capacità del territorio di proporsi sui mercati esteri. Tra i momenti più significativi della manifestazione anche la consegna dell’International Archaeological Discovery Award “Palmyra”, giunto alla dodicesima edizione, al direttore del Parco Archeologico di Pompei Gabriel Zuchtriegel per la straordinaria scoperta della grande sala da banchetto affrescata nella Casa del Tiaso. «Lavorare a Pompei è già un premio», ha dichiarato Zuchtriegel davanti al pubblico della sala Nettuno, soffermandosi sul significato del monumentale affresco dedicato al corteo di Dioniso, databile tra il 40 e il 30 avanti Cristo. La scoperta, avvenuta nell’insula 10 della Regio IX, ha restituito un fregio con figure quasi a grandezza naturale, raffiguranti satiri, baccanti e scene di iniziazione. Un’opera che, secondo il direttore, offre una chiave di lettura sorprendentemente attuale. «Dioniso non c’è nell’affresco. Ci sono i Satiri e le Baccanti, c’è una scena di iniziazione, ma non c’è il dio perché è tra noi, noi che guardiamo il dipinto», ha spiegato Zuchtriegel. Il riferimento è allo sguardo di una figura femminile rivolto verso l’osservatore, quasi a coinvolgerlo direttamente nella rappresentazione. Per il direttore di Pompei, Dioniso è una divinità complessa, legata alla morte e alla rinascita, ma anche al teatro, alla finzione e alla maschera. Un simbolo che richiama la società contemporanea, dominata dall’immagine e dalla rappresentazione di sé attraverso i social network. Una riflessione che ha trasformato la presentazione della scoperta in una vera lezione sul rapporto tra mondo antico e modernità. Lo Special Award, assegnato attraverso il voto del pubblico su Facebook, è stato invece conquistato dalla testa marmorea di una giovane donna, una Kore, rinvenuta a Vulci nell’ambito del progetto “Vulci Cityscape”. Una scoperta che testimonia gli intensi rapporti culturali tra il mondo greco e quello etrusco. Ampio spazio è stato riservato anche ai modelli di gestione del patrimonio culturale, con il secondo incontro annuale di ArcheoItaliae e la conferenza dedicata al confronto tra fondazioni archeologiche, parchi e musei autonomi. Al centro del dibattito la necessità di rafforzare la collaborazione tra istituzioni, professionisti e comunità locali, individuando strumenti innovativi per la tutela e la valorizzazione dei siti. Tra gli approfondimenti anche il ruolo delle nuove tecnologie, con il workshop ArcheoVirtual dedicato all’archeologia digitale, realizzato in collaborazione con il CNR e il Ministero della Cultura. Un settore nel quale ricostruzioni virtuali, digitalizzazione e strumenti tecnologici avanzati stanno modificando profondamente le modalità di studio e fruizione del patrimonio. I numeri della XXVIII edizione confermano la dimensione internazionale della manifestazione: 170 conferenze, 750 relatori, 16 sezioni tematiche e 150 espositori distribuiti su cinquemila metri quadrati. Presenti quindici territori regionali italiani e dieci Paesi, mentre il Ministero della Cultura partecipa con uno spazio di oltre cinquecento metri quadrati, cinquanta incontri, 250 relatori e ventitré laboratori. Promossa dalla Regione Campania e dai Parchi Archeologici di Paestum e Velia, in collaborazione con la Camera di Commercio di Salerno, la Provincia e il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, la Borsa è ideata e organizzata dalla Leader srl, sotto la direzione di Ugo Picarelli. Una manifestazione che continua a dimostrare come l’archeologia possa essere non soltanto custodia del passato, ma anche strumento di crescita e sviluppo. E proprio da Paestum arriva un messaggio preciso: il futuro del turismo culturale passa dalla capacità di rendere il patrimonio accessibile, senza comprometterne la conservazione, e di trasformare la ricchezza dei territori in esperienze capaci di attrarre visitatori da tutto il mondo.