Fare piena luce sulle cause dei ritardi nella ricostruzione del ponte sul Rio Ciorlito, verificare le criticità emerse durante la fase progettuale e conoscere tempi certi per il completamento di un’infrastruttura strategica per la viabilità del territorio. Sono questi gli obiettivi dell’iniziativa intrapresa dai consiglieri provinciali Modesto Del Mastro e Antonio Somma, capogruppo, che hanno presentato alla Provincia di Salerno un’istanza di accesso agli atti per acquisire tutta la documentazione relativa all’intervento lungo la strada provinciale 43 Barizzo–Foce Sele, nel territorio comunale di Capaccio Paestum. Un’iniziativa che nasce anche dalle sollecitazioni del coordinamento cittadino di Fratelli d’Italia di Capaccio Paestum, guidato da Claudio Pignataro, che ha richiamato l’attenzione sulla necessità di approfondire le ragioni dei ritardi e ottenere chiarimenti sul percorso amministrativo e tecnico che ha accompagnato la realizzazione dell’opera. Al centro della richiesta non c’è soltanto la necessità di conoscere l’attuale stato di avanzamento dei lavori, ma anche quella di ricostruire le diverse fasi della progettazione, con particolare riferimento alle modifiche che si sarebbero rese necessarie rispetto alla soluzione strutturale inizialmente individuata. Una questione che, secondo i rappresentanti provinciali di Fratelli d’Italia, merita un approfondimento puntuale, anche alla luce delle conseguenze che il protrarsi dell’intervento continua ad avere sulla mobilità e sui collegamenti dell’area. «Bisogna fare chiarezza sulle cause dei ritardi nella ricostruzione del ponte sul Rio Ciorlito e capire cosa sia accaduto nella fase di progettazione dell’opera, soprattutto rispetto alla soluzione strutturale inizialmente prevista», dichiara il consigliere provinciale Modesto Del Mastro, spiegando le ragioni dell’accesso agli atti presentato insieme al capogruppo Antonio Somma. La vicenda, del resto, aveva già assunto una dimensione nazionale attraverso un’interrogazione parlamentare presentata il 16 dicembre 2025 dal deputato salernitano Pino Bicchielli. In quell’occasione era stata posta l’attenzione su alcune problematiche tecniche che avrebbero inciso sull’esecuzione dell’intervento, sollevando interrogativi sulla compatibilità tra le scelte progettuali originarie e le effettive condizioni operative del cantiere. «Il punto – prosegue Del Mastro – è che stiamo parlando di un’opera importante per la viabilità del territorio, che da tempo è al centro dell’attenzione per i ritardi nella realizzazione e per le ripercussioni sulla circolazione. Nell’interrogazione parlamentare presentata dall’onorevole Bicchielli il 16 dicembre 2025, sarebbe stata richiamata una comunicazione di un dirigente provinciale dalla quale emergerebbe l’impossibilità di trasportare in cantiere le travi prefabbricate, lunghe circa 40 metri, previste dal progetto originario. Una circostanza che avrebbe reso necessaria una revisione della soluzione strutturale, con l’ipotesi di utilizzare travi in acciaio». È proprio su questo aspetto che si concentra una parte significativa della richiesta di documentazione. L’eventuale impossibilità di trasportare sul posto gli elementi strutturali previsti in origine pone infatti interrogativi sulle verifiche effettuate prima dell’approvazione del progetto, sulle condizioni di accessibilità al cantiere e sulle valutazioni tecniche che hanno portato a individuare una determinata soluzione costruttiva. Questioni sulle quali Del Mastro e Somma intendono ottenere riscontri attraverso l’esame degli atti ufficiali, senza anticipare conclusioni o attribuire responsabilità prima di aver ricostruito il quadro documentale. «Per questo – continua Del Mastro – ho chiesto di poter visionare gli atti relativi al progetto originario, alle verifiche preliminari, alla variante progettuale e alle comunicazioni intercorse tra gli uffici provinciali, i tecnici e l’impresa esecutrice. È necessario capire quali siano state le criticità riscontrate, quando siano emerse e quali decisioni siano state assunte per superarle». L’istanza di accesso agli atti punta dunque a ricostruire l’intero iter dell’intervento, dalle valutazioni iniziali fino alle eventuali modifiche intervenute durante l’esecuzione. Un approfondimento che dovrà consentire di comprendere se le difficoltà siano state determinate da circostanze impreviste oppure da problematiche che avrebbero potuto essere individuate già nella fase preliminare. Particolare attenzione viene riservata anche alle possibili conseguenze economiche delle modifiche progettuali. La richiesta riguarda, infatti, gli eventuali maggiori costi derivanti dall’adozione di una soluzione strutturale diversa da quella originariamente prevista, oltre agli atti amministrativi e contabili connessi all’esecuzione dell’opera. Tra gli elementi sui quali i consiglieri provinciali chiedono chiarimenti figurano inoltre lo stato effettivo di avanzamento dei lavori, il cronoprogramma aggiornato e gli eventuali procedimenti espropriativi e autorizzativi che potrebbero aver contribuito ad allungare i tempi di realizzazione. L’obiettivo è disporre di un quadro completo che permetta non soltanto di comprendere quanto accaduto fino a oggi, ma anche di valutare quali passaggi siano ancora necessari per arrivare alla conclusione dell’intervento. La ricostruzione del ponte sul Rio Ciorlito rappresenta infatti una questione che va oltre gli aspetti strettamente tecnici e amministrativi. Il collegamento lungo la provinciale 43 interessa direttamente la mobilità dell’area di Capaccio Paestum e i rapporti tra le diverse zone del territorio. Il protrarsi dei lavori rende quindi ancora più importante conoscere le prospettive per il ripristino della piena funzionalità dell’infrastruttura. «Non si tratta – aggiunge il consigliere provinciale – di una richiesta fine a se stessa, ma della necessità di conoscere nel dettaglio le ragioni di una vicenda che interessa direttamente il territorio. Bisogna capire a che punto siano i lavori, quali siano le cause dei ritardi e quando si preveda di completare l’intervento. Sono informazioni necessarie per poter svolgere pienamente il proprio ruolo di consigliere provinciale». La richiesta presentata da Del Mastro e Somma si inserisce così in un percorso di verifica politico-istituzionale che punta a ottenere risposte dall’ente provinciale sulla gestione dell’intervento. Al tempo stesso, l’iniziativa raccoglie le sollecitazioni provenienti dal coordinamento cittadino di Fratelli d’Italia, che attraverso il proprio referente Claudio Pignataro ha posto la questione all’attenzione dei rappresentanti del partito. La documentazione richiesta potrà contribuire a chiarire le ragioni delle scelte tecniche adottate, l’eventuale incidenza delle modifiche sui tempi contrattuali e le prospettive di completamento dell’opera. Un passaggio ritenuto necessario anche per garantire trasparenza nell’utilizzo delle risorse pubbliche e nella gestione di un’infrastruttura attesa dal territorio. «Il ponte sul Rio Ciorlito – conclude Del Mastro – è un’opera che deve essere portata a termine e sulla quale è necessario fare chiarezza. Per questo ho chiesto alla Provincia di mettere a disposizione tutta la documentazione disponibile, comprese le verifiche progettuali e gli atti relativi alle modifiche intervenute. È importante ricostruire quanto accaduto, capire quali problemi abbiano determinato i ritardi e conoscere quali siano le prospettive per il completamento dei lavori. Su un intervento di questa importanza servono risposte precise e documentate». L’attenzione si sposta adesso sulla Provincia di Salerno, dalla quale si attende la documentazione necessaria a ricostruire i passaggi dell’intervento. La questione centrale resta quella dei tempi: comprendere perché la ricostruzione abbia incontrato difficoltà, verificare se le criticità progettuali abbiano effettivamente inciso sul cronoprogramma e conoscere quando il ponte potrà essere completato. Per Del Mastro, Somma e il coordinamento di Fratelli d’Italia di Capaccio Paestum, la priorità è ottenere elementi concreti che consentano di superare le incertezze e restituire al territorio un’infrastruttura pienamente funzionante. Una vicenda sulla quale, sottolineano, non bastano rassicurazioni generiche, ma occorrono atti, riscontri tecnici e indicazioni precise sulle prossime fasi dei lavori.







