Riflettori accesi sulla regolarità urbanistica e amministrativa nella suggestiva e vincolata cornice della località Trentova, ad Agropoli. Un dettagliato esposto-diffida presentato formalmente da un soggetto privato, operante in qualità di erede legittima della proprietà originaria e parte direttamente interessata, ha fatto scattare una pesante denuncia che chiama in causa il Comune di Agropoli, la Procura della Repubblica di Vallo della Lucania e l’Ordine degli Architetti di Avellino.
L’azione, mossa a tutela di un pieno e qualificato interesse legittimo sul patrimonio immobiliare di famiglia, mira a fare chiarezza su un immobile situato in Via Fontana dei Monaci (loc. Trentova), per il quale si ipotizza un complesso disegno elusivo che configura un fitto concorso di violazioni di rilievo penale.
Il “disegno elusivo” dei tre cantieri lampo e l’ipotesi di costruzione abusiva
Lo stato legittimo del fabbricato, secondo quanto contestato nell’esposto, risalirebbe esclusivamente ai Permessi in Sanatoria rilasciati il 13 novembre 2008. Da quel momento in poi, una serie di interventi successivi ha modificato radicalmente l’assetto della struttura.
La denuncia contesta fermamente la regolarità della scomposizione degli interventi di ristrutturazione. Tra il dicembre 2022 e il gennaio 2023, sono state infatti presentate ben tre Segnalazioni Certificate di Inizio Attività (SCIA) a pochissimi giorni di distanza l’una dall’altra:
Secondo l’esposto della parte interessata, questa frammentazione temporale configurerebbe l’ipotesi di un “frazionamento artificioso ed elusivo”. L’obiettivo ipotizzato sarebbe stato quello di aggirare l’obbligo di richiedere il più gravoso Permesso di Costruire (necessario per le ristrutturazioni edilizie “pesanti” e per il mutamento del carico urbanistico, come la scomposizione in tre unità indipendenti), eludendo i relativi oneri e configurando così la fattispecie di Ristrutturazione Edilizia Illegittima / Costruzione Abusiva.
Il ventaglio dei reati: dai vincoli paesaggistici alla sicurezza sismica
Oltre alla condotta procedurale, l’esposto mette in luce la totale assenza di pareri e autorizzazioni obbligatorie per legge in una zona sottoposta a rigide tutele territoriali, delineando un quadro accusatorio che tocca diversi codici e leggi speciali:
Reato Ambientale e Paesaggistico: Essendo l’immobile situato nella zona protetta di Trentova, gli interventi di modifica dei prospetti eseguiti in totale assenza di Autorizzazione Paesaggistica integrerebbero la violazione penale delle norme a tutela dei beni culturali e del paesaggio.
Reato di Violazione delle Norme Sismiche: L’apertura di varchi in murature portanti in una zona dichiarata a rischio sismico, eseguita senza il preventivo deposito e la dovuta autorizzazione del Genio Civile, costituisce una specifica contravvenzione legata alla sicurezza pubblica e strutturale.
Si contesta infine la trasformazione illecita di zone accessorie e pertinenze in vani abitabili indipendenti, privi dei requisiti di legge.
Nonostante un successivo parziale sanamento dell’abuso originario accertato dalla Polizia Locale nel marzo 2023, la parte denunciante ha ribadito come restino del tutto irrisolti e non coperti i restanti e gravissimi profili di illegittimità urbanistica, edilizia e penale complessiva legati al frazionamento strutturale dell’immobile.
Sotto accusa la condotta del tecnico: asseverazione falsa e conflitto di interessi
Il fulcro penale e deontologico dell’intera vicenda ruota attorno alla condotta del professionista incaricato dei progetti, l’Architetto A. D. Nei suoi confronti è stato spedito un duro esposto disciplinare direttamente all’Ordine degli Architetti PPC di Avellino.
Le contestazioni mosse al professionista riguardano principalmente due aspetti:
Falso Ideologico in Atto Pubblico (Art. 483 c.p.): All’atto del deposito della SCIA nel dicembre 2022, l’architetto ha asseverato la piena conformità urbanistica dell’immobile, dichiarando l’assenza di abusi. Una dichiarazione smentita sia dagli archivi storici del Comune (dove le foto di una SCIA del 2020 mostravano già tettoie metalliche, opere in cartongesso e modifiche prospettiche abusive), sia dal successivo sopralluogo ufficiale del Comune e della Polizia Locale del 14 marzo 2023.
Palese Conflitto di Interessi: I documenti evidenziano come l’Arch. A.D. abbia operato in una situazione di evidente intreccio familiare, essendo il coniuge della proprietaria di una porzione del fabbricato (l’immobile era pervenuto alla moglie per donazione dal padre nel dicembre 2020). Tale stretto legame di parentela, secondo l’esposto, avrebbe del tutto inficiato la terzietà e l’imparzialità richieste per legge a un tecnico chiamato a svolgere funzioni di pubblico ufficiale in sede di asseverazione.
“Il progettista ha favorito gli interessi della propria coniuge a discapito del rispetto delle norme urbanistiche e paesaggistiche, abusando delle procedure amministrative” — si legge testualmente nell’esposto disciplinare inviato all’Ordine.
Gli sviluppi: l’avvio delle verifiche e dell’autotutela
A seguito delle segnalazioni e delle istanze presentate a tutela dei diritti della legittima erede, il quadro amministrativo è in piena evoluzione. Gli uffici competenti del Comune di Agropoli stanno infatti provvedendo ad avviare le procedure per l’annullamento in autotutela dei titoli edilizi contestati (SCIA 2022, e SCIA 2023.
L’attivazione dei poteri d’ufficio da parte dell’Ente punta a vagliare approfonditamente tutti i profili evidenziati nell’esposto — propedeutici alla verifica dello stato dei luoghi e all’eventuale emissione delle ordinanze di ripristino della conformità urbanistica originaria. Parallelamente, la Procura della Repubblica è stata formalmente investita della richiesta di monitoraggio delle indagini preliminari, con espressa istanza di avviso alla parte offesa






