Bicchielli: “Serve una nuova cultura della prevenzione” - Le Cronache Ultimora
Ultimora

Bicchielli: “Serve una nuova cultura della prevenzione”

Bicchielli: “Serve  una nuova cultura  della prevenzione”

di Irene Sarno

Gli eventi meteorologici estremi, il dissesto idrogeologico, la vulnerabilità sismica e ambientale ci impongono una nuova cultura della prevenzione”. Lo ha detto Pino Bicchielli, presidente della Commissione dissesto idrogeologico e rischio sismico, nel corso del convegno organizzato da ANCE AIES, “Ambiente in costruzione – Patrimonio, clima, giovani e futuro del costruire”, svoltosi ieri a Paestum. “La fragilità, nel nostro Paese, non è un’eccezione. È la norma. L’Italia è il Paese più bello del mondo proprio perché è anche uno dei più complessi dal punto di vista geologico, orografico e paesaggistico. È questa complessità che ha generato i nostri borghi, i nostri paesaggi, la nostra identità culturale e produttiva – ha aggiunto il presidente Bicchielli – Il problema, dunque, non è la fragilità in sé. Il problema è che, per troppo tempo, questa fragilità è stata gestita con una logica sbagliata: la logica dell’emergenza. Un Paese che continua a spendere enormemente di più per riparare i danni di una frana o di un’alluvione, piuttosto che per prevenirli, non sta risparmiando”. Il presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul rischio idrogeologico e sismico ha poi snocciolato alcuni dati: il 93% dei Comuni italiani presenta aree a rischio idrogeologico; oltre 2 milioni di edifici e centinaia di migliaia di imprese sorgono in aree ad alta pericolosità; negli ultimi decenni i costi delle calamità naturali hanno raggiunto cifre enormi, mentre gli investimenti strutturali in prevenzione sono rimasti insufficienti. “Dobbiamo superare definitivamente il paradigma dell’emergenza e costruire una strategia nazionale fondata sulla prevenzione strutturale, sulla manutenzione continua del territorio e sulla capacità di adattamento ai cambiamenti climatici. Servono opere intelligenti di ingegneria naturalistica, rinaturalizzazione degli alvei, manutenzione costante del suolo, infrastrutture resilienti, pianificazione urbana coerente con la natura dei luoghi”, ha continuato Bicchielli, anticipando che la Commissione è al lavoro su una proposta di legge quadro nazionale sulla prevenzione del rischio idrogeologico e sismico, capace di semplificare le procedure, definire competenze certe, garantire risorse stabili, introdurre responsabilità chiare e premiare gli enti virtuosi. “Il futuro del nostro Paese si costruisce qui: con la consapevolezza del rischio, con la forza dell’innovazione, con il rispetto profondo della nostra storia e con lo sguardo rivolto al domani. Trasformiamo la fragilità dei nostri territori straordinari in una grande opportunità di sviluppo”, ha concluso Bicchielli.