Castel S. Giorgio. Il Pd punta su Paola Lanzara nonostante i dem locali - Le Cronache Provincia
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Castel S. Giorgio. Il Pd punta su Paola Lanzara nonostante i dem locali

Castel S. Giorgio. Il Pd punta su Paola Lanzara nonostante i dem locali

Il Pd di Castel San Giorgio, a trazione completamente longanelliana, rischia di restare nel guado politico a causa di una “schizzofrenia politica” inconcepibile agli occhi degli osservatori. I Dem da circa dieci anni possono contare sull’appartenenza al proprio partito del primo cittadino, Paola Lanzara, candidata anche alla Camera dei Deputati sotto il vessillo PD, ma l’unica attività politica degna di nota in questi dieci anni è stata quella di sparare contro il sindaco del proprio paese. Negli ultimi anni chiaramente, a volte velati ma senza fraintendimenti, si sono sprecati manifesti contro l’amministrazione, contro il primo cittadino e contro le iniziative pubbliche. E quando le critiche non sono state vergate direttamente dal PD si sono sprecate le iniziative delle associazioni satelliti della sinistra come alcune associazioni ambientaliste, radicali e di pseudo lotta alla criminalità. Insomma una guerra fratricida tutta interna che ha portato il primo cittadino di fatto a disinteressarsi del partito e ad un altro leader storico locale a decidere di auto sospendersi in attesa di tempi migliori. In verità l’attività più consistente del Pd locale contro il sindaco Pd è avvenuta quando alla guida del circolo vi era Assunta Manzo legatissima ad Andrea Donato che poi ha perso la maggioranza nel partito e ha deciso di autosospendersi e attualmente i suoi sono all’opposizione interna contro Pietro Toro, attuale segretario del circolo, che invece fa capo alla corrente Longanelliana che alle ultime elezioni regionali ha votato compatta per Corrado Matera. Insomma una guerra tra bande dove ritrovare il bandolo della “matassa” appare ora se non impossibile quanto meno arduo. Anche perché, e non va taciuto, questa guerra fratricida va avanti da anni senza che la segreteria provinciale del Pd abbia mosso un solo dito per riportare unità, ordine e univocità di comportamenti, quasi a volerla nei fatti alimentare più che sedarla. Così, è chiaro, ognuno va per la sua strada e ogni volta i vari big provinciali possono ricorrere ad una fazione o all’altra per assicurarsi una degna rappresentanza elettorale nel paesello diventato solo un serbatoio di voti. Ma a poco più di sei mesi dalle elezioni amministrative il paradosso è che a scontrarsi possano essere due candidati sindaci entrambi tesserati al Pd. Una riedizione, in salsa sangiorgese, di Kramer contro Kramer. Se da una parte appare verosimile che il sindaco in carica possa decidere di giocarsi la carta del terzo mandato, dall’altra, da mesi, circolano già i nomi di chi potrebbe scendere in campo contro la prima cittadina. Oramai sembra il segreto di Pulcinella, ma tutti a Castel San Giorgio sanno che se esisterà una qualche chance di vittoria la candidata sindaca dovrebbe essere direttamente Anna Longanella, candidata alla Regione per il PD sei anni fa e figlia dell’ex sindaco Franco attuale regista inossidabile delle mosse strategiche. Se invece la percentuale di vittoria si riducesse sotto il 50% a scendere in campo dovrebbe essere Enzo Petrillo, commercialista, cinque anni fa “trombato” proprio dagli uomini del Pd che presentarono la lista mancante di requisiti essenziali e bocciata fino al Consiglio di Stato. A presentare quella lista, però, fu il segretario del Circolo, Mattia Faiella, predecessore di Assunta Manzo, entrambi fedelissimi di Andrea Donato. Ora che Donato si è autosospeso la musica non è cambiata e con Longanella la strategia pare ancora essere la stessa: il PD che cerca di impallinare la PD Paola Lanzara ma sempre con i fidatissimi di famiglia nonostante il PD esprima giovani validi come Mauro Calatola, Manuel Capuano, e tanti altri. E la segreteria provinciale? Si sveglierà di certo, probabilmente però, solo dopo che a guidare il paese, a causa delle lotte interne, non sarà più il PD ma un uomo di Forza Italia o di Fratelli d’Italia. D’altra parte la vecchia saggezza napoletana con i suoi brocardi insegna, anche riguardo ai voti, “…..spart’ricchezza e addeventa povertà…”.